Scopri tutte le novità, curiosità, ricette e consigli sulla Cucina Giapponese e sul sushi.

Aburi Sushi ( scotato) ( Sushi e Nighiri)

Segui i nostri consigli per riconoscere un sushi di qualità

01/04/2020

Il sushi è la specialità giapponese più nota e diffusa in Occidente, al punto da essersi trasformata in una vera e propria tendenza. Oggi è possibile gustare questo piatto tipico nei ristoranti giapponesi specializzati così come nei sushi bar oppure acquistarlo già pronto al supermercato, mentre i più creativi e curiosi possono trovare gli ingredienti per prepararlo da sé.

 

Per quanto molti lo apprezzino senza quasi conoscerne gli ingredienti di base, il sushi ha una storia molto antica, al punto che sulle sue origine esiste una certa confusione. Si può dire che il sushi abbia radici nell’antica Cina, dove il pesce, per favorirne la conservazione, veniva fatto fermentare nel riso, con salsa di soia e wasabi.

 

Il sushi attuale viene preparato in tantissime varianti, gli ingredienti principali restano tuttavia pesce crudo, riso, alga Nori e alcune verdure. Il sushi viene servito in piccoli bocconi da mangiare con le bacchette o direttamente con le mani, accompagnato da wasabi e salsa di soia.

 

Il nostro ristorante giapponese di Milano propone una ricca varietà di sushi, preparato pochi minuti prima di essere portato in tavola con ingredienti selezionati e pesce freschissimo, garantito per l’alta qualità. Per chi è solito consumare il sushi in diversi locali pubblici o acquistarlo d’asporto, si raccomanda di prestare la massima attenzione alla qualità, proprio perché la presenza del pesce crudo richiede la freschezza assoluta.

 

Il riso è l’ingrediente fondamentale del sushi: deve essere compatto ma non appiccicoso, ideale quindi per essere consumato come finger food, con un leggero aroma di aceto. Per il pesce, naturalmente, è importante esigere la massima freschezza: il colore deve presentare le sfumature naturali, con la pelle lucida e un piacevole aroma di mare. Infatti, entrando in un ristorante giapponese di qualità, la percezione non deve essere quella di un odore di pesce poco gradevole, ma di un aroma delicato e fresco.

 

Il wasabi originale viene preparato con una radice di non facile reperimento, per cui può capitare che venga sostituita con rafano e con l’aggiunta di un colorante verde. Un wasabi di qualità ha un aroma dolce e un gusto molto intenso e viene preparato con radici grattugiate poco prima di essere servito. Anche la salsa di soia deve essere fresca, e non preconfezionata, inoltre un ottimo ristorante ne suggerisce anche l’uso corretto: solo sul pesce e non sul riso.

 

Il sushi deve essere consumato pochi minuti dopo la preparazione, quando il riso è ancora leggermente tiepido e il pesce fresco: gli chef del nostro ristorante in zona San Siro preparano il sushi al momento dell’ordinazione, servendolo al tavolo non appena il riso abbia raggiunto la temperatura ambiente.

 

 

Carpaccio Misto

Il carpaccio di pesce, una tipica specialità della cucina giapponese

01/04/2020

Il carpaccio di pesce, ovvero il pesce fresco e crudo tagliato in fettine sottilissime e gustato al naturale, è una specialità caratteristica della cucina giapponese, e per poterne apprezzare il gusto e le qualità nutrizionali è necessario utilizzare esclusivamente pesce freschissimo e garantito. I piatti di carpaccio possono essere misti, quindi preparati con diverse varietà di pesce fresco, oppure specifici di un solo pesce: i più indicati sono il salmone, il tonno e il branzino.

 

Per quanto si tratti di un piatto essenziale, la preparazione del carpaccio di pesce è da considerarsi piuttosto complicata e necessita un’estrema attenzione anche per quanto riguarda la presentazione finale. Il pesce, che come si è detto deve essere rigorosamente fresco, dopo essere stato lavato accuratamente e liberato completamente dalle lische, viene tagliato in fette estremamente sottili, quasi trasparenti, utilizzando un coltello affilato la cui lama viene passata in direzione obliqua.

 

Il carpaccio di pesce è una preparazione che esprime perfettamente l’equilibrio, la precisione e il minimalismo caratteristici di tutta la cultura giapponese. Le fettine di pesce devono essere tagliate in modo tale da mantenere la giusta consistenza, né troppo sottili né troppo spesse e, nel caso di un carpaccio di pesce misto, disposte sul piatto alternando i colori con eleganza. Una volta preparato, il carpaccio può essere completato con sale, pepe, succo di limone e guarnito con fiocchi di alghe, fettine di limone, prezzemolo o altri ingredienti decorativi.

 

Un piatto di carpaccio preparato alla perfezione può essere gustato così, al naturale, oppure arricchito con riso, verdure al vapore e salsa di soia. In ogni caso, si tratta di una specialità che richiede cura e precisione al fine di ottenere un risultato perfetto, oltre all’utilizzo di pesce di qualità superiore.

 

Il nostro ristorante giapponese a Milano offre l’occasione ideale per gustare un carpaccio di pesce perfetto in un ambiente accogliente, piacevole e raffinato, oltre a scoprire il gusto del sushi e delle altre più note preparazioni della cucina tradizionale giapponese. La cucina giapponese attualmente si è molto diffusa anche all’Ovest, trasformandosi in una sorta di tendenza, tuttavia occorre prestare la massima attenzione, poiché richiede non solo una profonda conoscenza delle tecniche, ma anche ingredienti selezionati e freschi.

 

Il carpaccio di pesce proposto dal nostro ristorante in zona San Siro è preparato con accuratezza, utilizzando esclusivamente pesci freschissimi, prevalentemente salmone, tonno, orata, branzino. Serviamo carpaccio misto o di una singola varietà di pesce secondo le diverse preferenze, e la preparazione avviene sempre poco prima di servire, per assicurare al cliente la massima freschezza.

Gunkan Manguro - Gunkan Ikura

Prova il gusto delle uova di pesce: salmone e tobiko

18/03/2020

Un altro ingrediente caratteristico della cucina giapponese sono le uova di pesce che, oltre al gusto delicato e molto singolare, si presentano con un aspetto e una colorazione davvero unici.

 

Le uova di salmone rappresentano una vera e propria prelibatezza, tanto da essere note anche con il nome di caviale rosso, e sono spesso presenti nelle specialità giapponesi, sebbene il salmone sia un pesce tipico dei paesi nordici.

 

Per garantire la massima qualità e freschezza, le uova di salmone devono essere estratte immediatamente e con delicatezza, si presentano con il caratteristico colore rosso acceso e possiedono un gusto intenso, molto apprezzato. Il caviale rosso non è solo gustoso e piacevole, ma anche benefico per la salute, grazie alla ricchezza di acidi grassi Omega 3.

 

Oltre alle uova di salmone, nella preparazione del sushi tradizionale si utilizzano spesso le uova di tobiko, una varietà di pesce volante. Queste uova hanno dimensioni molto piccole, una particolare consistenza che le rende leggermente croccanti e un colore rosso scuro e brillante, molto decorativo. Nei piatti di sushi, le uova di tobiko sono utilizzate infatti anche per l’aspetto estetico, mentre il gusto è leggermente affumicato. Ugualmente ad altre uova di pesce, anche quelle di tobiko contengono proteine e acidi grassi Omega 3, tali da renderle piuttosto salutari.

 

Come avviene per tutte le specialità della cucina giapponese, il sushi viene preparato con un riguardo estremo per l’aspetto, l’estetica, la precisione della forma e l’accostamento dei colori. Le uova di salmone e di tobiko, grazie al colore intenso, permettono di realizzare decorazioni suggestive e attraenti, che rendono ancora più piacevole l’esperienza del sushi.

 

Il ristorante giapponese Miyama di Milano è il luogo ideale dove gustare il miglior sushi, preparato nella nostra cucina pochi minuti prima di essere servito al tavolo per garantire la massima freschezza e la fragranza di ogni singolo ingrediente. Oggi il sushi è diventato un piatto di tendenza, viene consumato in grande quantità e persino preparato nelle versioni vegetariane. In realtà, è una pietanza molto antica, e può essere considerato il primo fast food / street food diffusosi in Giappone.

 

Per poter apprezzare il gusto e i benefici del sushi, un alimento naturale e ricco di elementi nutritivi importanti e salutari, è necessario che sia preparato con ingredienti selezionati, freschissimi e di alta qualità.

 

Nel nostro ristorante giapponese in zona San Siro utilizziamo esclusivamente pesce fresco, uova di pesce di provenienza certificata e garantita, riso italiano di alta qualità e alghe originali del Giappone, offrendo ai nostri clienti la possibilità di gustare un sushi preparato a regola d’arte.

 

 

Unaghji Maki

L’utilizzo dello zenzero nella cucina giapponese

15/03/2020

 

 

Lo zenzero proviene dalla radice di una pianta originaria dell’Asia, ed è reperibile in diverse forme: fresco, secco, in polvere, candito, cristallizzato o in salamoia. Si riconosce dal caratteristico gusto, intenso e leggermente piccante, e dell’aroma fresco e piacevole. Oltre a possedere parecchie proprietà benefiche per l’organismo, lo zenzero è una spezia molto usata in numerose preparazioni di cucina, dolci e salate.

 

Offre infatti un effetto antinfiammatorio, antiossidante e digestivo naturale, ed è un ottimo aromatizzante per marmellate, biscotti, gelati e liquori, oltre ad essere spesso abbinato ad altre spezie nei piatti a base di carne o di pesce.

 

Nella cucina giapponese lo zenzero è uno degli ingredienti sempre presenti sulla tavola, insieme al wasabi e alla salsa di soia, per accompagnare sushi, sashimi e altre caratteristiche specialità. Si tratta di zenzero marinato, chiamato comunemente gari, un prodotto ottenuto con un procedimento particolare, indispensabile per poter gustare tutta la squisitezza dei piatti tradizionali giapponesi.

 

Anche sul tavolo del nostro ristorante giapponese di Milano, lo zenzero viene servito sotto forma di fettine abbastanza sottili, dal caratteristico gusto fresco e piccante. Per preparare il gari è necessario avere a disposizione, oltre alla radice fresca di zenzero, aceto di riso, sale e zucchero.

 

Al fine di ottenere il risultato migliore, è necessario utilizzare zenzero freschissimo e morbido, tagliato a fettine o a piccoli pezzi e privato della buccia, da lasciare circa 12 ore immerse in acqua e sale prima di preparare il liquido per la marinatura.

 

Così lavorato, lo zenzero rappresenta un elemento fondamentale della cucina giapponese, soprattutto in abbinamento con sushi e sashimi. Viene infatti servito tra una portata e l’altra al fine di liberare la bocca dal gusto precedente e permettere di assaporare meglio i diversi alimenti. Lo zenzero marinato possiede inoltre le proprietà tipiche di questa radice: è antisettico, antinfiammatorio e favorisce la digestione. Si raccomanda di consumare sempre il gari quando si consumano diverse portate di sushi e sashimi proprio per poter gustare la piena armonia dei diversi aromi e sapori.

 

Al ristorante Miyama di Milano, lo zenzero marinato è sempre freschissimo, preparato ogni giorno in cucina e presentato in tavola per accompagnare le varie specialità. Proponiamo una scelta di piatti della cucina tradizionale giapponese, dai carpacci, alle zuppe, alle fritture, alle insalate, con la garanzia della massima freschezza e dell’alta qualità per ogni ingrediente.

 

Situato in zona San Siro, il ristorante Miyama propone sia il servizio al tavolo, in un ambiente piacevole e raffinato, sia la possibilità di ordinare i nostri piatti con il servizio di food delivery.

Sashimi Misto

Dieta e sushi: il piacere del gusto con poche calorie e un alto valore nutritivo

04/03/2020

Il sushi è una specialità tipica della cucina giapponese costituita da una serie di piatti i cui ingredienti di base sono riso, pesce, verdure, alghe e uova. Si tratta di una pietanza molto particolare, nella quale viene data molta importanza anche all’aspetto estetico e, sebbene nella tradizione giapponese il pesce sia un ingrediente fondamentale, oggi è abbastanza diffusa l’abitudine di preparare il sushi anche in versione vegetariana.

 

Chi sta seguendo una dieta o deve mantenere un regime alimentare ipocalorico può stare tranquillo, considerando che il sushi non è un alimento particolarmente ricco di calorie, ovviamente è importante non eccedere nella quantità. Per quanto in occidente sia quasi una moda, il sushi in Giappone è un alimento molto antico e la possibilità di consumarlo ovunque, anche direttamente con le mani, lo ha trasformato nel primo street food giapponese.

 

Nel contesto di una dieta dimagrante, si può dire che, in generale, ad esclusione di alcune fritture, la cucina giapponese sia tendenzialmente piuttosto leggera. Se preparato con cura, il sushi è un alimento non solo relativamente light, ma anche salutare: il pesce fresco è fonte di Omega 3, il riso è ricco di carboidrati complessi, l’alga Nori, che nel sushi è immancabile, contiene proteine, vitamine e sali minerali a fronte di un apporto calorico pari a zero.

 

Tuttavia, in caso di restrizioni alimentari, si consiglia di evitare la presenza di ingredienti molto calorici, come il pesce fritto, o ricchi di colesterolo, come i frutti di mare, privilegiando il riso, le alghe e il pesce crudo, come salmone e tonno.

 

Il ristorante Miyama, situato in zona San Siro, accoglie i clienti in un ambiente confortevole e raffinato, luogo ideale dove gustare un sushi di alta qualità, preparato secondo la tradizione della cucina tradizionale giapponese, con ingredienti selezionati e garantiti per la freschezza.

 

Siamo disponibili per offrire i nostri suggerimenti nella scelta del menù, consigliando i piatti più adatti in caso di diete, regimi alimentari e altre esigenze particolari. La cucina giapponese di alta qualità è molto leggera e si rivela ideale anche a chi soffre di celiachia o intolleranza al lattosio.

 

Nel nostro ristorante giapponese di Milano, il sushi e le altre specialità vengono preparate secondo la tradizione, con ingredienti freschissimi e con un’attenzione particolare, anche per quanto riguarda la presentazione dei piatti, che in Giappone viene considerata di grande importanza. Ogni pietanza è preparata al momento per assicurare la fragranza e l’integrità di tutti gli ingredienti, con la giusta quantità di condimento tale da raggiungere un perfetto equilibrio nel gusto: la cucina giapponese oggi è considerata una tendenza, ma è bene ricordare che costituisce una vera e propria tradizione culturale.

 

Pollo Yuan con Spinaci e Sesamo

Il pollo nella cucina giapponese

25/02/2020

Lo yakitori di pollo è una specialità tipica della cucina giapponese tradizionale, costituita da spiedini di carne di pollo tagliata in piccoli pezzi e cotti sulla griglia dopo alcune ore di marinatura.

 

In Giappone gli spiedini di pollo alla griglia non si gustano solo al ristorante ma sono considerati un vero e proprio street food, e vengono preparati in molte varianti. La differenza tra una e l’altra è dovuta principalmente all’utilizzo di salse di accompagnamento diverse, che possono avere un gusto più forte, delicato, piccante o agrodolce.

 

La caratteristica salsa per gli spiedini di pollo nella maggior parte dei casi è la salsa teriyaki, molto utilizzata anche per cuocere pietanze a base di carne e di pesce con il wok, ideale da abbinare non solo al pollo ma anche a carne di maiale e di agnello, pesci, crostacei e anatra.

 

Gli ingredienti tipici della salsa teriyaki sono salsa di soia, mirin (un tipo di sakè piuttosto dolce) e zucchero, talvolta anche zenzero. La teriyaki è la salsa giapponese più diffusa anche nella cucina occidentale, dove viene usata, con qualche variante, perfino per gli hamburger.

 

La preparazione degli spiedini di pollo in salsa teriyaki è relativamente semplice: tagliato a bocconcini, il pollo viene infilato sui tipici spiedini di bambù, immersi nella salsa e marinati per almeno un’ora, per poi procedere con la cottura sulla griglia, a fuoco molto vivace e per pochi minuti. La cottura breve e il fuoco alto permettono alla carne di cuocere rapidamente, mentre la salsa assume un invitante aspetto lucido e caramellato.

 

Per quanto non si tratti di un piatto particolarmente complesso, occorre prestare molta attenzione alla preparazione della salsa teriyaki e soprattutto scegliere carne di pollo di ottima qualità. Gli spiedini possono essere preparati solo con bocconcini di pollo, oppure alternati a qualche verdura, in genere cipollotto o scalogno. Per ottenere un gusto più intenso è consigliabile almeno qualche ora di marinatura, mentre la cottura deve permettere alla carne di mantenersi morbida internamente ma croccante all’esterno.

 

Gli spiedini di pollo in salsa teriyaki sono ideali in molte occasioni, immancabili in una degustazione gastronomica di specialità giapponesi, e perfetti anche per un aperitivo un po’ diverso dal solito o per una cena a buffet.

 

Il nostro ristorante giapponese a Milano offre i migliori spiedini di pollo in salsa teriyaki, utilizzando carni di alta qualità, con una salsa preparata secondo la tradizione. Situato in zona San Siro, il ristorante Miyama offre ai cliente un ambiente piacevole e rilassante dove trascorrere la serata con la migliore cucina del Giappone, preparata esclusivamente con ingredienti freschi e selezionati.

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Ebi Koroke in Salsa di Miso

Salsa ponzu: le caratteristiche e gli ingredienti

24/02/2020

La salsa ponzu è uno dei prodotti alimentari più noti agli appassionati della cucina giapponese. Si tratta infatti di una salsa classica e tradizionale, utilizzata per accompagnare moltissimi piatti e preparata con ingredienti tipici della gastronomia di questo paese.

 

Gli ingredienti basilari per la preparazione della salsa ponzu tradizionale sono le alghe kombu, una varietà di sakè dolce noto con il nome di mirin, i fiocchi di pesce katsuobushi o, in alternativa, il brodo di pesce, il succo di yuzu (un agrume tipico dell’Asia) o di lime, l’aceto di riso e la salsa di soia. Preparare la salsa ponzu di per sé non è difficile, ma è comunque necessario utilizzare ingredienti di qualità, procedere con la massima cura e filtrare perfettamente il composto prima di consumarlo.

 

Il sapore della salsa ponzu è molto gradevole, delicato, fresco e leggermente agrodolce, proprio per questo gusto così particolare questa preparazione è perfetta per accompagnare molti alimenti, sia cotti che crudi.

 

Per gustare un’ottima salsa ponzu, preparata con ingredienti selezionati e servita con le migliori specialità giapponesi, il ristorante Miyama, in zona San Siro, accoglie i clienti in un ambiente raffinato e piacevole, dove trascorrere una serata alla scoperta di una cucina ricca di emozioni, dal sushi migliore alle pietanze più elaborate e affascinanti.

 

La salsa ponzu viene servita per accompagnare piatti a base di carne e di pesce o pietanze vegetariane, mentre con l’aggiunta di zanzero, aglio e peperoncino è adatta per marinare il pesce e la carne di pollo prima della cottura. Nelle preparazioni alla griglia, la salsa ponzu è ideale per arricchire le pietanze di sapore e renderle più appetitose, sia per la marinatura che come condimento a fine cottura.

 

Si abbina perfettamente a pesci come salmone e pesce spada, ai calamari, alla carne e alle verdure ed è un condimento ideale per insalate di qualsiasi tipo, dalle più semplici ai piatti arricchiti con salmone affumicato, daikon, tofu e semi di sesamo.

 

Nel nostro ristorante giapponese a Milano, la salsa ponzu viene preparata in cucina utilizzando solo ingredienti freschi e selezionati e servita in tavola per accompagnare il sashimi tradizionale, le diverse varietà di sushi, i ravioli, gli spaghetti saltati, il riso e il tempura, la classica frittura giapponese.

 

Situato una zona molto facile da raggiungere, il ristorante Miyama è il luogo ideale per chi desidera avvicinarsi al magico mondo della cucina tradizionale giapponese, con la sicurezza della migliore qualità e freschezza di ogni ingrediente e dell’accuratezza nelle preparazioni.

 

 

Importanza dell’abbattimento del pesce

20/02/2020

Come tutti gli appassionati del sushi sanno bene, per preparare questa rinomata specialità, così come molti altri piatti tipici della cucina giapponese, uno degli ingredienti principali è il pesce crudo. Una vera e propria prelibatezza, è vero, tuttavia qualcuno potrebbe essere un po’ dubbioso, considerando che il pesce crudo è un alimento molto delicato e rapidamente deperibile.

 

È quindi importante sapere che, in realtà, il pesce crudo può essere consumato tranquillamente, qualora venga eseguita una procedura nota con il termine di abbattimento. L’abbattimento del pesce, la stessa regola vale anche per altri alimenti, consiste nel portare rapidamente il prodotto ad una temperatura estremamente bassa, in moda da escludere il rischio di un rapido sviluppo di batteri e microrganismi.

 

L’abbattimento del pesce è quindi una procedura indispensabile per garantire la freschezza e la qualità del prodotto e per offrire ai consumatori un prodotto totalmente sicuro. La preparazione del sushi e delle altre specialità giapponesi richiede accuratezza e competenze tecniche, ma per quanto riguarda il pesce crudo è necessario gestire correttamente anche la temperatura. Se non viene osservato il massimo controllo, questo prodotto può deperire anche molto velocemente: l’abbattimento del pesce consente quindi di godere del gusto incomparabile del pesce crudo, con la garanzia assoluta della freschezza.

 

Il procedimento richiede la presenza di uno strumento apposito, detto appunto abbattitore, che permette di abbassare molto velocemente la temperatura di un alimento e di portarlo in tavola privo di qualsiasi rischio di contaminazione batterica. Chiunque apprezzi la cucina giapponese, e in particolare il sushi e le preparazioni a base di pesce crudo, è tenuto ad informarsi sempre presso il ristorante che ha scelto in merito alla corretta esecuzione della procedura di abbattimento del pesce. L’abbattitore è uno strumento professionale e non può essere sostituito da nessun altro dispositivo, nemmeno da un freezer o da una cella frigo a bassa temperatura.

 

Non a caso, entrando in un ristorante giapponese di ottima qualità, non si percepisce il classico “odore di pesce”, ma un aroma delicato e piacevole. Occorre anche tenere presente che non tutti i pesci si prestano ad essere consumati crudi: seguendo la tradizione del miglior sushi, il nostro ristorante giapponese a Milano propone specialità a base di salmone, tonno, branzino e orata, trattati secondo quanto previsto dalle normative igienico / sanitarie previste per questo tipo di alimenti.

 

Situato in zona San Siro e facilmente raggiungibile, il ristorante Miyama offre una vasta scelta di sushi, preparato pochi minuti prima di essere servito, con pesce freschissimo e ingredienti selezionati, disponibile anche d’asporto.

 

 

Temaki Branzino

Alga Nori: le varietà, le caratteristiche e i benefici

19/02/2020

Nota soprattutto agli appassionati del sushi, l’alga Nori è un’alga rossa della specie Porphyra, coltivata da secoli in Giappone in quanto rappresenta un ingrediente fondamentale nella cucina tradizionale di questo paese.

 

Esistono oltre 10mila varietà di alghe Nori, tuttavia le più comuni e utilizzate in cucina sono sette tra cui, in prevalenza, la Porphyra tenera e la Porphyra yezaensis. La ricchezza di elementi nutritivi e i benefici effetti hanno reso inoltre quest’alga molto gradita anche a chi segue una dieta vegetariana, vegana o macrobiotica.

 

Le alghe Nori vengono raccolte con manualmente o con l’uso di una pompa e successivamente sottoposte ad un processo di essicazione, che può essere naturale, oppure indotto avvalendosi di appositi forni. Il risultato al termine di questo trattamento sono i caratteristici foglietti quadrati, di colore grigio / verde scuro, noti con il nome di sushi nori o kizami nori.

 

Oltre ad essere un ingrediente basilare di molti piatti giapponesi, l’alga Nori è apprezzata anche per le sue benefiche proprietà: è ricca di proteine, Omega 3, vitamine A, C e B1, zinco e ferro, è praticamente priva di calorie, stimola le funzioni della tiroide grazie alla presenza di iodio e riduce il colesterolo.

 

In Giappone questo tipo di alghe viene consumato sotto diverse forme, mentre nel mondo occidentale l’alga Nori è nota soprattutto per la preparazione del sushi, grazie al caratteristico accostamento del suo colore verde scuro al bianco del riso e al rosa del pesce.

 

Miyama, il nostro ristorante giapponese a Milano, offre la possibilità di intraprendere un favoloso viaggio nel gusto e di conoscere meglio l’alga Nori con il miglior sushi, preparato secondo la tradizione, utilizzando esclusivamente ingredienti di alta qualità.

 

Il sushi è una specialità giapponese ormai nota in tutto l’Occidente, ed è molto diffuso e apprezzato anche in Italia. Apparentemente semplice ed essenziale, si tratta in realtà di un piatto piuttosto complesso, che viene preparato in una vastissima gamma di varianti, utilizzando come ingredienti di base riso, pesce crudo, uova e verdure.

 

Considerando la presenza di ingredienti delicati e sensibili, come appunto il pesce fresco e le uova, è molto importante prestare la massima attenzione alla freschezza e alla qualità. Un sushi preparato a regola d’arte si riconosce dall’aroma gradevole e dai colori vivaci, ha un piacevole sapore agrodolce e si presenta in bocconcini di misura ottimale. Deve essere servito poco dopo la preparazione ma con l’accortezza di raffreddare il riso fino alla temperatura ambiente.

 

Il nostro ristorante giapponese in zona San Siro è il luogo perfetto per gustare la squisitezza di una cucina legata ad antiche tradizioni, con la garanzia della massima freschezza di ogni ingrediente e dell’accuratezza nella preparazione di ogni piatto.

Sushi Misto

Vademecum del sushi: cinque regole importanti per consumare questa specialità

17/02/2020

Piatto tipico della cucina tradizionale giapponese, il sushi si è diffuso, soprattutto negli ultimi anni, anche in occidente, raggiungendo un’elevata popolarità e trasformandosi in una vera e propria tendenza. Al punto che oggi si trovano praticamente ovunque sushi bar dove la nota specialità giapponese viene servita come aperitivo, oltre a ristoranti, etnici e non, che propongono ogni possibile variante di sushi, persino vegetariana e vegana.

 

Gli estimatori di questa prelibatezza sanno bene che non tutto il sushi disponibile in commercio è raccomandabile, e che per gustare tutta la fragranza e l’aroma di questo alimento singolare è necessaria la qualità elevata di ogni ingrediente e la massima cura nella preparazione. Ma non solo: anche la consumazione stessa del sushi richiede una certa cura e il rispetto di alcune semplici regole.

 

Prima di tutto, il sushi si gusta con le bacchette tradizionali ma, per chi avesse poca dimestichezza nel manovrarle, è possibile ricorrere direttamente alle mani, considerando che in Giappone si tratta di un vero e proprio finger food. Si raccomanda invece di evitare, se possibile, l’uso delle posate, e soprattutto di non usare le bacchette per infilzare i bocconi.

 

Un’altra regola fondamentale è quella di mangiare i bocconcini di sushi in una sola volta, senza morderli: per questo, il sushi migliore viene confezionato in bocconi di dimensioni ideali, da finire subito senza necessità di spezzarli. Se proprio fossero troppo grandi, è opportuno chiedere al cameriere di tagliarli.

 

Talvolta, si consuma sushi preparato con varietà di pesce differenti. Per passare da un sapore all’altro senza comprometterne le caratteristiche, gli chef consigliano di masticare un piccolo frammento di zenzero, che purifica il senso del gusto e permette di gustare in successione sushi preparato con pesci diversi.

 

Consumando il sushi si raccomanda di non eccedere con la salsa di soia, anzi, in realtà solo il pesce dovrebbe essere immerso nella salsa di soia, mentre nel caso del sushi roll, si consiglia di limitarla al minimo. È invece inutile aggiungere il wasabi durante la degustazione, in quanto costituisce già un ingrediente del sushi stesso. Wasabi e salsa di soia non devono mai essere mescolati.

 

Chi ama accompagnare la cucina giapponese con il sakè può farlo, ma è da evitarsi per le specialità a base di riso, trattandosi di una bevanda prodotta proprio con il riso.

 

Il nostro ristorante giapponese a Milano propone una ricca scelta di sushi, sashimi e specialità giapponesi di alto livello, offrendo tutti i suggerimenti utili per la consumazione. Accogliamo i clienti in un locale piacevole e raffinato in zona San Siro e utilizziamo solo pesce freschissimo e ingredienti garantiti per la qualità elevata.

 

 

Sashimi Misto

Sashimi, un piatto tipico della cultura giapponese

17/02/2020

Il sashimi è una delle più famose specialità della cucina giapponese, ed è generalmente il piatto che viene servito all’inizio del pasto. Talvolta si tende a confonderlo con il sushi, ma in realtà si tratta di due preparazioni molto diverse. Il sashimi consiste esclusivamente in molluschi e pesci, di una o più qualità, serviti crudi e accompagnati semplicemente da alcune salse caratteristiche, mentre il sushi è costituito da una preparazione più complessa, con la presenza di riso e altri ingredienti.

 

Nel sashimi non sono previsti altri ingredienti ad esclusione del pesce, e nella maggior parte dei casi non viene effettuata alcuna cottura. Le varietà di pesce più adatte per il sashimi sono il salmone, il tonno, i gamberetti, il polpo e il pesce spada, tuttavia può essere preparato anche con seppie, anguilla, capesante e altro. L’unica lavorazione riguarda gamberetti e polpo che vengono immersi per pochi istanti in acqua bollente.

 

Il pesce deve essere pulito perfettamente e privato delle parti non commestibili per ricavare i filetti da tagliare ulteriormente in piccoli pezzi. Il sashimi viene servito accompagnato da alcune salse caratteristiche, che possono essere a base di soia, di rafano e di alghe. Una cura particolare viene riservata alla presentazione del piatto, decorato con erbe aromatiche, verdure e radici, prestando attenzione agli accostamenti di colore. Il sashimi si gusta con le bacchette, prendendo un boccone alla volta per poi intingerlo nella salsa.

 

Un tipo di sashimi molto raffinato, e molto diffuso soprattutto in Giappone, è quello preparato con il pesce palla, una specie di pesce che, se non trattato e tagliato correttamente, può essere tossico: non tutti gli chef possono prepararlo, in quanto richiede un’apposita certificazione.

 

Preparare il sashimi, per quanto si tratti di un piatto minimalista, è una vera e propria arte, dalla scelta degli ingredienti, alla posizione della lama, alla presentazione estetica. Pesce e crostacei, ovviamente, devono essere freschissimi e di ottima qualità, la tecnica di taglio non è standard, ma varia da un tipo di pesce all’altro: infatti, lo stesso pesce tagliato con modalità differenti può assumere gusti completamente diversi.

 

Il ristorante Miyama, in zona San Siro, offre ai propri clienti l’occasione ideale per gustare un sashimi preparato a regola d’arte, utilizzando le tecniche tradizionali e presentandolo con un estremo riguardo all’aspetto estetico e cromatico.

 

Utilizziamo solo ingredienti selezionati per la qualità elevata e pesce freschissimo, trattato con il metodo dell’abbattimento per poter essere consumato tranquillamente crudo. La cucina del nostro ristorante giapponese a Milano lavora con la massima accuratezza e precisione, proponendo non solo sashimi ma anche una ricca scelta delle migliori specialità.

 

 

Per la pausa pranzo prova la cotoletta giapponese Tonkatsu

13/02/2020

Il tonkatsu è una specialità giapponese tra le più note e apprezzate, non solo in Giappone ma anche nel resto mondo. Si tratta sostanzialmente di una cotoletta di maiale piuttosto spessa, che viene impanata e fritta, presentandosi con un aspetto molto simile alla classica cotoletta milanese, per poi essere servita accompagnata da una salsa tipica e da un contorno di verze.

 

Storicamente, il tonkatsu risale alla seconda metà dell’Ottocento, epoca in cui il Giappone subisce una sorta di occidentalizzazione: infatti, sia nella tecnica di preparazione che nell’aspetto, la cotoletta giapponese può essere considerata una specialità di ispirazione occidentale.

 

La versione originaria della tonkatsu era in realtà molto più semplice, inoltre la cotoletta non era di maiale ma di manzo. In seguito, gli chef giapponesi hanno pensato di sostituire la carne di manzo con il maiale, più tenero ma anche più economico, e di accompagnare la cotoletta con una versione giapponese della salsa Worcester, a base di miso.

 

Il risultato è il piatto attuale: una cotoletta di maiale, nella maggior parte dei casi impanata e fritta, anche se può essere cucinata in brodo e accompagnata da riso bianco. Per un pranzo veloce o e semplice o per un buffet, la cotoletta giapponese Tonkatsu può essere anche servita come farcitura per i tramezzini.

 

Naturalmente, come avviene per gran parte delle specialità giapponesi, anche il tonkatsu può essere preparato e servito in diverse modalità, utilizzando anche carne di pollo o di manzo.

 

Per chiunque desideri, all’ora di pranzo, provare il gusto di una cotoletta tonkatsu preparata a regola d’arte, completata con salsa di miso e accompagnata dal tipico contorno di verze, il nostro ristorante giapponese a Milano rappresenta il luogo ideale. Accogliamo i nostri clienti in un ambiente raffinato e confortevole, dove trascorrere una rilassante pausa pranzo, tra gli impegni di lavoro o lo shopping, gustando un caratteristico fast food giapponese.

 

La cucina del nostro ristorante in zona San Siro propone inoltre una ricca scelta di specialità tipiche della cucina tradizionale giapponese: sushi in tutte le varianti, sashimi, carpaccio di pesce, zuppe, insalate, fritture, piatti a base di carne o di pesce e dolci. In merito alle particolari tecniche e agli ingredienti, la cucina giapponese è da considerarsi piuttosto leggera e poco calorica, inoltre offre il vantaggio di essere indicata anche a chi soffre di celiachia, considerando l’assenza di glutine.

 

In tutte le nostre preparazioni utilizziamo solo ed esclusivamente ingredienti di alta qualità, pesce freschissimo e carni selezionate, prestando inoltre un’estrema attenzione anche all’aspetto estetico, come è tradizione della gastronomia giapponese.

 

Exotic Sake Maki

Uso e tradizione delle bacchette sulla tavola giapponese

10/02/2020

In Giappone è consuetudine utilizzare a tavola le bacchette tradizionali, sebbene ormai siano diffuse ovunque anche le classiche posate occidentali. Si trovano diverse varietà di bacchette da tavola: per l’uso domestico generalmente si prevede che ognuno possieda le proprie bacchette personali, mentre al ristorante vengono fornite in dotazione bacchette usa e getta molto economiche. Esistono inoltre bacchette usate per servire dai piatti di portata e bacchette più lunghe e solide per cucinare.

 

Secondo la tradizione giapponese, le bacchette si utilizzano per mangiare qualsiasi tipo di alimento e richiedono di attenersi ad una serie di regole di comportamento. In tavola di solito si ripongono su un apposito supporto, e devono essere usate esclusivamente per prendere il cibo dai piatti, evitando però di infilzarlo, così come di usare le bacchette per indicare cose o persone o persone o per frugare nei piatti e nelle ciotole in cerca di un boccone particolare.

 

Per chi si trovasse in Giappone è importante evitare di disporre le bacchette a croce, di infilarle verticalmente in una ciotola di riso e di passare un boccone dalle bacchette di una persona a quelle di un’altra: tutta questa gestualità è infatti correlata ai riti funebri buddhisti, ed è di cattivo gusto portarla, anche involontariamente, in tavola.

 

Al di là di queste semplici regole di educazione, l’uso delle bacchette potrebbe, almeno all’inizio, creare qualche problema a chi non avesse mai provato prima, tuttavia dopo qualche tentativo diventerà tutto molto semplice. Miyama, il nostro ristorante giapponese a Milano, offre ai propri clienti sia la possibilità di ricorrere alle posate metalliche, sia quella di cimentarsi con le bacchette tradizionali giapponesi, e di chiedere al nostro staff qualche suggerimento per imparare rapidamente ad utilizzarle.

 

Le bacchette da tavola e da cucina sono originarie dell’antica Cina, e la loro origine si lega a diverse tradizioni e leggende. Possono essere realizzate in bambù, ma anche in materiale plastico, metallo e perfino materiali pregiati come l’avorio, la versione giapponese in genere è in legno laccato, di lunghezze differenti per uomini, donne e bambini. Da qualche anno si tende a ridurre l’uso delle bacchette usa e getta in materiale plastico, bambù o legno negli ambienti domestici, in quanto provocano un notevole impatto ambientale.

 

Le bacchette sono adatte a tutti i tipi di piatti e di alimenti, tuttavia per quanto riguarda il sushi, non c’è alcun problema, anche nel nostro ristorante in zona San Siro, a servirsi direttamente con le mani: anzi, si può dire che questo tipo di piatto sia preparato in piccoli bocconi proprio per poter essere consumato come street food / finger food.

 

 

san valentino

Menu speciale di San Valentino

05/02/2020

Per la cena di San Valentino lasciatevi coccolare da piatti prelibati della cucina Giapponese.

Scopri il menu che abbiamo pensato per questa serata speciale:

 

Menu Cena di San Valentino

50€ a persona ( bevande e dolce escluso) ( 8 portate a coppia )

Per iniziare:

Capesante Brasate con crema di Edamame

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Tartara di Tonno piccante

Tartara di salmone, mango e passion fruit in salsa ponzu

4pz di Gamberi rossi di Mazzara del Vallo con olio evo e wasabi fresco

4pz di Scampi con scaglie di Tartufo nero

2pz Ostrica avvolto con salmone con Ikura e salsa ponzu

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2pz di Salmon roll di asparagi  ( salmone scottato con tempera di asparagi e filadelfia, in salsa miso e crema di asparagi )

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Sushi

8pz di selezione di Nighiri misti ( 2pz salmone scottato con scaglie di mandorle, 2pz salmone crudo, 2pz tonno crudo, 2pz Branzino crudo)

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8pz Special Gun kan misti ( salmone, tonno, capesante, ama ebi)

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12pz di Uramaki della nostra selezione;

4pz di salmon queen maki ( tartar di salmone piccante, ricoperto di avocado e carpaccio di salmone )

4pz di avocado special maki ( tempura di gamberi, ricotta di bufala dop, basilico,ricoperto di avocado )

4pz di burrata maki  ( burrata di bufala dop, tartara di tonno piccante)

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Yaki soba di gamberi e verdure ( tagliatelle di grano saraceno saltati  )

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Tataki di salmone accompagnato con gomma wakame e cavolo rosso marinato

 ( sashimi scottato con salsa miso e ponzu )

Thè verde matcha: scopri il nostro tiramisù fatto in casa

13/01/2020

Il tè verde matcha è un vero e proprio concentrato di bontà e di benessere. Tuttavia, con il tè verde è possibile persino preparare il tiramisù fatto in casa. Una variante che ha un sapore eccezionale. Come si prepara? La tendenza è giunta negli ultimi anni, da quando anche qui in Occidente il thè verde ha conquistato i palati di tutti.

Thè verde matcha: la bevanda del Giappone

Si chiama Matchamisù ed è una vera e propria delizia. Di che cosa avremo bisogno per preparare questo buonissimo tiramisù? Prima di tutto, ci occorreranno tre uova,  quattro cucchiai di zucchero di canna, 400 grammi di biscotti di riso, 400 grammi di mascarpone e matcha in polvere.

A questo punto, cominciamo a preparare il tè matcha. Lasciamo in infusione 300 ml di matcha, che poi andremo a mettere in un contenitore. Sostanzialmente, invece di intingere i biscotti nel caffè, lo faremo nel tè matcha. Non è necessario aggiungere dello zucchero al tè.

In un due ciotole, andiamo a montare gli albumi con lo zucchero, mentre in un’altra ciotola aggiungiamo i tuorli. Una volta che avremo montato gli albumi, dovremo unirli con i tuorli, dal basso verso l’alto, avendo cura di amalgamare bene il composto. A questo punto, possiamo aggiungere un cucchiaio di polvere di matcha.

Tiramisù al thè verde matcha: un dolce super goloso!

Cominciamo a prendere la nostra teglia. Bagniamo i biscotti nel tè e distribuiamoli in maniera uniforme nelle teglie oppure nei classici contenitori monodose. Copriamo con la crema al tè matcha. Facciamo un altro strato di biscotti e terminiamo l’ultimo con abbondante crema al tè. Possiamo anche spolverare con la polvere di tè matcha per dare ancor più colore e bellezza al piatto.

Il nostro dolce va poi messo in frigo per almeno tre ore. Miyama produce in casa il proprio tiramisù verde matcha. Ci troviamo di fronte a una variante molto interessante della ricetta classica. Potete gustarla nel nostro ristorante oppure potete provarla voi a casa: fateci sapere la sua bontà! Ci teniamo particolarmente perché è un dolce squisito e leggero.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Daifuku

Mochi: scopri questo gustoso dolce giapponese

30/12/2019

Il Mochi è uno dei dolci tipici del Giappone, forse uno dei più famosi. Ma come si prepara nello specifico? La cucina giapponese è ricca di varianti e soprattutto di dolci. Sicuramente, il Mochi è uno dei più famosi, ma quali sono le sue origini? Un dolce che conquista tutti, grandi e piccini, e di cui vale la pena parlare.

Mochi: origine del dolce giapponese più famoso

Il dolce Mochi, che si legge Moci, è un piatto che rientra nella cucina giapponese e che offre una consistenza molto particolare; morbida, soffice e gommosa, il mochi è preparato con un riso glutinoso. Anticamente, il Mochi era servito esclusivamente durante determinati eventi e tipi di cerimonie, mentre oggi è molto più diffuso ed è considerato anche un cibo di strada.

Sostanzialmente, per preparare il mochi, andiamo a martellare il riso glutinoso che è cotto a vapore in un mortaio di legno. Il mortaio di legno si chiama Usu, mentre il cucchiaio che andremo a utilizzare ha il nome di Kine. Mochi-Tsuki è il nome esatto della tecnica per preparare questi deliziosi dolcetti.

Come si prepara questo dolce giapponese? Ingredienti

C’è anche un secondo metodo per preparare il mochi: in questo caso, si va ad asciugare totalmente il riso glutinoso fino a ridurlo in una polvere finissima. La farina di riso dolce è diffusa in Giappone; con l’aggiunta dell’acqua, si avranno i nostri mochi. L’originale Mochi è realizzato con fagioli Azuchi.

Siete curiosi di scoprire come preparare il dolce Mochi a casa dopo aver letto le sue origini? Abbiamo pensato che potesse tornarvi utile approfondire gli ingredienti e in parte il procedimento. Avremo bisogno di riso glutinoso, di acqua, di zucchero e di amido di mais. Poi, possiamo pensare anche al ripieno del mochi, dal gelato al cioccolato o ai fagioli.

La farina di riso va mescolata insieme all’acqua, a cui andremo ad aggiungere lo zucchero. Possiamo anche aggiungere il colorante, per rendere di varie sfumature i nostri mochi. L’impasto può essere messo nel microonde per due minuti, per farlo cuocere bene. Controlliamolo, però: potrebbe avere bisogno di qualche altro minuto. Aggiungiamo anche l’amido di mais: dividiamo l’impasto e tagliamolo in quadratini. A questo punto, mettiamoli in frigo e pensiamo al nostro ripieno!

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

 

 

 

Birra Giapponese: scopri le nostre Asahi e Sapporo

16/12/2019

La Birra Giapponese ha una propria storia. Nello specifico, ci possiamo riferire in particolar modo alla Asahi e alla Sapporo, di cui vi parleremo in questo articolo. Gustare una buona birra giapponese al ristorante e abbinarla ai piatti vi permetterà di riscoprire un nuovo sapore per il vostro palato!

Birre Giapponesi: ecco cosa sapere a riguardo

Se state pensando di andare a mangiare per la prima volta al ristorante giapponese, o semplicemente desiderate provare la birra del Giappone, possiamo parlarvi delle più famose, ovvero la Sapporo e la Asahi. Come è realizzata la birra giapponese? Quali sono gli ingredienti e i processi di fermentazione?

La birra giapponese è indubbiamente una delle bevande alcoliche più popolari in Giappone. Pensate che, in quanto a popolarità e uso, in alcune regioni, a partire dalla metà del XX secolo, se ne fa un largo consumo più del sakè stesso, simbolo del Giappone. La  birra Asahi, per esempio, è molto diffusa ed è preparata con ingredienti base, come acqua, luppolo, orzo e malto. Si utilizza il lievito Asahi No 318.

Asahi e Sapporo: alla scoperta delle birre più famose

Vi interesserà sapere che molte birre giapponesi sono prodotte all’estero. La Sapporo, ad esempio, è prodotta in Canada. Vi abbiamo parlato un po’ della Asahi, ed è giusto introdurre anche un’altra birra, ovvero la Sapporo. Ci troviamo di fronte forse a una delle marche più famose.

È prodotta sin dalla fine dell’800. La società giapponese ha cinque birrifici di Sapporo in Giappone, ma ne ha anche il Canada, a La Crosse e nel Wisconsin. La Sapporo detiene il primato: è la prima birra giapponese venduta in America. All’interno della Sapporo, troviamo i classici ingredienti: acqua, orzo, luppolo e malto. Il processo per realizzare le birre giapponesi è molto simile al Sakè.

Ci sono altre birre giapponesi? Sì, per esempio la Kirin, che è stata sviluppata per la prima volta nel birrificio della Spring Valley. Sulle lattine, oltretutto, troviamo alcuni simboli della stagione giapponese; le foglie di acero e i sakura. La birra giapponese è decisamente da assaggiare, magari abbinandola a un buon piatto della tradizione.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

 

 

Misto Pesce Tepan

Scopri i secondi di pesce caldi del ristorante Miyama

02/12/2019

Miyama offre la possibilità di assaggiare numerosi secondi di pesce. La cucina giapponese, infatti, non si ferma esclusivamente al sushi e al sashimi. È molto ricca di proposte, soprattutto di secondi e di primi piatti. Se da una parte come primo possiamo proporvi gli udon, come secondo abbiamo deciso di parlarvi delle proposte presenti nel nostro menù.

Secondi di pesce caldi: ecco le nostre proposte

Prima di tutto, la cucina giapponese offre una vasta scelta tra secondi piatti caldi di carne e di pesce. Dunque, di pesce, abbiamo pensato di offrirvi per cominciare un misto di pesce teppan, che prevede tonno, branzino, salmone, gambero e verdura alla piastra. Continuiamo con una proposta molto apprezzata, ovvero il maguro tataki in salsa al mango alla piastra, con sesamo connesso.

Per chi ama il granchio, possiamo proporlo con cinque spezie, per un sapore unico e inconfondibilmente giapponese. Ottime anche le proposte di branzino, con ripieno di gamberi. Al nostro ristorante, inoltre, potrete trovare il Black Cod, tipico merluzzo nero che va molto nella cucina giapponese.

Tra capesante grigliate e salmone teriyaki, le proposte di pesce che abbiamo scelto rappresentano la nostra cucina. Non dimentichiamo di citarvi le ebi koroke in salsa di miso, ovvero le deliziose e famosissime polpette di gambero.

Cucina giapponese: scopri tutte le specialità di Miyama

Se non siete molto amanti dei secondi piatti di pesce caldi, in ogni caso abbiamo anche delle proposte di carne. Cominciamo dal pollo, che abbiamo in più varianti, con gli spinaci e il sesamo, oppure con il cocco e la salsa di Miso o la salsa Teriyaki. Allo stesso tempo, abbiamo anche il pollo koroke, quindi i cubetti di pollo impanato e servito con tipiche salse giapponese.

Per chi vuole, ci sono anche i cubetti di pollo speziati, gli Spicy Tori Kara-Age. Nel nostro menù, abbiamo voluto inserire il roast beef argentino, che serviamo con le tipiche salse giapponesi o con la salsa niku e le verdure saltate. Delle proposte, dunque, che vanno a soddisfare un po’ il palato di tutti e che cercano di rappresentare in Italia lo spirito, l’estetica e i sapori del Giappone.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Miyama e il suo bellissimo giardino giapponese a Milano: goditi l’estate con noi

18/11/2019

Il ristorante Miyama, a Milano, ha voluto ricreare un magnifico giardino giapponese, per permettere ai propri clienti di vivere l’estate al meglio. In estate, purtroppo, tendiamo a sudare e decidiamo talvolta di rimanere a casa, perché abbiamo paura di soffrire troppo le temperature. Da Miyama, però, potrete prendere un po’ di fresco nel giardino giapponese!

Miyama: scopri il giardino giapponese

Mangiare fuori quando fa caldo è di sicuro una delle migliori scelte da fare. Per questo motivo, noi di Miyama abbiamo scelto di investire su alcune piccole accortezze per i nostri clienti. Immaginate di chiudere gli occhi, di poter mangiare il sushi in un giardino, di combattere anche l’afa estiva e il caldo asfissiante.

Il cibo giapponese è uno dei più alla moda degli ultimi tempi; pesce fresco, preparazioni per stupire, solleticare il palato dei nostri clienti nel migliore dei modi è sicuramente una scelta importante per noi. Cerchiamo anche di sorprendere i nostri clienti con degli ingredienti particolari, proprio perché ci piace che mangino dei piatti anche “nuovi”, dai sapori particolari.

Perché provare il nostro giardino giapponese in estate

Durante l’estate, talvolta abbiamo solo il desiderio di andare a cenare fuori e di mangiare in un bel giardino. Per chi ama mangiare il cibo giapponese, dunque, provare il nostro giardino è un modo per trascorrere una bella serata insieme ai nostri amici o alla nostra famiglia. Desideriamo solo unire il cibo a un posto bello, che faccia bene all’anima.

Vi farà piacere sapere che abbiamo dei nebulizzatori all’interno del nostro giardino. Sono utili sia per rinfrescare, sia per allontanare le zanzare! Di sicuro, le zanzare possono disturbare la nostra cena: grazie ai nebulizzatori, invece, riusciremo ad allontanarle. In questo modo, mangeremo tranquillamente e senza il problema degli “insetti”.

Il nostro menù è molto ricco: dagli antipasti fino ai piatti caldi, potrete degustare le nostre proposte del sushi, con Gunkan speciali oppure Hosomaki e Uramaki dagli ingredienti ricercati e sempre freschi. Potrete godervi la vostra estate con noi, cercando di trascorrere una serata in allegria all’insegna del buon cibo: dopo una giornata di lavoro oppure per il weekend, è quello che ricerchiamo!

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Miso Giapponese

Tofu: tipologie, modi d’uso e proprietà

04/11/2019

Il tofu è certamente uno degli alimenti tipici del Giappone. Ne esistono di varie tipologie, dal crudo all’affumicato, e ovviamente ogni tipologia ha un modo d’uso particolare. Abbiamo pensato di parlarvi un po’ del tofu, raccontandovi anche le sue proprietà e i benefici offerti per l’organismo. Scopriamo tutto su questo alimento!

Tofu: quante tipologie esistono?

Nei menù dei ristoranti giapponesi, troverete molte volte questo ingrediente: è in effetti uno dei più utilizzati della nostra tradizione. Prima di tutto, infatti, dobbiamo considerare che il tofu ha diverse tipologie di stagionatura. È, infatti, proprio la stagionatura che conferisce al tofu un sapore sempre unico e diverso.

Del tofu classico, ovvero quello che possiamo trovare in blocchi, possiamo scegliere il soft, il medio, il duro oppure l’extraduro. L’essiccazione del tofu, oltretutto, avviene in metodi particolari: per esempio, può essere disidratato con un essiccatore meccanico oppure a pressione, ma anche ricorrendo ad alcuni sali molto speciali.

In Cina, invece, esiste un’altra tipologia di tofu, più dolce, che è noto anche con il termine di tofu di seta. Il tofu può essere degustato crudo, classico o affumicato: sono le tipologie che vanno per la maggiore.

Come mangiare il tofu e proprietà dell’alimento

Il tofu, che si ottiene dalla lavorazione e dalla trasformazione dei semi di soia gialli, presenta diversi benefici e proprietà. Infatti, è ricco di vitamine e di sali minerali, non presenta molti grassi e non ha colesterolo. Dunque, può mangiarlo chiunque: in effetti è anche uno degli alimenti consigliati quando si segue un regime alimentare sano.

Per il resto, il tofu presenta pochissime calorie: è ricco di Vitamine del gruppo B, tra cui B1, B2, B3 e in minima parte B12, e di Vtamina D. Oltre a questo, troviamo acidi grassi Omega 3, sali minerali come fosforo, calcio, ferro e potassio e non contiene lattosio.

Affumicato, classico e crudo: sono queste alcune delle varianti del tofu di cui vi abbiamo parlato. Ma come si possono assaporare al meglio e prepararli nel migliore dei modi? Possiamo prepararlo insieme alla pasta, saltarlo in padella con le verdure, oppure preparare la zuppa di soia. Possiamo semplicemente aggiungerlo alla pietanza che ci piace molto.  Noi di Miyama, infatti, lo proponiamo in diverse varianti.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

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California Roll: scopriamo l’origine di questa pietanza della cucina giapponese

21/10/2019

Avete presente i California Roll? Sono sicuramente una delle proposte più tipiche dei ristoranti giapponesi. Come per ogni piatto tipico, però, c’è una origine, e nello specifico questo piatto ha subito delle influenze americane. Oggi vi raccontiamo come è nato il California Roll nello specifico e come si prepara.

California Roll: origini

Tutti i cibi subiscono delle influenze nel corso dei secoli. È il caso dei California Roll, che hanno una storia ben precisa alle spalle. Rispetto ad altri tipi di sushi, il California Roll è considerato molto “atipico”. In effetti, i suoi ingredienti sono freschi, tipici della California, ed è proprio qui che è nato.

I giapponesi hanno deciso di riutilizzare alcuni ingredienti famosi della California per creare qualcosa di nuovo, come in questo caso: possiamo trovare il cetriolo, l’avocado, il surimi e in alcuni casi anche il mango. Quando è stato realizzato esattamente questo tipo di sushi? È nato negli anni ’60, esattamente a Los Angeles.

In quel periodo, infatti,

Una bontà unica: ingredienti freschi e saporiti

I Roll

Sono molti gli uramaki che propongono i giapponesi nei propri ristoranti; per esempio, uno dei più famosi qui in Italia è preparato con la burrata e con i pomodorini. Personalizzare un piatto come gli uramaki è davvero semplice; basti pensare che sono tanti gli ingredienti che si sposano bene con il riso. È per questo motivo che sono uno dei piatti preferiti al ristorante giapponese, proprio perché offrono un’esplosione di sapori in bocca davvero unica.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Salsa di Soia

Le salse giapponesi: un’esplosione di sapore in bocca

07/10/2019

Le salse giapponesi sono un vero e proprio must: possiamo definirle come una esplosione di sapori in bocca. La cucina giapponese è fatta di rituali, di ingredienti molto particolari, che vanno a formare un sapore deciso e unico. Ma quali sono le salse giapponesi più tipiche? Come si preparano? Ecco cosa c’è da sapere a riguardo.

Salse giapponesi: quali sono?

Andare al ristorante giapponese ci permette di fare una nuova esperienza culinaria. I giapponesi, infatti, tengono in particolare modo alle salse; ben si abbinano al sushi, ma non solo. Anche per i piatti caldi, infatti, ci sono delle salse ben precise da preparare, che permettono al cliente di assaporare i sapori tipici orientali.

La salsa di soia è forse una delle più famose, ormai largamente diffuso e utilizzato anche in Occidente. Rispetto alla salsa di soia tradizionale cinese, la salsa giapponese contiene il grano; quest’ultimo le conferisce un sapore molto più dolce. Non possiamo non citare in questa lista un condimento famosissimo in Giappone, essenziale per la preparazione di numerose pietanze, ovvero il Mirin. Il Mirin è un vino che si ottiene dal riso; non ha una percentuale alcolica molto alta.

Una esplosione di sapori: gli abbinamenti

Un’altra salsa giapponese che merita di essere menzionata è la salsa Ponzu; quest’ultima si presenta come leggermente agrumata, dalle note un po’ aspre. La sua è una consistenza molto acquosa; il colore è un marroncino chiaro. Si prepara con i seguenti ingredienti: mirin, fiocchi di katsuobushi, alghe konbu e aceto di riso.

Nota di essere menzionata è anche la salsa Warishita, che invece si prepara con la salsa di soia, lo zucchero e il sale. In Giappone, per condire uno dei piatti caldi più famosi, ovvero la zuppa di noodles o il classico ramen, si utilizza la salsa menma, un condimento che si prepara con bambù essiccato.

In ultimo, citiamo una delle salse giapponesi più apprezzate, per cui invece si utilizzano ingredienti come salsa di soia, il mirin che vi abbiamo citato prima e lo zuchero. È l’ideale per accompagnare i piatti di carne, come gli spiedini di pollo o di maiale.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Edamame: che cos’è, modi d’uso e proprietà

25/09/2019

L’Edamame è uno degli alimenti più proposti dai ristoranti giapponesi. Ma che cosa sono nello specifico? Ci sono delle modalità di uso? In questo articolo vi parleremo anche delle proprietà dell’edamame: sono ricchi di nutrienti e fanno bene al nostro organismo. Scopri di più su uno degli antipasti tipici della cucina giapponese.

Edamame: cosa sono?

Sfogliando il menù di un ristorante giapponese, tra le prime scelte sicuramente avrete trovato i famosi edamame. È, in effetti, un piatto tipico, che di solito viene servito come antipasto. I fagioli di soia, ovvero gli edamame, sono una fonte di proteine e di vitamine; presentano, infatti, vari benefici e proprietà.

I fagiolini di soia rappresentano prima di tutto una fonte ricchissima di proteine di elevata qualità. Sono composti, infatti, da amminoacidi essenziali per il nostro organismo; pensate che 100 grammi di edamame contengono ben 10,9 grammi di proteine. Tra i micronutrienti presenti, invece, citiamo sali minerali e vitamine.

I sali minerali presenti sono il calcio, il ferro, il sodio e il fosforo. Invece, per quanto riguarda le vitamine, sono presenti in gran numero la B e la C, ma anche moltissimi antiossidanti e flavonoidi. Gli antiossidanti sono essenziali per un corretto regime alimentare, per rafforzare il nostro sistema immunitario e per mantenerci giovani e in salute.

Come mangiare e quali sono le loro proprietà

Come cucinare gli edamame? Possiamo semplicemente aggiungere in una pentola qualche tazza di acqua, un pizzico di sale e i nostri edamame: li faremo cuocere per circa cinque minuti, non di più, poiché sono estremamente teneri. Non facciamoli cuocere troppo; non devono infatti perdere la loro tipica consistenza. Possiamo servirli come contorno oppure saltarli in padella con salsa di soia e semi di sesamo.

C’è anche l’alternativa per cui possiamo acquistare i nostri edamame surgelati; a questo punto, invece, possiamo semplicemente scongelarli, poiché sono precotti, e saltarli in padella come più vogliamo: anche con un filo di olio e di sale. Il sale va dosato però molto attentamente; potremmo ottenere altrimenti un sapore troppo forte e deciso!Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più

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Thè verde: proprietà, modi d’uso e cerimonia giapponese

09/09/2019

Negli ultimi tempi non si sente parlare d’altro se non del thè verde, dei suoi benefici e delle sue proprietà. Ovviamente, ci riferiamo anche alla cerimonia del tè giapponese, una delle tradizioni più importanti del nostro paese. Ma quali sono le proprietà del thè verde? E quali sono i possibili modi di uso?

Thè verde: quali sono le proprietà e i modi d’uso?

Il classico thè verde è ormai diventato un must di cui nessuno può fare a meno. Le sue proprietà sono molteplici, tanto che è legato agli aspetti della salute: allunga l’aspettativa di vita, ha proprietà digestive e non solo. Quali sono i suoi benefici per la salute? Ve ne accenniamo qualcuno.

Come mai abbiamo detto che il tè verde è noto per allungare la vita? Il motivo è semplice: al suo interno troviamo numerosi antiossidanti. Gli antiossidanti sono importanti per contrastare i radicali liberi e per prevenire l’invecchiamento! Inoltre, nel thè verde è presente anche la catechina, un’altra sostanza che riesce a rallentare l’invecchiamento. Un concentrato di benessere e di salute!

Inoltre, come non citare la potenza del thè verde per quanto riguarda i processi digestivi? In poche parole, il thè verde agisce direttamente sull’accumulo di grassi: prova a bloccarne il meccanismo per prevenire i tessuti adiposi. Utile per dimagrire e digerire, il thè verde è protagonista di una delle tradizioni giapponesi più importanti.

Cerimonia del tè giapponese: una tradizione millenaria

Una delle tradizioni più importanti del Giappone, che racconta molto di questo paese, è la cerimonia del tè. Nota in tutto il mondo, questa cerimonia parla di noi, della nostra storia e spiega la filosofia di vita giapponese.

La cerimonia del tè giapponese è nota in Giappone con il termine di Cha No Yu, ovvero acqua calda per il tè. Oltre ad essere una tradizione, è un vero e proprio rito sociale per i giapponesi ed è una delle arti più tradizionali della filosofia zen.

In Giappone, esiste una vera e propria stanza del tè in cui proporre questo rituale. È uno stile semplice, poiché al suo interno ci sono quattro tatami, dove andranno a sedersi gli ospiti che partecipano alla cerimonia.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Tartara Special - Miyama

Tartare di pesce: una delizia per il palato!

26/08/2019

La tartare di pesce è uno degli antipasti presenti nel nostro menù. Una vera e propria delizia per il palato, semplice, rinfrescante, preparata con salsa di soia e salsa ponzu, che dà origine a un sapore davvero particolare. Questo piatto è proposto in numerose varianti: possiamo utilizzare il salmone o il tonno, ma non solo. In aggiunta alla tartare di pesce, spesso, troviamo l’avocado, che ben si sposa con i sapori orientali.

Tartare di pesce: come si prepara?

Come possiamo preparare la tartare di pesce giapponese? Cosa c’è da sapere a riguardo? Anzitutto, lasciateci dire che è un piatto non solo gustoso, ma anche super nutriente. Le proprietà del pesce, infatti, sono molto interessanti. Ricco di vitamine, di sali minerali e di Omega 3, la tartare è il piatto perfetto da gustare in estate, per un carico di nutrienti e di energia.

Questo piatto è a libera scelta e le varianti sono davvero moltissime: nel paragrafo successivo vi illustreremo le nostre. Personalmente, noi utilizziamo la salsa di soia e la salsa ponzu e poi rielaboriamo la ricetta con ingredienti freschissimi.

Le varianti della tartare di pesce: quali sono?

Per la tartare di pesce, noi di Miyama siamo soliti unire due delle salse giapponesi più apprezzate, ovvero la salsa di soia e la salsa ponzu. Sul nostro menù potrete trovare numerose varianti.

Una delle prime che possiamo proporvi è la versione Special della tartare, che prevede l’utilizzo di salmone, avocado e riso. C’è anche la versione con salmone e avocado in salsa ponzu, o tonno e avocado, sempre accompagnato dalla tradizionale salsa ponzu.

Per chi ha un palato più raffinato e vuole combattere la calura estiva, possiamo proporre una tartare giapponese-italiana: abbiamo pensato di unire la bontà del tonno a cubetti con due ingredienti base della cucina italiana. Ci riferiamo ai pomodorini e alla mozzarella di bufala DOP!

Sul nostro menù non poteva mancare la tartare di pesce a base di gamberi rossi di Mazara del Vallo, un vero e proprio mix di sapori unico, legati alle uova tobiko. Continuamo con una base di tartare di scampi, tobiko, branzino, gamberi. Per chi volesse, infine, è possibile ordinare un mix di tartare per assaggiare tutti i sapori!

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Tempura giapponese: ricetta e modi d’uso

12/08/2019

La temperura giapponese è un gran classico presente nel nostro menù. Conosciuta al pari del sushi, è un piatto molto gustoso che prevede l’utilizzo di alcuni ingredienti base della cucina giapponese. In tempura può essere preparato il pesce, le verdure, ma anche il pollo: andiamo alla scoperta della ricetta e dei modi di uso di questa pietanza.

Tempura giappionese: storia

Come nasce la tempura giapponese? Qual è la sua storia? Ogni piatto ha una origine, una storia da raccontare.  Nel caso della tempura, il nome pare che risalga all’XVI secolo. Sì, perché durante quegli anni i giapponesi si incontrarono con alcuni missionari cristiani. Per tradizione, all’inizio di ogni stagione erano soliti seguire ben tre giorni di digiuno.

Tuttavia, nei giorni di digiuno i cristiani mangiavano unicamente il pesce e le verdure. Non è un caso, infatti, se questi sono gli ingredienti proposti spesso in tempura: perlopiù, parliamo di carote, di melanzane, di zucchine e di gamberi, ma non solo.

Ovviamente, oggi ci sono milioni di varianti e possiamo utilizzare tanti ingredienti. Ciò che rende speciale la tempura è, alla fine, la pastella, il metodo di cottura. C’è da aggiungere una piccola postilla: nonostante stiamo parlando di fritto, la tempura è ben più leggera rispetto ad altre tipologie.

Ricetta della tempura giapponese: una delizia per il palato!

Per quanto riguarda la pastella della tempura, andremo a utilizzare due ingredienti base, ovvero la farina di riso e l’acqua frizzante ghiacciata. In questo modo si otterrà una pastella perfetta, ma soprattutto andremo a mescolare con le bacchette in maniera vigoroso per prevenire i classici grumi. I grumi rovinerebbero la pastella!

Grazie all’unione di acqua frizzante ghiacciata e all’utilizzo dell’olio di sesamo bollente, lo shock termico creerà una pastella estremamente leggera e soprattutto super croccante, che sono le caratteristiche di una buona tempura giapponese.

Noi di Miyama, ad esempio, seguiamo la ricetta originale della tempura giapponese, utilizzando la farina di riso. Oltretutto, la farina di riso è perfetta per i celiaci! In questo modo tutti potranno degustare la deliziosa tempura scegliendo gli ingredienti preferiti!

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Chirashi: scopri la nostra ciotola di riso con pesce

29/07/2019

Uno dei grandi classici della cucina giapponese è certamente la chirashi. La classica ciotola di riso con pesce è il pasto ideale per l’estate, poiché ha poche calorie e inoltre, grazie alla presenza del riso, è piuttosto saziante. Inoltre, le proprietà contenute dal pesce crudo, come il salmone e il tocco, vi permettono di beneficiare di una fonte di vitamine, di sali minerali e acidi grassi!

Chirashi: storia e origini

Come nasce la chirashi? È uno dei piatti più antichi del Giappone, un piatto, inoltre, tipicamente da asporto. In Giappone, infatti, spesso si mangia la chirashi sul luogo del lavoro, poiché può essere preparata per tempo e portata con sé. Sono molti, inoltre, i food truck presenti per le vie della città che offrono tale pietanza.

Oltre al pesce, possiamo condire la chirashi anche con l’avocado, con la tempura di verdure e di pesce. Sul nostro menù, troverete la chirashi di pesce misto, oppure se preferite potete ordinare una chirashi a base di tonno o di salmone.

Le origini della chirashi risalgono ai tempi antichi, quando ancora il sushi in sé non era stato del tutto pensato. I giapponesi hanno sempre apprezzato l’utilizzo del riso; così, per coloro che andavano in guerra o lavoravano tutto il giorno fuori nei campi, si è cominciato a proporre delle ciotole di riso con l’aggiunta di alcuni ingredienti.

Come preparare la chirashi: una delizia in estate!

Nello specifico, abbiamo due varianti di chirashi in Giappone. La prima si chiama Edomae Chiarasushi, nel pieno dello stile Edo; potremmo definirla la versione più classica ed elegante. Infatti, in questa versione troveremo il riso sotto il condimento, che sarà disposto in modo perfetto e impeccabile.

L’altra versione, invece, che segue lo stile Kansai, prevede che il riso sia miscelato insieme agli ingredienti: se ne possono trovare di cotti, come la tempura, il pollo o la carne, e di crudi, come il pesce.

Preparare la chirashi non è affatto difficile, anzi: il procedimento più “lungo” e complicato, all’inizio, può averlo unicamente il riso. Vi basterà condire il riso con aceto di riso, zucchero e un pizzico di sale.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

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Miyama, un ristorante con cucina giapponese take away a Milano

15/07/2019

Noi di Miyama abbiamo deciso di dare la possibilità ai nostri clienti di ordinare take away a Milano. Il sushi è diventato molto apprezzato negli ultimi anni, sin da quando i primi ristoranti giapponesi hanno cominciato a proporre i piatti della tradizione. Tra sushi, sashimi e piatti caldi, è possibile ordinare da asporto e mangiare comodamente in casa propria. Avete desiderio di mangiare sushi in casa? Avete organizzato una piccola festa tra amici e volete ordinare sushi a Milano? Nessun problema!

Miyama a Milano: alla scoperta della cucina giapponese

La cucina giapponese ha molto da offrire. Possiamo cominciare dagli antipasti, un vero e proprio tripudio di piatti caldi e freddi, dalla classica tartare fino all’edamame o all’insalata di alga wakame. Sono un inizio, per cominciare ad avvicinarsi alla cucina giapponese, fino a continuare per i primi piatti e una deliziosa portata di sushi misto.

Che cosa c’è sul nostro menù di asporto? Troverete numerosi antipasti della cucina giapponese: uno dei grandi classici sono i Gyoza di gamberi, di manzo o di branzino. Non dimentichiamo ovviamente una proposta vegetariana, con i gyoza alle verdure!

Per chi ama la tartare, è possibile ordinare numerose varianti di questa pietanza. Abbiamo inserito nel menù il tonno, il salmone, il gambero rosso di Mazara del Vallo. Una delle proposte estive prevede anche l’utilizzo della mozzarella di bufala, che ben si sposa con il sapore del pesce.

Take Away Milano: offriamo un servizio da asporto

Possiamo proseguire poi con un misto di Gunkan Sushi, una vera e propria delizia per il palato, nella versione normale o special, a seconda dei vostri gusti personali. I gunkan sono una delle proposte più deliziose del menù! Ciò che non poteva mancare era una scelta di hosomaki e di uramaki che venissero incontro ai gusti di tutti, con mix di ingredienti esplosivi.

Abbiamo deciso di offrire un servizio di take away Milano da asporto per dare la possibilità ai nostri clienti di mangiare il sushi anche in casa propria. Magari, state valutando di dare una festa con i vostri amici o i parenti e vi piacerebbe mangiare del sushi. Questo, grazie al ristorante Miyama, è possibile!

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Come abbinare i vini bianchi e rossi alla cucina Giapponese?

01/07/2019

La cucina Giapponese sta riscuotendo un ottimo successo sul territorio italiano, in quanto, oltre ad essere di tendenza, si rivela benefica poichè è caratterizzata da alimenti funzionali e non troppo calorici.

Anche i cibi Giapponesi però, necessitano di un abbinamento perfetto con il vino affinchè ne sia esaltato il gusto del piatto e sperimentata un’esperienza di sapori deliziosi ed equilibrati.

E allora a questo punto la domanda sorge spontanea: come abbinare i vini bianchi e rossi alla cucina nipponica?

La scelta può essere ampia e varia. Un piatto tipico della tradizione giapponese che è diventato molto apprezzato anche nella nostra Penisola è il sushi, realizzato con pesce rigorosamente fresco e crudo, riso bollito, alghe, salsa di soia e wasabi,.

Perché si crei armonia tra i vari sapori, occorre scegliere vini dalla spiccata acidità.

Vino rosso sushi, l’abbinamento perfetto

Per chi ama le uve rosse, la scelta cade sul Bardolino Chiaretto, caratterizzato da una buona percentuale di sapidità e da un aroma agrumato in cui si possono facilmente percepire i sentori del mandarino, frutti di bosco, albicocca e clorofilla. Al palato si presenta dolce e fresco.

Vino bianco sushi, quale prediligere per esaltare il sapore della pietanza?

In questo caso diversi sono i vini bianchi che si possono prediligere con il sushi. Il Sauvignon Blanc si sposa molto bene con questo piatto grazie alla freschezza e ai profumi erbacei e vegetali che sprigiona. Assolutamente da provare è anche il Moscato bianco. Si tratta di un vino dal sapore più persistente ed aromatico apprezzato proprio per la sua straordinaria eleganza. Anche un vino bianco di media struttura come il Gavi o il Vermentino di Gallura può rappresentare una valida alternativa per i profumi intensi e le note floreali e l’acidità equilibrata.

Naturalmente la cucina giapponese non è rappresentata esclusivamente dal sushi ma ci sono molte altre pietanze che vengono preparate in tutta la loro prelibatezza come la tempura: frittura di pesce e ortaggi, la pasta sotto forma di noodles, le grigliate di carne, ed infine, le zuppe.

Per i menù a base di carne è consigliabile optare per un vino rosso di grande struttura come il Bolgher. Per accompagnare invece la tempura di pesce è bene scegliere un vino bianco fermo come lo Chablis.

Miyama, ristorante giapponese per eccellenza presente nella zona di Milano dispone di una larga lista di vini rossi e della consulenza di un sommelier per ogni esigenza di gusto.

Onigiri Giapponesi

Cucina giapponese: quale tipo di riso va usato per piatti autentici

17/06/2019

Nella cucina giapponese, per realizzare piatti autentici un occhio di riguardo va posto alla scelta del riso.

Il riso nella cucina giapponese rappresenta un elemento fondamentale per realizzare molte pietanze.

Esistono diverse tipologie di questo cereale particolarmente amato dai Giapponesi, pertanto per ogni singolo piatto occorrerà utilizzare il giusto ingrediente.

Ma qual è la varietà di riso migliore per realizzare un sushi di tutto rispetto?

Iniziamo immediatamente col dire che occorre utilizzare una varietà di chicco tondeggiante e panciuto che tenga alla perfezione la cottura e la giusta quantità di amido. Per garantire un’alta qualità della pietanza, il miglior riso da usare è quello della varietà ‘’Originario’’ proveniente dalle saline sarde.

Riso Originario: un po’ di storia

Il riso in Giappone ricopre un’importanza di tutto rispetto perché è considerato l’alimento base per eccellenza.

Si coltiva e si consuma da 7.000 anni nel Paese orientale mentre in Italia, da “soli” 500 anni.

Gli egiziani e gli ebrei non conoscevano il riso, molto probabilmente Alessandro Magno lo aveva introdotto in Grecia, e poi gli altri popoli, come gli arabi o i veneziani lo importarono in Italia, ma nulla è certo. Quello che si sa è che nella cultura occidentale il riso comincia ad essere utilizzato soltanto nel I secolo A.C come spezia, soltanto più tardi si introduce come alimento vero e proprio.

Esistono diverse varietà di riso: originario o comune, fino e superfino. La differenza tra queste tipologie riguarda l’amido che è rilasciato in cottura e il diverso tempo di cottura. Alla luce di quanto detto dunque, ogni preparazione ha un riso specifico.

Tipologie di riso utilizzate nella cucina Giapponese

 Ecco quali sono le tipologie di riso che fanno parte della tradizione Giapponese e che molti ristoranti nipponici ancora oggi utilizzano per poter preparare le loro pietanze:

  • Per un sushi autentico, il riso Originario è proprio quello che occorre, in quanto i chicchi sono piccoli, tondeggianti e poco fini;
  • Per le ricette saltate, particolarmente apprezzato è il riso Basmati;
  • Per preparare insalate, minestre, il riso Venere rappresenta il binomio perfetto per conferire alle pietanze un sapore unico e autentico. Si presenta integrale e dal colore scuro ricco di svariate proprietà.

Preparare piatti unici e originali è un’arte, e come ogni arte che si rispetti, occorre che ci sia uno chef altamente preparato e specializzato nel settore. alla guida di un buon ristorante. Miyama offre tutto questo.

Il segreto del Sushi di qualità? La scelta delle materie prime

03/06/2019

Da diversi anni il sushi è entrato nella nostra quotidianità e senza dubbio è diventato una pietanza si molto apprezzata dagli italiani.Ma cos’è nello specifico il sushi?

Nella cultura nipponica si tratta di una vasta gamma di piatti caratterizzati dall’impiego di alcuni alimenti: pesce, riso, uova e vegetali.

La preparazione di molte portate a base di pesce crudo e uova necessitano di un’attenta selezione del ristorante da scegliere per essere sicuri della qualità dei prodotti che arriveranno in tavola.

Come riconoscere un sushi di qualità?

Ci sono alcune piccole accortezze da tenere in considerazione per poter riconoscere un sushi di qualità. Nello specifico:

 

  • Deve avere delle dimensioni adeguate. Cosa significa? In pratica, non deve essere né troppo grande e né troppo piccolo, ma deve essere consumato in un solo boccone in modo tale da assaporare ogni ingrediente utilizzato;
  • Il pesce deve coprire il riso che a sua volta deve essere compatto. Se questa peculiarità manca, la pietanza è stata elaborata nel modo sbagliato;
  • Il riso utilizzato deve possedere delle caratteristiche imprescindibili: oltre ad essere compatto deve emanare un profumo che si avvicina all’aceto, e in bocca dunque, deve presentare un sapore tra il dolce e l’acido. Anche la temperatura del riso ha la sua valenza e questo aspetto non può essere trascurato. Una volta pronto deve essere raffreddato con un ventaglio e servito a temperatura ambiente;
  • Il pesce utilizzato nel sushi può essere sia crudo che cotto. Ad ogni modo per essere di qualità deve presentarsi lucido, compatto e non deve essere colloso.

 

Quando si decide di ordinare del pesce crudo, è consigliabile dapprima iniziare dal sashimi, pietanza che non ha condimenti e, attraverso la quale è possibile valutare la freschezza del pesce.

Per chi dunque vuole mangiare Sushi a Milano, allora non può non prendere in considerazione il ristorante giapponese per eccellenza, Miyama, uno dei migliori locali presenti nella zona di Milano.

La qualità delle materie prime è la prima peculiarità che contraddistingue Miyama dagli altri locali presenti a Milano.da Miyama:

  • Vengono impiegate alghe di qualità giapponese Nori
  • Il pollo è 100% Made in Italy;
  • Il pesce crudo viene analizzato periodicamente in laboratorio;
  • Non manca come abbellimento il rafano giapponese wasabi daikon dalle eccellenti antibatteriche;
  • Sulle tavole non manca il the verde che può essere consumato durante il pasto.

Cosa’altro aspettate per venirci a trovare?

Dove mangiare Giapponese vicino alla Stadio San Siro?

20/05/2019

Avete appena visto una partita allo stadio San Siro e volete celebrarne la vittoria? E allora cosa c’è di meglio che andare a mangiare giapponese? Il Ristorante Miyama può rappresentare una gustosa opportunità per assaggiare tutte le tipologie di sushi preparate in modo magistrale.

Deliziare i propri palati in compagnia degli amici o della propria famiglia non ha prezzo!

Volendo, dopo la partita si può arrivare a piedi. Il Ristorante Giapponese Miyama dista poco più di 1 km. Basta poco tempo per raggiungere la location e, ad attendervi troverete uno staff altamente specializzato ad accogliervi

Le sale disponibili sono due, la prima è quella più intima caratterizzata da un’atmosfera suggestiva e particolare. Nella seconda invece, ugualmente confortevole potrete trovare caratteristici Bonsai, tavoli in legno, pouf e dondoli su cui sostare tra una pietanza e l’altra.

Potrete degustare tutte le singole portate in tutta la loro squisitezza e bontà considerate le materie prime di altissima qualità con cui vengono preparati i piatti. Gli alimenti non presentano coloranti e, su richiesta è anche possibile ordinare pietanze senza glutine non rinunciando a sapore e tradizione.

E se l’intento è quello di mangiare del buon sushi, quale potrebbe essere la soluzione ideale?

Sempre Miyama! Questo è il luogo giusto per gustare uno dei migliori Sushi. Naturalmente non mancano sfiziose e personalizzate creazioni realizzate direttamente dallo chef della casa.

Oltre ad essere presente una grande varietà di piatti e prelibatezze, lunga è la lista dei vini e birre tra cui ricordiamo la famosa e apprezzata birra Hasahi. Grazie alle sue proprietà organolettiche, adattabile a qualsiasi portata, il suo gusto si rivela rinfrescante e secco adatto per tutte le stagioni dell’anno.

E infine, per concludere il pranzo o la cena, cosa c’è di meglio nel sorseggiare il Sake?

Gustatelo caldo o freddo a seconda della stagione e del contesto e vi ritroverete catapultati piacevolmente nel magico Paese del Sol Levante.

miyama giapponese esterno

Il giardino giapponese: location ideale per gustare pietanze orientali a Milano

06/05/2019

Il Ristorante Giapponese all’aperto Miyama è una delle poche realtà presenti a Milano avente un giardino esterno accessibile non soltanto durante la stagione estiva ma anche invernale grazie alle ampie vetrate che permettono di mantenere il locale perfettamente caldo in inverno e fresco d’estate.

Potersi godere un panorama di tutto rispetto mentre si sta pranzando o cenando è una delle meraviglie che la vita possa regalare ad ognuno, perché si possono trascorrere ore in pieno relax e staccare dalla vita frenetica di ogni singolo giorno.

Il giardino ristorante Giapponese Milano è composto da varie piante macro Bonsai. Chi ama dunque, la natura in tutte le sue sfaccettature crea un sussulto di emozione non indifferente.

Fin dai tempi remoti i bonsai erano apprezzati e prediletti non solo per l’immagine estetica che conferivano ma anche per l’armonia che trasmettevano, e ancora oggi la finalità è quella di testimoniare il cambiamento lento della natura suggerendo a chi lo ammira un sentimento di calma, di pace interiore con la propria mente e con il proprio spirito, di semplicità, e il ristorante Giapponese Milano vuole fare proprio questo con la sua clientela.

Oltre a contraddistinguersi con i suoi piatti di alta autenticità e qualità delle materie prime, vuole offrire ai suoi clienti un luogo ristoratore dove l’atmosfera e le sensazioni la faranno da padrona, una dimostrazione di puro amore e autenticità.

Perchè scegliere a Milano un ristorante con giardino all’aperto? Ci sono a questo riguardo diversi motivi scientifici che dimostrano come mangiare in giardino all’aperto, possa apportare al corpo ma anche alla mente moltissimi benefici.

E’ risaputo che la maggior parte delle persone trascorre le proprie ore davanti al pc o chiuso in quattro mura per svolgere il proprio lavoro, prendere una boccata d’aria diventa molto difficile. Stress, nervosismo, cambio di umore repentino sono tutti sintomi che insorgono e che compromettono la salute.

Prediligere durante una pausa pranzo o la sera in pieno relax una cena, in un ristorante con giardino all’aperto si rivela più che salutare, in quanto:

  1. Migliora l’umore, riduce l’ansia e allevia lo stress;
  2. La creatività viene stimolata maggiormente e quindi si è più produttivi sul lavoro;
  3. Facilità nel trovare la risoluzione dei problemi (Problem solving).

Tutti questi vantaggi sembrano pochi? Crediamo proprio di no! Avere un’attitudine positiva verso la vita e verso il lavoro produce i suoi frutti!

Tofu Cipollotti e Germogli di Soia

Ristorante giapponese Miyama: scopri le nostre insalate!

27/01/2019

Al ristorante giapponese Miyama, è possibile scegliere tra gustose insalate e numerosi piatti tradizionali della cucina giapponese. Abbiamo cercato di offrire delle proposte uniche ai nostri clienti, delle proposte tradizionali e anche alternative. Le insalate sono un piatto forte, soprattutto in estate, quando vogliamo mangiare bene e rimanere leggeri.

Insalate del Ristorante Giapponese Miyama

La prima insalata presente sul nostro menù è molto interessante: abbiamo pensato alla Tempura Ebi Salad al Miele. In questa insalata, sono presenti i gamberi cotti, la tempura di gamberi, l’avocado e insalata, con aggiunta di miele per insaporire il piatto e per renderlo ancor più buono.

Se vi piace il pesce, la seconda insalata che vogliamo proporvi è il Mix Pesce Crudo Salad. Qui abbiamo scelto solo ingredienti freschi, di primissima qualità, a base di branzino, di salmone, di tonno e insalata. Un ottimo modo per fare pausa pranzo prima di tornare in ufficio e di mangiare bene, nutrendo corpo e mente.

Scopri le nostre insalate: ecco che cosa offriamo

A questo punto, vi proponiamo la terza insalata, ovvero Pollo Sumiso Sesamo Salad. Qui troverete pollo grigliato, con aggiunta di insalata e di semi di sesamo. Per chi ama il pollo, è comunque un’insalata molto leggera. Per le prossime proposte, vi introduciamo le alghe, ingrediente tipico orientale.

Abbiamo tre tipi di alghe, dalle alghe nere, fino ai gambi di fiori di loto e alla gommawakame. A questo punto, abbiamo un mix di alghe salad in salsa Ponzu, un piatto molto tipico e davvero di gran sapore. Se vi piacciono le alghe, possiamo anche proporvi la Yasai Salad, ovvero una insalata con germogli di soia, avocado e alghe.

Ci teniamo a dire che tutti gli ingredienti che utilizziamo per le nostre insalate sono freschissimi. Possono essere gustate anche in inverno, soprattutto se amate particolarmente questo piatto. Possiamo anche proporvi di abbinare una classica birra giapponese; darà un sapore ancor più marcato al piatto.

Sul nostro menù, troverete molte altre proposte, dal pesce fino ai secondi piatti di carne. Un menù di stampo orientale, per parlarvi della cucina giapponese.

Per coloro che vogliono scoprire le ricette della cucina giapponese, Miyama può proporre numerosi piatti, dal sushi al sashimi, fino alle tradizionali pietanze calde del Giappone. Un tripudio di sapori e di gusto: vi invitiamo a venire nel nostro ristorante per scoprire di più!

Sofia Maki - ristorante giapponese Miyama

6 validi motivi per provare la cucina giapponese

15/12/2018

Abbiamo deciso di stilare una lista e darvi sei validi motivi per provare la cucina giapponese: troverete alcune argomentazioni che potrebbero convincervi a prenotare il vostro tavolo nel nostro ristorante!

Pronti?

Vi diamo 6 motivi per cui dovete assolutamente assaggiare la cucina giapponese

  1. Mangiare un cibo “bello”: la particolarità del sushi, che ha incantato molti italiani, è la sua bellezza. Il sushi è considerato un cibo esteticamente bello, anche da noi giapponesi. I cuochi giapponesi sono molto abili nel ricreare delle pietanze che siano esteticamente perfette e che al contempo possano essere una gioia per il palato.
  2. Mangiare sano grazie al sushi: sapevi che il sushi è considerato un alimento dietetico? Il classico sushi con pesce crudo e riso è molto dietetico: certo, vi sconsigliamo di ordinare futomaki fritti o uramaki con gambero in tempura e maionese. Provare la cucina giapponese è anche un modo per mantenersi in forma e seguire una dieta nuova;
  3. Avvicinarsi alla cultura orientale: la cultura occidentale è conosciuta in tutto il mondo, ma anche noi orientali abbiamo delle usanze e una cucina che desideriamo farvi conoscere, infatti, anche il nostro sushi, come i piatti tipici della cucina italiana, ha una storia antica e ben radicata nella tradizione popolare;

Non c’è solamente il sushi: anche i piatti caldi sono ottimi!

  1. Provare una cucina diversa: cambiare regime alimentare per una sera non è sempre un male. Provare nuove culture, nuovi cibi ci stimola la fantasia e ci fa sentire in una terra straniera, pur essendo ancora in Italia.
  2. Assaggiare i piatti caldi: se non vi piace il pesce crudo, non temete! La cucina giapponese vanta moltissimi piatti caldi, a base di carne e di pesce. Uno dei nostri punti forti è la carne alla griglia, soprattutto il pollo e il manzo. Oltre a questo vi consigliamo anche di assaggiare il ramen e gli udon, la pasta giapponese accompagnata da verdure e da carne o pesce.
  3. Perché è altamente digeribile: se avete paura di mangiare fuori e temete di appesantirvi troppo, be’, la cucina giapponese è una delle più digeribili al mondo, proprio per la presenza di ingredienti semplici e senza grassi saturi.
Nigori_sake

Saké: tipologie e preparazione

30/11/2018

Il sakè è il vino di riso giapponese. Sono due le ipotesi più comuni sulla sua invenzione: potrebbe essere nato in Cina o in Giappone. Quel che è certo è che questa ricetta ha subito numerosi cambiamenti nel corso del tempo, fino a ottenere una preparazione precisa e perfetta.

Prima di parlarvi degli otto tipologie di sakè che esistono, vi consigliamo un metodo per preparare sakè caldo e servirlo a casa vostra. Anzitutto, vi serve una tokkuri, tipica bottiglia per il sakè. Riponete quest’ultimo all’interno della bottiglia e immergetela in una pentola di acqua tiepida: fatelo riposare a fuoco lentissimo per almeno 4 o 5 minuti.

La temperatura dovrebbe essere tra i 35°C e i 40°C; non dovrebbe mai superare i 50°C. Inoltre, vi consigliamo di agitare la bottiglietta, in modo tale che possa riscaldarsi in modo omogeneo.

Di seguito, invece, vi parliamo di tutti i sakè che esistono e qual è il loro sapore!

Ecco quali sono gli 8 tipi di sakè!

  1. Ginjo-Shu: questo sakè ha un ottimo aroma ed è anche esteticamente bello. La sua fragranza è molto fruttata. Rispetto ad altri tipi di sakè, è poco acido ed è delicato;
  2. Daiginjo: è preparato in modo molto simile al precedente, infatti il suo gusto è quasi lo stesso. Tuttavia, il suo sapore è ancora più delicato e ha una preparazione lunga e impegnativa;
  3. Junmai e Tokubetsu Junmai: per i palati che invece apprezzano l’acido, questi due tipi di sakè sono perfetti! Possono essere serviti sia freddi, sia caldi;
  4. Junmai Ginjo: si procede con una tecnica di fermentazione a bassa temperatura, per ottenere un sakè molto leggero e dal gusto fruttato. Esteticamente è limpido e non è presente alcuna nota acidula;
  5. Junmai Daiginjo: quest’ultimo è probabilmente il sakè più costoso e pregiato. È il connubio perfetto tra il gusto fruttato e qualche nota acidula. Un prodotto raffinato, che vi consigliamo di assaggiare;
  6. Honjozo e Tokubetsu Honjozo: questi due tipi di sakè hanno il compito di esaltare il cibo che si sta mangiando. Un po’ come accade nella cultura italiana, anche in Giappone vengono utilizzati dei vini di riso che hanno l’obiettivo di esaltare il sapore del cibo. Prendete ad esempio la tipica fiorentina toscana accompagnata da un buon calice di Chianti: ecco, noi vi consigliamo questi due tipi di sakè accostati al sushi!
Sushi Misto

All you can eat o Menù alla carta: come scegliere di mangiare il sushi?

12/11/2018

Negli ultimi anni, il sushi ha raggiunto una popolarità non indifferente.

Le differenze tra All You Can Eat e Menù alla Carta

Gli italiani hanno cominciato ad apprezzare la nostra cucina, tanto da farla rientrare almeno una volta alla settimana nel loro regime alimentare. Il sushi ha inoltre delle proprietà benefiche: sono in molti i nutrizionisti che lo consigliano persino in un regime di dieta.

Certo, parliamo solamente del classico sushi, composto solo da riso e pesce; alcune tipologie di uramaki potrebbero risultare molto pesanti e caloriche, per esempio quando gli ingredienti sono il gambero in tempura e la maionese.

Una domanda che spesso si pongono tutti è: si dovrebbe puntare sugli All you can eat, ovvero la classica formula a prezzo fisso che ti consente di ordinare tutto quello che c’è sul menù, o preferire il menù alla carta?

In Giappone, sono davvero molto rari gli All You Can Eat. Forse, ce n’è qualcuno, ma in genere vengono snobbati, perché i giapponesi amano mangiare bene il sushi: deve essere fresco e di qualità.

Quale delle due proposte conviene di più? Scopriamo i vantaggi!

La differenza tra il menù All You Can Eat e il menù alla carta può variare in base al ristorante. Ci sono alcuni locali che hanno deciso di puntare sulla freschezza dei prodotti e che non badano a spese: pur essendo All You Can Eat, hanno magari un sovrapprezzo, ma non hanno nulla da invidiare ad altri ristoranti.

Noi vi consigliamo di provare entrambe le formule: alla fine, i vantaggi ci sono. Il sushi non è prettamente economico: il pesce alla fine ha un costo ben preciso ed è in alcuni casi un alimento di pregio. Il salmone costa meno del tonno o del branzino.

Provare il menù All You Can Eat vi consentirà di comprendere anzitutto le differenze tra le varie tipologie di sushi, per capire qual è la migliore per voi. Uramaki, onigiri, nigiri, futomaki… l’All You Can Eat è il posto perfetto dove sbizzarrirsi!

Altri ristoranti giapponesi, invece, sono più “rodati” e offrono delle vere e proprie esperienze sensoriali, dove potrete degustare il sushi in modo più deciso. Una volta che sarete stati in entrambi i posti, potrete rendervi conto della differenza: la cosa più importante è che il pesce sia sempre fresco.

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Sake

Come nasce il sakè: ecco la sua storia

31/10/2018

Se siete stati in un ristorante giapponese, o comunque vi state appassionando alla cultura orientale, probabilmente avrete sentito nominare il sakè o sake. Questa bevanda alcolica si ottiene grazie a un processo di fermentazione, in cui sono coinvolti i seguenti ingredienti: il riso, l’acqua e le spore koji.

Le ipotesi sulla nascita del sakè: ecco quali sono

Il sakè non può essere accostato ai distillati, ai fermentati né ai liquori: tendenzialmente, è conosciuto con il nome di “vino di riso”. Questa bevanda alcolica fa parte della tradizione giapponese da secoli e non c’è una storia ufficiale sulla sua invenzione, soltanto molte leggende. Esistono diverse ipotesi sulle quali gli studiosi si stanno ancora interrogando.

La prima ipotesi sostiene che i primi a fermentare il riso furono i cinesi nel quinto millennio a.C. e che solo successivamente questa tecnica sia stata introdotta anche in Giappone.

La seconda ipotesi, invece, afferma che la fermentazione del sakè sia proprio nata in Giappone durante il III secolo. In effetti, potrebbe avere un fondo di verità, perché è proprio nel III secolo che si iniziò a coltivare il riso in umido. Sostanzialmente, la sua invenzione sembra del tutto casuale: i giapponesi avrebbero osservato come la soluzione di acqua e riso fermentasse e facesse la muffa.

I metodi della preparazione del sakè attraverso i secoli

Ciò che sappiamo per certo è che il primo sakè era conosciuto con il termine di kuchikami che tradotto significa “sakè masticato in bocca”. Pensate che si produceva con il riso masticato da un intero villaggio, con castagne, miglio e ghiande, ed era preparato, be’, sputando tutto il miscuglio in un tino.

Successivamente, nel VIII secolo, il vino di riso cominciò a diffondersi anche in Cina. Il metodo della masticazione era ancora molto diffuso, ma venne accantonato quando si scoprì la koji-kin, ovvero la muffa che possiamo trovare ancora oggi nella preparazione del vino di riso.

La Koji-Kin è una muffa i cui enzimi riescono a convertire l’amido presente nel riso in zucchero. Questa muffa viene impiegata anche per preparare l’amazake, il miso, la salsa di soia e il natto.

Ovviamente, a questo punto, interi villaggi poterono evitare la masticazione del riso e impiegare la Koji-Kin, un metodo più efficace e anche veloce.

La preparazione del sakè subì numerosi rimaneggiamenti durante le varie epoche: come accadde per tutte le ricette, molti processi migliorarono la tecnica e anche il sapore del sakè, facendolo diventare famoso in tutto il mondo.

 

 

Robata di Pollo con Salsa Teriyaki

Yakitori: come vengono preparati gli spiedini di pollo giapponesi?

16/10/2018

Oggi vi sveliamo un grande classico della cucina giapponese, ovvero gli spiedini di pollo in salsa Teriyaki. Molti credono che la cucina giapponese sia composta soltanto da sushi o da sashimi, ma in realtà non è così, infatti, anche i giapponesi hanno diversi piatti caldi che vengono serviti soprattutto nei mesi più freddi.

Gli spiedini di pollo, in Giappone, sono conosciuti con il termine Yakitori che significa letteralmente pollo grigliato. Rappresentano uno dei grandi classici dello Street Food giapponese: se dovesse capitarvi di fare un viaggio in Giappone, avrete sicuramente l’occasione di vedere i rivenditori di Yakitori lungo gli angoli delle strade.

È una ricetta davvero semplice, molto gustosa, che potrete preparare anche a casa vostra. Di seguito vi diremo tutti gli ingredienti e le modalità di preparazione:
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Exotic Sake Maki

Dove nasce il sushi: storia e curiosità di una particolare cultura

02/09/2018

Il sushi è un piatto molto in voga soprattutto negli ultimi anni, quando molti ristoratori giapponesi (ma anche cinesi) hanno deciso di investire nella propria cucina e cultura ed esportarla in Italia. Sin dal primo momento, il sushi ha suscitato molta curiosità nel popolo italiano, che da sempre è abituato alla buona cucina.

In molti lo evitano, per la paura di contrarre delle malattie – paura ingiustificata, perché il pesce che viene servito è abbattuto secondo le norme sanitarie vigenti e non causa alcun problema all’organismo.

Come è nato il sushi?

Ma dove nasce il sushi? A cosa si fa ricondurre la sua storia?

Bhe, la sua storia, pensate, si fa risalire fino all’antichità. Il sushi non è affatto un piatto di nuova invenzione. Duemila anni fa, quando la coltivazione del riso giunse in Giappone, a Nara, venne ideato il sushi, un modo per conservare il pesce nel riso fermentato. Fu nel periodo Edo, intorno all’VIII secolo, che l’aceto sostituì il riso fermentato e da lì ebbe inizio la ricetta del sushi come la conosciamo oggi.

Il sushi viene considerato anche un piatto da fast food, diciamo; sono in molti i rivenditori di questa specialità lungo la strada. Grazie ai loro box, i giapponesi mangiano in pausa pranzo in modo pratico e comodo.

Gli ingredienti iniziali del sushi

Il popolo giapponese ha sempre preferito servire il riso insieme al pesce, due cibi che potevano reperire in modo molto economico. Tuttavia, dapprima il sushi veniva servito nella classica versione che conosciamo oggi: la chirashi. In pratica, servivano nella scodella il riso e il pesce insieme, senza mischiarli.

È stato molto tempo dopo, nel periodo Edo, che venne introdotta l’innovazione del sushi veloce, ovvero haya-zushi. La preparazione del sushi fu rimaneggiata in modo tale che riso e pesce potessero essere consumati nello stesso momento. Insomma, è la primissima forma di sushi, quella che poi venne definitivamente conformata a Tokyo.

Il sushi non è un’invenzione recente, ma una ricetta rivistata nel corso dei secoli

Per coloro che amano il sushi, devono ringraziare un locale di Tokyo: l’Hanaya Yohei. Essendo il popolo giapponese sempre molto di fretta, tra il lavoro e la realizzazione personale, è stato inventato rivisitato haya-zushi in modo tale da essere mangiato in un sol boccone, servendosi delle mani o delle bacchette.

Per loro, era un esperimento e non erano sicuri del successo che in seguito avrebbe ottenuto. Oggi, la cucina giapponese è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo.

Mangiare con le bacchette: ecco come fare

25/08/2018

Per moltissime persone, mangiare con le bacchette è una fonte di disagio. Ovviamente, noi occidentali non siamo cresciuti con il culto delle bacchette. A parte coloro che hanno vissuto per un periodo in Giappone, o che amano la cultura giapponese, in pochi sono davvero capaci di servirsi delle bacchette per mangiare. E perfino coloro che lo sanno fare, in realtà, sbagliano la postura!

Imparare a mangiare con le bacchette

Alcuni vivono un profondo senso di disagio quando vengono invitati al ristorante cinese o giapponese. Chiedere la forchetta e il coltello dà un senso di “inferiorità”, ma vi confidiamo un segreto: i giapponesi mangiano il sushi con le mani! Ebbene, sì: le bacchette sono state introdotte solo in seguito.

Per loro, mangiare il sushi con le mani è una forma di apprezzamento verso lo chef che ha cucinato per voi. Tuttavia, se ti senti a disagio anche a mangiare con le mani, segui la nostra piccola guida per imparare a tenere le bacchette in mano.

Come in ogni cosa, è necessaria molta tecnica e molto esercizio. Ad alcuni può risultare più semplice, come coloro che suonano uno strumento o che hanno una buona manualità, mentre per altri è richiesta una buona dose di concentrazione. Tuttavia, mangiare con le bacchette non è davvero nulla di così complicato come sembra.

I trucchi per mangiare con le bacchette in modo perfetto

  • Prendete una bacchetta, mettetela tra pollice e dito medio. Dovrete tenere la mano un po’ rigida, per consentire alla muscolatura di intensificarsi e di non cedere;
  • Prendete la seconda bacchetta e posizionatela vicino alla prima. In Giappone, infatti, le dita utilizzate di più sono l’indice e il pollice. Allenate molto le dita, tenete entrambe le bacchette in mano e stringete;
  • Fate attenzione che le bacchette siano posizionate in modo corretto. Infatti, il segreto è riuscire a mantenere le bacchette nella posizione di parità. Se una delle due dovesse cominciare a scivolarvi dalle dita, mangiare sarà molto più complicato!

Il nostro maggiore consiglio è quello di allenarvi anche a casa, e non soltanto al ristorante cinese o giapponese. Provate ad usare le bacchette, per esempio, quando mangiate gli spaghetti, o la pasta in generale, che ha una presa maggiore.

Se ci tenete davvero a fare una bella figura, con un po’ di esercizio e di allenamento riuscirete sicuramente a comprendere come utilizzare le bacchette. Mi raccomando: tenetele sempre il più allineate possibile. È questo il trucco, dopotutto!

5 dolci tradizionali giapponesi

16/08/2018

La cucina giapponese è pura estetica. Oltre a essere davvero una bontà, la loro necessità di dare sfogo all’estro e alla creatività in ambito culinario è rinomata in tutto il mondo. Infatti, il sushi, la nota ricetta giapponese, è ancor prima bello da vedere; buonissimo da mangiare, ve lo concediamo, ma è di una sofisticatezza davvero rara.

Quali sono i dolci giapponesi più comuni?

Come nel salato, i giapponesi hanno sfoderato la loro innata eleganza anche nel dolce, creando ricette visivamente spettacolari. I dolci tradizionali giapponesi provengono da una lunga ricerca: sono stati tramandati per generazioni. La cultura del Wagashi è per loro molto importante. La andremo ad approfondire insieme, per comprendere tutte le caratteristiche fondamentali delle ricette di dolci giapponesi.

I dolci occidentali si diversificano moltissimo dai dolci giapponesi. Il Wagashi, che regola queste tradizionali ricette, vieta assolutamente gli ingredienti di origine animale nella realizzazione dei dolci. Ciò significa che, contrariamente alla nostra cultura, i giapponesi utilizzano solo ingredienti di tipo vegetale per i dolci.

Tra i prodotti più utilizzati nella loro creazione, possiamo trovare agar-agar, fagioli azuki, patate dolci, farina di riso, sesamo e soia. Certamente, a noi possono sembrare ingredienti fuori dal comune, ma vi assicuriamo che i dolci giapponesi sono davvero molto buoni e adatti a ogni tipo di palato.

I dolci giapponesi che si servono con il tè

Un’altra caratteristica dei dolci giapponesi sono appunto le classiche mono porzioni. Dimenticate le nostre torte, dimenticate il sapore troppo “zuccherato”; quest’ultimi sono assolutamente studiati per essere gustati da una persona soltanto. Non fanno ingrassare come i nostri dolci, inoltre.

I dolci più comuni durante la cerimonia del tè sono:

  • Taiyachi: questo dolce può essere trovato spesso come street food. È a forma di pesce. Il nome si traduce con “orata al forno”. Viene preparato grazie all’impasto tipico dei pancake. Può essere ripieno di crema pasticcera, ma è nota la versione salata, con salsiccia e formaggio;
  • Dango: le classiche polpettine di riso che vengono poste una di fianco all’altra mediante uno spiedino. Vengono preparate con farina di patate, o di miglio o di sesamo. Sono solitamente di colore rosa, verde e bianco, e vengono ricoperte con lo sciroppo d’acero;
  • Anpan: una sorta di pane dolce, proposto spesso nella classica forma rotonda. Viene riempito con la marmellata di fagioli azuki, conosciuta con il nome di anko;
  • Mochi: questo dolce è molto simile al dango. Può essere accompagnato da foglie di ciliegio, fagioli rossi, frutta e zucchero a velo;

Anmitsu: la gelatina giapponese ottenuta dall’agar.

Il Black Cod: piatto tipico della cucina giapponese

09/08/2018

Il Black Cod si pesca nei mari dell’Alaska, dove questa attività viene considerata molto importante perfino la Costituzione di questo stato. Infatti, la legge si esprime a tal proposito nel modo seguente: «I pesci e tutta la fauna ittica dovranno essere utilizzati, sviluppati e conservati secondo i principi dell’eco-sostenibilità».

Grazie alle sue acque, l’Alaska detiene il primato in fatto di pesce bianco; la pulizia e la temperatura di queste acque favoriscono la naturale riproduzione di questo tipo di pesce in modo spontaneo. Tra i pesci bianchi più pregiati presenti nelle acque dell’Alaska possiamo elencare il Carbonaro, o Pesce Burro. Quest’ultimo viene conosciuto in tutto il mondo con il termine inglese di Black Cod.

Il Black Cod: come un pesce dell’Alaska è diventato famoso in tutto il mondo

Il Black Cod ha trovato territorio fertile nelle profonde acque dell’Alaska: infatti, vive normalmente sotto i 200 metri e la sua alimentazione è molto varia, dagli invertebrati alle meduse e alle seppie.

Attualmente, il Black Cod è definito come il migliore pesce bianco al mondo. La sua polpa è davvero squisita e l’alto contenuto di grassi considerati salutari viene visto di buon occhio dai dietisti di tutto il mondo. I Giapponesi, da sempre amanti del pescato, hanno subito deciso di investire nel Black Cod, facendolo entrare nella cucina tradizionale giapponese.

Infatti, la sua fama si deve proprio ai giapponesi: è stato lo chef Nobu Matsuhisa, del noto ristorante Nobu, a portare alla ribalta il pesce bianco. La sua ricetta più famosa, che venne copiata dagli chef di alto livello, è il Black Cod Miso.

La preparazione del Black Cod è lunga, ma ne vale davvero la pena

La ricetta, infatti, vuole la marinatura del pesce bianco per tre giorni: viene immerso in un preparato di mirin, sake, miso e zucchero. Dopo essere stato marinato così a lungo, la sua polpa assorbe tutti i sapori, donando al palato un’esplosione di gusto inimmaginabile. Il secondo step della sua preparazione lo vuole piastrato; dopodiché, il Black Cod viene servito su foglia di banano con gocce di miso e di zenzero.

Insomma, un piatto elegante, che racchiude in sé tutti i segreti e le caratteristiche della cucina giapponese. Se non lo avete mai assaggiato, vi consigliamo di farlo: il suo gusto è indimenticabile e difficilmente lo troverete stopposo.

In Italia, sono molto pochi i ristoranti giapponesi che servono il Black Cod, uno tra cui si trova a Milano.

Perché i Giapponesi mangiano con le bacchette?

02/08/2018

Gli occidentali si servono delle posate per mangiare, come forchetta, coltello e cucchiaio. Lo stesso non accade nei paesi orientali, dove si mangia tutt’oggi con le forchette, nonostante i paesi e i popoli siano venuti a contatto fra loro.

Spesso, un’usanza viene importata in un altro paese, soppiantando la tradizione. Premesso che i giapponesi sono molto fedeli alle loro usanze, non si sognerebbero mai di rinunciare alla comodità delle loro bacchette.

Gli orientali pensano che mangiare con le bacchette sia semplice e comodo

Tra le domande più frequenti che gli occidentali pongono agli orientali, rientra sicuramente il perché si ricorre all’uso delle bacchette per cibarsi. Infatti, a molti sono scomode e non hanno ancora imparato a utilizzarle.

Ovviamente, i giapponesi hanno da sempre usato le bacchette per mangiare, sin da piccoli: come ogni cosa imparata in tenera età, è perfettamente semplice per loro. Un po’ più complicato è il procedimento per chi si approccia con le bacchette nell’età adulta, ma imparare si può.

Gli amanti della cucina asiatica, pur apprezzando il genere, non si “piegano” a questa usanza e in molti chiedono le posate ai camerieri. Può sembrare assurdo, ma i giapponesi mangiano con le bacchette perché prima di tutto le considerano degli strumenti facili e veloci, comodi soprattutto nel mangiare il ramen nel brodo.

Le tre leggendo attorno alla nascita delle bacchette

Attorno alla nascita delle bacchette si aggirano diverse storie, alcune anche molto magiche e simpatiche. La prima è data tra il 1600 a.C. e il 1046 a.C. e riguarda Daji, la concubina del re Zhowang della dinastia Shang. Pare che Daji avesse intenzione di salvare il cuoco da una condanna a morte, perché stava per servire al re un piatto troppo caldo. Utilizzò dunque uno spillone di giada ornamentale, per imboccare il re.

La seconda leggenda vede protagonista Jiang Ziya: qui è un volatile divino che suggerisce allo sfortunato pescatore di mangiare la carne servendosi di due rami di bambù. L’uomo, a questo punto, inventa l’usanza delle bacchette e inoltre riesce a salvarsi la vita, poiché la moglie aveva tentato di avvelenarlo.

Tuttavia, la terza leggenda è certamente più famosa e affidabile. Narra di Da Yu: il suo compito era di arginare le acque durante le grandi inondazioni. Quando Da Yu sbarcò su un’isola, decise di mangiare, prima di riprendere il suo lavoro. Non avendo a disposizione alcun utensile per cuocere e mangiare la carne, Da Yu decise di servirsi di alcuni rami come “posate”.

Come mangiare con le bacchette

Come mangiare con le bacchette: 5 consigli utili

25/07/2018

Ti hanno invitato al ristorante giapponese e sei terrorizzato di fare una brutta figura? Non preoccuparti: in molti sono nella tua stessa situazione. Per quanto i giapponesi siano tra il popolo più cordiale e gentile al mondo, c’è da dire che il loro modo di mangiare ci lascia in difficoltà.

Se chiederai a un orientale perché non preferisce l’uso della forchetta, ti dirà, in completa onestà, che mangiare con le bacchette è molto più semplice. Ti starai chiedendo come, e non hai tutti i torti.

Devi andare al ristorante giapponese o cinese e hai l’ansia di mangiare con le bacchette?

Mangiare con le bacchette non è per tutti: alcuni hanno bisogno di più allenamento di altri. Se la tua amica ci riesce benissimo – e ha imparato subito – è perché ha una manualità più alta della tua. È stato dimostrato come le persone che battono molto a macchina, che suonano il piano, o che utilizzano principalmente le dita in un lavoro manuale, hanno molta più dimestichezza con le bacchette rispetto ad altre.

C’è anche da considerare chi ha le dita nodose: purtroppo, in questo caso è necessario fare un po’ più di pratica prima di andare al ristorante cinese o giapponese e dovere chiedere una forchetta al proprietario.

I nostri consigli per imparare a utilizzare le bacchette

Già, perché molti locali di cucina orientale non mettono sul tavolo alcuna posata, ad eccezione delle bacchette, ed è necessario chiederle. Di seguito, ti illustriamo dei passi e dei consigli su come riuscire a mangiare con le bacchette:

  • La bacchetta dovrebbe essere afferrata a un terzo della loro lunghezza totale. Pensate all’effetto leva: è questo che dovrebbe essere;
  • Prima di procedere a fare qualche prova, vi consigliamo di riscaldare molto le dita. Apritele e chiudetele per almeno due o tre minuti. In questo modo, vi allenerete e avrete le mani più elastiche;
  • Quando impugni le bacchette, non occorre fare troppa forza. Infatti, in questo modo non potrai utilizzarle nel modo corretto, ma continueranno a scivolarti dalle mani, oltre a comportare dei crampi alle dita. È meglio farlo con delicatezza;
  • La prima bacchetta dovrebbe essere messa tra l’incavo del pollice e dell’indice. La posizione è fissa: dovrebbe inoltre appoggiarsi sull’anulare;
  • La seconda bacchetta, invece, deve essere stretta tra il pollice, il medio e l’indice. Questa è quella che potrete manovrare in completa libertà per mangiare.

Un’ultima osservare è che le punte delle bacchette dovrebbero combaciare sempre.

Wasabi, cos'è?

Wasabi: cos’è e con quali tipologie di sushi si abbina meglio?

11/07/2018

Mangiare il sushi e il sashimi è diventato di uso comune. Ogni settimana, molti italiani si dirigono al ristorante giapponese per concedersi un lauto pasto a base di riso e pesce. Insieme al sushi e al sashimi, tuttavia, vengono serviti degli ingredienti particolari, come lo zenzero e il wasabi. Perché? Che cosa aggiungono al piatto?

Wasabi: qual è il suo sapore?

Il wasabi è tra gli elementi più famosi in Giapponese. Basta un pizzico di wasabi sulla lingua per avvertire un lieve pizzicore: in molti, la prima volta che lo hanno assaggiato, hanno “esagerato” con la dose e si sono ritrovati a bere moltissima acqua.

Il suo sapore non assomiglia al peperoncino, pur avendone effetti simili. Questo ingrediente serve principalmente come condimento finale del sushi e del sashimi. È una pasta di colore verde pisello: la dose servita è ridotta per un motivo. Nessuno riesce mai a finire tutto il wasabi servito, perché ha un sapore davvero particolare e in alcuni casi, estremo. In Giappone viene venduta una salsa al wasabi molto “cattiva”, che in pochi riescono ad assaggiare.

Contrariamente al peperoncino, che si spande per tutta la bocca, il wasabi colpisce solo il palato. Se lo assaggiate con la lingua, non sentirete subito il suo gusto. Ma cos’è? In molti se lo chiedono.

Che cos’è il Wasabi?

Il wasabi ha moltissime proprietà benefiche. Per esempio, lo possiamo considerare un ottimo digestivo. Inoltre, ha proprietà antibatteriche e aiuta a prevenire molte intossicazioni. Pare che inoltre assicuri un effetto anticoagulante: inibisce l’aggregazione delle piastrine. In questo senso, il wasabi avrebbe lo stesso effetto di un’aspirina.

La pianta dalla quale si ricava il wasabi è nella famiglia delle crocifere. Per chi non lo sapesse, queste piante hanno una particolare sostanza, gli isotiocianati, che aiutano nella lotta contro i tumori. Se questo fosse del tutto confermato dalla ricerca, il wasabi rientrerebbe tra gli alimenti in grado di prevenire l’insorgere del tumore gastrointestinale, allo stomaco, al seno e al colon.

Il pesce crudo ha un sapore molto forte: non ci riferiamo al salmone, che ha un sapore molto più delicato da crudo che da cotto. Tuttavia, il sashimi si presenta anche in forma di tonno, di merluzzo, di gambero rosso… e questi elementi hanno un sapore più decisivo.

I giapponesi hanno deciso di servire il wasabi insieme al pesce crudo proprio per mitigare il sapore.

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Cucina Giapponese e Dieta: come integrarle?

07/07/2018

La cucina giapponese è ormai diventata un must per molti italiani. Alcuni non rinunciano a recarsi al ristorante giapponese almeno una volta a settimana. Altri, invece, hanno cominciato ad appassionarsi a questo genere di cucina tanto da arrivare a preparare da solo qualche prelibatezza.

Quali sono i piatti più dietetici?

Ma come si inserisce la cucina giapponese nella nostra dieta, tipicamente mediterranea? Quante calorie hanno i suoi piatti? Quale valore aggiunto ha per il nostro organismo? Spesso, avrete sentito la frase “la cucina giapponese è soltanto pesce, verdure e riso”. Be’, è molto lontana dalla verità.

La preparazione del sushi richiede molti più ingredienti di quanto ne vediate nel piatto. Recentemente, sono stati interrogati molti nutrizionisti sulla cucina giapponese: è possibile mangiare il sushi durante la dieta? O seguire una dieta giapponese è sbagliato?

La risposta è da considerarsi nel suo insieme. Gli ingredienti di alcuni piatti comportano molte più calorie. Per esempio, laddove sia presente la salsa di soia, le calorie lievitano notevolmente.

Ci sono alcuni piatti su cui vi consigliamo di orientarvi, molto più di altri. Partiamo dal sushi e dal sashimi, i due punti cardine di qualsiasi ristorante giapponese. Il sushi classico, ovvero il Nigiri e l’Hosomaki, non è così pesante come un Uramaki, i cui ingredienti prevedono molte più lavorazioni.

Addio agli uramaki, ottimi nigiri, hosomaki e sashimi

Dunque, ordinare una porzione di questi piatti è un modo per “coccolarci” ma al contempo per non ingrassare. Lo stesso discorso non è possibile affrontarlo per gli Uramaki, che sono tendenzialmente più pesanti. Contrariamente ai Nigiri, che prevedono solamente pesce e riso, negli Uramaki è possibile trovare la maionese, il formaggio, l’avocado, il gambero o il pollo in tempura… insomma, alimenti che hanno molte più calorie e inoltre il fritto non è così salutare quanto è buono, purtroppo.

Un ottimo pasto, invece, può essere rappresentato dall’Onigiri. Questo triangolo di riso ha al suo interno soltanto pesce, oltre a essere ricoperto dalla classica alga nori. Intinto in un pochino di soia può risultare un pasto completo e molto gustoso, oltre che da “passeggio”.

Un altro piatto perfetto per la nostra dieta è il sashimi, a cui possiamo accompagnare l’insalata. Dà molte proteine al nostro corpo e inoltre è molto fresco da mangiare, soprattutto in estate.

Sono sconsigliati, purtroppo, i piatti caldi, tra cui gli udon e gli spiedini teriyaki. La salsina è davvero molto calorica e il vostro metabolismo potrebbe impiegarci molto per digerirla.

Gomma Wakame

Hai mai provato l’insalata Gomma Wakame?

05/07/2018

Tra gli antipasti proposti dai ristoranti giapponesi, potete trovare la famosa Gomma Wakame. In molti sono incuriositi dal nome e si chiedono cosa sia effettivamente e quali proprietà abbia. Sarete sorpresi di scoprire che, oltre ad avere un sapore particolare, è in effetti ottima per la salute del nostro organismo.

Gomma Wakame: l’insalata perfetta per dimagrire

Le calorie della Gomma Wakame si aggirano tra i 40 e i 50 ogni 100 grammi, in assenza di condimento. È particolarmente indicata per coloro che stanno facendo la dieta ipocalorica. L’insalata sazia per definizione: la gomma wakame è molto più saporita delle classiche che acquistiamo al supermercato.

Inoltre, può essere condita con vari ingredienti di origine giapponese, per darle un sapore ancora più squisito.

Le proprietà della Gomma Wakame sono svariate. Anzitutto, al suo interno, possiamo trovare moltissimi elementi naturali e positivi, come i sali minerali e le vitamine. Offre un quadro nutriente davvero interessante. È considerata inoltre un alimento perfetto per chi segue un’alimentazione vegana, perché introduce il ferro. È inoltre un potente ricostituente.

Cosa c’è all’interno della Wakame: proprietà nutrienti

In 100 grammi di Gomma Wakame, gli elementi che possiamo integrare nel nostro organismo sono i seguenti:

  • 100 mg di Magnesio;
  • 150 mg di Calcio;
  • 360 IU di Retinolo;
  • 2,2 mg di Ferro.

La tradizione culinaria giapponese non prevede una sfilza di piatti che appesantiscono l’organismo, tutt’altro. Sì, molti ingredienti sono calorici, come la salsa di soia, ma è fondamentale per condire. Tuttavia, molti singoli piatti si presentano con poche calorie; alcuni dietologi indirizzano molte persone verso la filosofia giapponese.

Questo tipo di insalata non è da meno. Al ristorante, potrete gustarla con pochissimi ingredienti, ma che aggiungono un pizzico di sapore al piatto: aceto di riso, salsa di soia, un po’ di zucchero e semi di sesamo.

La Wakame è alga marina edibile

Ma cos’è effettivamente la Wakame? Alga marina edibile. Ebbene, sì, non è un prodotto “di terra”, come le nostre insalate. Questo prodotto è essenziale per l’economia dei paesi asiatici: viene importato in tutto il mondo ed è considerato un piatto nutrizionale importantissimo. Le sue origini si fanno risalire al 700 a.C.

Potrete acquistare questa speciale insalata online, oppure nei supermercati: in alternativa, potrete prenderla da asporto in qualsiasi ristorante giapponese.

Consigliamo l’utilizzo della Wakame a chi ha carenza di vitamine e minerali. È perfetta per coloro che soffrono di caduta di capelli o di unghie che si spezzano facilmente.

pasta Giapponese

Tutti pazzi per la pasta giapponese: ramen, soba e udon

26/06/2018

Siamo italiani: cosa amiamo di più al mondo? La pasta, ovviamente!

Nei ristoranti giapponesi è possibile trovare molti tipi di pasta, ovvero tre: il ramen, la soba e gli udon.

I giapponesi considerano la pasta un alimento fondamentale da sempre. Se credevi che la cucina giapponese fosse soltanto sushi e pesce crudo, sei fuori strada. La cucina giapponese vanta una sequela di piatti caldi e freddi davvero invidiabile.

La pasta giapponese: ramen, soba e udon

Pronto a scoprire quali sono i tipi di pasta giapponese che potrai gustare?

Il ramen, anche se è di origine cinese, viene servito in Giappone. Questi spaghetti, di cui variano le dimensioni, sono composti di farina di grano e uova. Esistono moltissime tipologie di ramen, il più famoso prevede l’utilizzo di uova semi-sode, preparate secondo una ricetta speciale, carne molto grassa, verdure e alghe.

La pasta ramen, oltre a essere servita in brodo, può essere cucinata con le verdure, come un normale piatto di pasta.

Come vedrai da te la cucina giapponese e molto equilibrata. Ciò significa che non mi piatto trovi sempre la giusta quantità di carboidrati, di carne e verdure.

Soba fredda e soba calda: ecco le differenze

Il secondo piatto di pasta che vogliamo illustrarti è molto famoso in Giappone, ma ben poco noto in Italia, purtroppo. Stiamo parlando della soba. Quest’ultima è uno spaghetto di grano saraceno, molto piccolo, ed è servito in molti modi.

Uno dei piatti più conosciuti in Giappone è la soba fredda. In sostanza, se doveste mai ordinarla, vi verrebbe servito un piatto di soba fredda, una ciotola di brodo e la salsa di soia: ogni ingrediente è servito in un piatto a parte. Ciò significa che potrete condire la pasta con i vostri alimenti preferiti.

Esiste persino la cha-soba: questa variante è per tutti gli amanti del tè verde, con cui la farina viene impastata.

Inoltre, è possibile degustare la soba calda, cotta nel brodo, con l’aggiunta di uovo sbattuto, scaglie di tempura e il peperoncino in polvere.

Udon Tempura: ecco il modo giapponese di riscaldarsi in inverno

L’ultimo piatto è impossibile non citarlo ed è forse il più famoso: stiamo parlando degli udon. Questi sono spaghetti di grano tenero e assomigliano molto nella forma e nella misura ai nostri bucatini.

Esistono diverse varianti: Yaki Udon, Tempura Udon… specialmente quest’ultima viene guarnita con il tofu fritto oppure il gambero in tempura. Entrambe le varianti sono molto gustose e speziate.

Cerimonia The Giapponese

Cha No Yu: la cerimonia del tè giapponese

17/06/2018

Tutti la conosciamo: la cerimonia del tè giapponese è un importante rito che viene praticato dai parenti e dagli amici per passare un po’ di tempo insieme. Questa tradizione ha origini zen ed è molto importante per il Giappone. Dovete sapere che viene praticata secondo riti precisi; per esempio a seconda della stagione potrebbe persino cambiare il posto su cui si colloca il bollitore.

Nelle stagioni autunnali e invernali, il bollitore viene posto su una forma quadrata, ricavata dal tatami. Invece, in primavera e in estate, il bollitore viene collocato su un braciere appoggiato al tatami.

Come si fa la cerimonia del tè giapponese?

Sono presenti diversi tipi di tè giapponese: possiamo trovare il tè denso, detto koicha, e il tè leggero, usucha.

Il tè più utilizzato per la cerimonia è il matcha. Questo thè verde è polverizzato; viene aggiunta acqua calda servendosi di un frullino di bambù. Questo genere di tè non è un’infusione, bensì una sospensione.

Il tè verde può essere paragonato al nostro caffè: infatti, è un eccitante davvero sorprendente. Avete presente le pratiche meditative? Possono durare moltissimo; i monaci zen si sono sempre serviti del tè verde per rimanere svegli durante la meditazione.

La cerimonia del tè è cominciata probabilmente con la Dinastia Song. Questo rito è davvero importante per i giapponesi, grazie al quale trovano la loro identità sociale. Probabilmente, quest’ultima è l’essenza stessa dello zen.

Ogni azione durante il rito è molto precisa. Non ci sono gesti casuali. La stanza in cui avviene la cerimonia si chiama chashitsu. Deve essere arredata secondo precisi schemi e non è adibita a null’altro scopo.

Cha No Yu: celebrare il rito sociale

Prima abbiamo detto che il termine giapponese che indica il rito è il Cha No Yu: la cosa insolita è troviamo il verbo tateru, che si può tradurre con concelebrare.

Sapete che è prevista persino una composizione a seconda dell’importanza degli invitati? La persona più importante del gruppo è sempre al primo posto. Durante la cerimonia, gli ospiti vengono invitati a degustare il dolce; per i giapponesi e molto importante che i commensali siano sembra proprio agio.

L’atto finale prevede che il teishu si inchini insieme agli ospiti e richiuda la porta della stanza dietro di sé. Questa parte è molto semplice, ma esistono varie cerimonie del tè, che cambiano a seconda della difficoltà. Per esempio si può utilizzare il servizio di koicha, ovvero il tè denso: quest’ultimo richiede diversi utensili ed è molto complicato.

Salsa di Soia

Salsa di Soia: tutto ciò che dovreste sapere

12/06/2018

La salsa di soia non è prettamente giapponese, anche se il suo utilizzo è fondamentale per le ricette della tradizione. Originaria della Cina, viene utilizzata in diverse culture, dalla giapponese, fino alla coreana, all’indiana e alla filippina.

La salsa è fatta fermentare per un po’ di tempo; viene ricavata dalla soia, dal grano tostato da acqua e da una ingente quantità di sale.

Curiosità sulla salsa di soia

Una curiosità legata a questa salsa è il suo consumo esagerato: qualche tempo fa, qualcuno provò a bere la salsa di soia, senza consumarla insieme al cibo. Beh, dovete sapere che la classica boccetta che troviamo nei supermercati non va assolutamente presa come bevanda, perché metterebbe a serio rischio i nostri organi interni, che non saprebbero affrontare il sale contenuto in essa.

Pertanto, fate attenzione al suo uso smodato e utilizzatela soltanto come accompagnamento per il sushi e ovviamente per cucinare. Infatti, una delle domande che sentirete ripetere più spesso è: la salsa di soia fa male? Be’, consumata in dosi eccessive certamente, inoltre è sconsigliata nelle diete povere di sodio. Tuttavia, una o due volte a settimana, il suo consumo non arreca danni all’organismo.

Possiamo trovare la salsa di soia tra gli ingredienti della famosissima salsa Worcester, di origine inglese.

I molteplici utilizzi della salsa di soia la rendono estremamente versatile: ne basta infatti una goccia per insaporire qualsiasi piatto. I giapponesi la usano spesso nel condimento per la pasta, per conferire un sapore più deciso e invitante.

Come viene utilizzata la salsa di soia

Avete mai provato gli udon giapponesi? Con verdure, pollo o misto mare, e l’immancabile salsina? Ecco, per molti sono una vera e propria droga, perché l’odore e il sapore conferiti al piatto grazie alla salsa di soia sono veramente eccezionali.

La salsa di soia viene impiegata nei seguenti piatti:

  • Condimento per il sushi;
  • In aggiunta alla pasta, alla carne, al pesce;
  • Molti alimenti si fanno marinare nella salsa di soia;
  • Può essere utile per condire le insalate;
  • È un importante ingrediente di cottura per la cucina giapponese;
  • Può servire per creare la salsa kabayaki, la salsa teriyaki e la salsa worcester.

Sappiate, inoltre, che esistono diversi tipi di salsa di soia. La fermentazione di quest’ultima varia tra i 12 e i 18 mesi; un tempo davvero lunghissimo! Ecco le due principali salse:

  • Tamari: appartiene alla cucina cinese. Non contiene frumento, è densissima e molto salata;
  • Shoyu: appartiene alla cucina giapponese. C’è il frumento ed è economica.
Cosa si beve in Giappone?

Le bevande giapponesi: scopriamole insieme

07/06/2018

Il Giappone vanta una tradizione culinaria molto diversa dalla nostra, ma altrettanto importante per comprendere gli usi, i costumi e le origini di questo popolo. Conosciamo, bene o male, le ricette principali della loro cucina, come il sushi, lo yakitori e il ramen, ma sappiamo ben poco delle bevande che possiamo trovare in Giappone.

Sicuramente, al ristorante, avrete visto il sakè, che è probabilmente la bevanda più conosciuta e che appartiene alla loro tradizione secolare per la cerimonia del tè. Il rituale è considerato importantissimo dai giapponesi. per loro, è un rito sociale a cui non rinunciare.

Quali sono le bevande tradizionali giapponesi?

Oltre al sakè, possiamo citare il tè giapponese, O-cha: è il tè verde. Questa bevanda è consumata giornalmente dai giapponesi, che sia colazione, pranzo o cena, o un incontro con gli amici e i familiari.

Solitamente, la raccolta del tè è fissata per gli inizi del mese di Maggio. Possiamo trovare diverse varietà di tè:

  • Bancha: varietà che si raccoglie ad agosto;
  • Gyokuro: le sue foglie sono molto particolari, tenere e dolci. Viene considerato molto pregiato;
  • Sencha: questo è il tipo più comune di tè, non è pregiato come il Gyokuro. La raccolta potrebbe iniziare verso giugno;
  • Maccha: in Occidente, possiamo ormai trovare molte persone appassionate di maccha. Sta diventando molto famosa la variante del tiramisù al maccha. Il suo utilizzo è destinato alle cerimonie ed è comunemente in polvere;
  • Houjicha: le sue foglie vengono tostate prima di essere infuse nel tè.

Uno sguardo ai liquori e alle birre giapponesi

I giapponesi non aggiungono lo zucchero in questa bevanda, contrariamente agli inglesi, che sono soliti mettere lo zucchero o il latte.

Lo abbiamo nominato all’inizio dell’articolo: tra le bevande più consumate, possiamo trovare il sakè. La bevanda alcolica per eccellenza è una pastorizzazione e fermentazione di riso e acqua. Dovete sapere che nella preparazione del sakè è l’acqua il segreto: se non è di ottima qualità, si otterrà un sakè sciapo. L’acqua destinata al sakè è un po’ un ossimoro, perché dovrebbe coniugare la giusta dose di asprezza e dolcezza.

Altri tipi di bevande in Giappone sono le seguenti:

  • Mirin: il tradizionale sakè dolce, che viene usato per cucinare. È l’ingrediente base della marinatura teriyaki;
  • Umeshu: un liquore giapponese molto particolare, derivato dalla macerazione delle prugne verdi acerbe nell’alcool, con una ingente quantità di zucchero di canna;
  • Hoppy e Happoshu: birre a basso contenuto alcolico. La Hoppy sfiora soltanto i 0,8 gradi.

Come direbbero i giapponesi: Kampai!

Onigiri Giapponesi

Tutti pazzi per gli Onigiri: gli “arancini” giapponesi

30/05/2018

Vi è capitato sicuramente di imbattervi negli Onigiri, che quasi tutti i ristoranti giapponesi offrono nel proprio menù. Spinti dalla curiosità, l’avete ordinato e siete curiosi di conoscere la loro storia. Dovete sapere che in molti lo definiscono “l’arancino giapponese”, per la forma che ricorda lo street food catanese.

L’Onigiri è considerato lo spuntino giapponese per eccellenza; possiamo chiamarlo anche con il nome di Omusubi. Questa polpetta di riso ha molte varianti, soprattutto al suo interno: il cuore dell’Onigiri è composto normalmente da sake e maguro. Oltre al pesce, può essere riempito da avocado, da umeboshi e spolverato con sesamo. Attorno, possiamo trovare l’alga nori, che serve per dare compattezza e permetterci di afferrarlo senza sfaldare il riso.

Gli Onigiri: i famosi triangoli giapponesi spopolano in Italia

La sua forma triangolare ricorda vagamente l’arancino catanese. L’Onigiri è nato come street food; se siete stati in Giappone, saprete che può essere acquistato dai rivenditori lungo la strada. Molti giapponesi ricorrono a questo cibo da asporto per il loro pranzo da ufficio.

Inoltre, sono presenti molti locali, chiamati onigiri-ya, specializzati nella vendita di Onigiri.

Un primo testo che ci consente di farci un’idea sulla nascita degli Onigiri è dell’XI secolo. Ai tempi, era conosciuto con il nome di tojiki ed era destinato per i pic nic all’aperto.

Erano i samurai a consumare gli onigiri, che venivano avvolti in foglie di bambù, proprio durante le guerre e gli assedi. Consentiva di avere sempre del cibo con sé, che riusciva a mantenersi intatto.

Come vengono preparati gli Onigiri? Cosa c’è al loro interno?

Seppure noi conosciamo soltanto la forma triangolare, in Giappone ne vengono venduti di diversi tipi: possiamo trovarlo in forma cilindrica e sferica. Gli ingredienti del “cuore” dell’Onigiri non prevedono mai la carne, ma un mix di pescato.

Queste polpette di riso vengono preparate per i figli come pranzo al sacco per la scuola; in questo caso, vengono adornate dall’alga nori in modo molto particolare. Sono famose le palle di riso decorate, che ricordano un panda, per stimolare l’immaginazione dei bambini. Dopotutto, l’estetica giapponese è uno dei punti fondamentali di questa cultura, che si riscontra anche e soprattutto nel cibo.

Non avete mai fatto caso alla bellezza del sushi? Molti lo definiscono addirittura più bello che buono, ma è un gusto personale. Gli Onigiri vengono adornati da sorrisi, o da uno sguardo triste, grazie all’utilizzo dell’alga nori, che viene sapientemente tagliata. È un modo molto simpatico di servire il cibo, dopotutto!

Cucina Giapponese

Le più note pietanze giapponesi: alcune non le conosci affatto!

24/05/2018

Vai al ristorante giapponese ogni tanto e pensi di sapere tutto sull’omonima cucina? Bhe, sbagliato. Molto di quello che leggi sul menù giapponese è il frutto di un accostamento occidentale o prettamente americano. Per esempio, il California Roll, il famoso uramaki con maguro o sake e avocado, è in realtà totalmente americano.

Le ricette meno conosciute della cucina giapponese

Per permettere agli occidentali di gustare la loro cucina, gli chef giapponesi hanno adattato il sushi agli ingredienti del luogo. È il caso dell’avocado per il California Roll, o del Philadelphia, che raramente troviamo in Giappone.

Molti uramaki coloratissimi vengono proposti per attirare il grande pubblico ad assaggiare il sushi. Rimarrete sorpresi di scoprire che nei ristoranti in Giappone si pensa a dare risalto al pesce, più che ai condimenti strani.

A parte il sushi, che conosciamo, bene o male, tutti, ci sono molte ricette davvero gustose e particolari di cui non abbiamo mai sentito parlare.

  • Anmitsu: tra i dessert giapponesi più famosi al mondo c’è l’anmitsu. Questo dessert è molto particolare e gustoso. La sua riproduzione è prettamente estetica e scenica, come ogni ricetta giapponese. Vengono serviti dei cubetti di gelatina bianca, l’agar, che possiamo ottenere dalle alghe rosse. Solitamente, i cubetti vengono accompagnati da succo di frutta, acqua, marmellata dolce di fagioli rossi azuki.

I grandi classici della cucina giapponese: Dango, Donburi, Katsudon

  • Dobin Mushi: questa zuppa è davvero molto saporita. È considerata un classico della cucina giapponese. Viene servita in una teiera, dal nome ‘dobin’: i suoi ingredienti sono funghi matsutake, germogli e pesce. C’è molto limone dentro;
  • Dango: questo specialissimo ‘gnocco’ giapponese viene preparato grazie alla farina di riso. Sono serviti allo spiedo e vengono normalmente accostati al tè verde;
  • Donburi: viene considerato un piatto unico e casalingo, di facile preparazione ma molto nutriente. Bisogna cuocere il pollo, la salsa di soia, il mirin o il sake, nel classico brodo giapponese, il dashi. Non appena il pollo è pronto, vengono sbattute delle uova; dopodiché, il tutto viene servito in una ciotola con, ovviamente, del riso;
  • Katsudon: fino a qualche tempo fa veniva totalmente ignorata dai ristoranti giapponesi in Italia. Tuttavia, con gli anime e i manga, molti piatti destato l’interesse degli italiani, soprattutto i più giovani, che hanno richiesto la preparazione di questo piatto. La katsudon viene servita con riso, uovo, tonktzu; sopra al tutto, viene posta una cotoletta di maiale fritta. Vi assicuriamo che è una vera bontà!
Miso Giapponese

Il miso: una particolare zuppa giapponese

20/05/2018

La zuppa di miso è un classico della cucina giapponese e appartiene alla sfera dei piatti caldi. Se credete che i giapponesi mangino sushi tutto l’anno, vi sbagliate: ramen, zuppe, carni e pesci grigliate… esistono delle varietà di piatti caldi davvero gustosi e ottimi!

La zuppa di miso, per altro, è conosciuta per le sue proprietà: alcuni giapponesi ci fanno addirittura colazione, per i benefici che apporta all’organismo. Questa particolare pietanza è davvero ottima: il miso, infatti, contiene proteine nobili ed enzimi. Il suo utilizzo è consigliato a chi soffre di disturbi intestinali; la flora batterica vi ringrazierà!

Le caratteristiche e i benefici della zuppa di miso

Ma cosa c’è al suo interno? Questo piatto non appesantisce molto lo stomaco, ed è considerato tendenzialmente leggero. Tuttavia, la sua sapidità è elevata, proprio per gli ingredienti usati durante la sua preparazione e per il miso, che altri non è che una pasta di soia fermentata. Questa sostanza viene usata nella cucina giapponese principalmente per marinare o gratinare.

Conosciuta con il termine misoshiru in Giappone, questa zuppa viene preparata grazie a uno speciale brodo in cui si immergono alga wakame e il miso. Il miso non è altro che una sostanza a base di semi di soia e cereali, ovvero orzo e riso, che grazie all’azione di un fungo viene fatto fermentare per moltissimo tempo.

La fermentazione deve essere lunga, per garantire una zuppa di miso di alta qualità. Il miso, prima di essere sciolto nel brodo, è una pasta molle che viene fatta fermentare in abbondante acqua salata. Per questo, normalmente, non si aggiungono ulteriori condimenti alla zuppa.

Quali sono gli ingredienti di una buona zuppa di miso?

Alcuni ingredienti standard che vengono utilizzati per la preparazione della zuppa di miso sono: daikon, porro, zenzero, carote e, ovviamente, l’immancabile tofu. L’ingrediente fondamentale, invece, che non deve mai mancare in una buona zuppa di miso, è il dashi. Il dashi è un cibo composto da scaglie di tonnetto striato essiccato, conosciuto con il nome di katsuobushi. L’alga, invece, è kombu, non la classica nori che ritroviamo nel sushi.

Per cucinare questo piatto, dovrete comprare il miso, che viene venduto dai market asiatici a un costo davvero irrisorio.

Preparare la zuppa di miso non richiede molto tempo, solo un’attenta scelta degli ingredienti, perché potrebbero alternarne o pregiudicarne il sapore. È ottima anche per un pranzo al volo; i giapponesi la portano in ufficio!

Futomaki Miyama

Futomaki, hosomaki e uramaki: ecco le differenze

15/05/2018

La cucina giapponese non si limita a servire solo il classico sushi, ma ha moltissime varianti di piatti freddi e caldi. Tuttavia, nella categoria sushi, possiamo trovare davvero un sacco di differenze, in base al nome del piatto. Quando andiamo in un ristorante giapponese, normalmente i nomi vengono accompagnati da una foto, per comprendere la peculiarità del piatto.

Sushi: qual è la differenza tra futomaki, hosomaki e uramaki?

In questo articolo, vorremmo darvi una mano a scoprire le differenze sostanziali tra futomaki, hosomaki e uramaki. Le tre tipologie che abbiamo elencato presentano caratteristiche simili; gli ingredienti utilizzati sono quasi gli stessi, ma varia la loro forma.

  • Futomaki: questo tipo di sushi è stato pensato per essere il classico cibo da passeggio. Infatti, rispetto agli altri due, è molto più grande e una porzione da sei tende a riempire chi lo ordina. Arrotolato fino ad avere la parvenza di una polpetta cilindrica, l’alga nori all’esterno lo rende più croccante. Il ripieno non è sempre lo stesso e molti ristoranti lo servono impanato e fritto;
  • Hosomaki: questo tipo di sushi ricorda un futomaki in una versione ridotta. All’interno potrete trovare al massimo due ingredienti, se non il classico pesce crudo, come tonno, salmone, o nella proposta vegetariana solo l’avocado. Anche l’hosomaki ha l’alga nori all’esterno. Solitamente, viene servito anche impanato e fritto, con la philadelphia come topping, o la tartare di salmone nella tipologia più ricercata;
  • Uramaki: questo speciale sushi è arrotolato su se stesso, con l’alga nori posta all’interno. All’esterno, trovate solo il riso bianco, con diversi topping, a seconda degli ingredienti all’interno. L’uramaki è il sushi che nei ristoranti giapponesi vanta più proposte. Dal classico con salmone/tonno e avocado, molti chef giapponesi si spingono fino alla creazione di piatti davvero unici e innovativi.

Come viene preparato il riso per il sushi?

Come vedete, le tre tipologie di sushi elencate hanno molti elementi in comune – sicuramente l’alga nori è tra gli ingredienti base di un buon sushi – ma cambia la loro forma e la loro dimensione.

Sapevi che la parola sushi in Giappone viene tradotta con “aspro”? Questo termine è dovuto agli ingredienti con cui viene cotto il riso, ovvero aceto di riso, zucchero, sale, kombu e sake. È merito loro se il riso ha quella nota “acidula”, che con il pesce crudo e la salsa di soia si sposa benissimo!

Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza sulle tipologie di sushi.

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Ramen

Ramen: tutte le tipologie di questo particolare piatto giapponese

12/05/2018

La cucina giapponese vanta moltissimi piatti. Quando discutiamo di cibo giapponese, il nostro primo pensiero è ovviamente il sushi, ma ci stiamo limitando alla sfera dei piatti freddi. In realtà, in Giappone, sono presenti una varietà di piatti caldi davvero gustosi, come il Ramen. Il Ramen, che è stato lanciato in tutto il mondo ANIME, ci ha messo un po’ ad arrivare in Italia. Ovviamente, il piatto è piaciuto subito, per la sapidità particolare e le varianti proposte dai ristoranti giapponesi.

Ramen: un piatto gustoso nei mesi invernali

L’origine del ramen, in realtà, si attribuisce alla Cina: in una ciotola, si mettono brodo, carni varie e verdure, con l’aggiunta di tagliatelle speciali, conosciuti come noodles. Originariamente, il ramen era conosciuto come il classico cibo di strada, perché veniva venduto dai chioschi in comode ciotole da asporto.

Ramen di Pollo

La cucina giapponese è famosa in tutto il mondo per gli ingredienti che utilizza; in poche parole, mira a creare un’esplosione di sapori davvero unica. I quattro elementi fondamentali per la riuscita di un ottimo ramen sono il brodo, il tare, i noodles e i condimenti.

Come per tutte le ricette, ogni regione giapponese ha la propria tipologia di ramen. In Giappone, una delle regole di vita è di non buttare mai via nulla, ed è su questa regola che si fonda la preparazione del ramen. Infatti, molto spesso, è di uso comune trovare all’interno degli avanzi della sera prima.

Le varie tipologie di Ramen presenti in Giappone

Di seguito, vi elenchiamo qualche tipologia di ramen delle varie regioni:

  • Tokyo Ramen: gli ingredienti che troverete in questo ramen sono scalogno, alga nori, arrosto di maiale, germogli di bamboo e salsa di soia. Questo è anche il ramen più presente nei ristoranti giapponesi in Italia;
  • Tokyo Tsukemen: questo ramen è davvero particolare. Prevede che gli ingredienti siano slegati tra di loro: il brodo viene servito a parte, con la soba fredda e l’alga nori collocate in un’altra ciotola;
  • Nagoya Taiwan Ramen: un ramen molto particolare, inventato da un famoso chef taiwanese negli anni ’70. Tra gli ingredienti, sono presenti macinato di maiale, erba cipollina cinese, peperoncino, scalogno e aglio. Una variante davvero gustosa e “piccante”;
  • Kyoto Ramen: Kyoto è una frazione di Tokyo molto elegante, di raffinata estetica. Qui il ramen somiglia molto a quello di Tokyo, con la differenza che è possibile trovare spezie, aglio, pasta di fagioli rossi e pepe bianco al suo interno.
Sashimi e Tartare

Sashimi e Tartare: il sushi perfetto per l’estate

07/05/2018

Con l’avvicinarsi dell’estate, molti italiani pensano ai classici piatti freddi, da preparare in un batter d’occhio e che ci aiutino ad arrivare appagati e non affamati alla fine della giornata. In questo scenario di caldo e di afa, si figurano due classici della cucina giapponese, che potrebbero venire in aiuto, soprattutto a chi ama il sushi. Stiamo parlando di sashimi e tartare, due cibi che troverete comunemente in tutti i ristoranti giapponesi.

Sashimi e Tartare: piatti giapponesi per l’estate

Il sashimi, solitamente, è composto da otto pezzi di pesce crudo: i più comuni sono tonno, salmone e branzino, ma alcuni ristoranti offrono la possibilità di ordinare anche gambero crudo e polipo. Il pesce crudo, preventivamente abbattuto, ha pochissime calorie e apporta inoltre una dose massiccia di Omega 3, che aiuta il cervello a riflettere bene.

In estate, è sconsigliato cibarsi di piatti molto calorici, perché il corpo, già privato dal caldo, faticherà a mettere in moto la digestione, causando un rallentamento e una sensazione di appesantimento davvero fastidiosa.

Dopo l’avvento dei diversi ristoranti giapponesi, sempre più italiani hanno integrato il sushi nella loro dieta settimanale, concedendoselo almeno per una sera. Il sushi è un alimento che non ha tantissime calorie da smaltire al pari della pasta: ordinare un box di sushi è un ottimo modo per mangiare sano ed evitare di appesantirsi troppo.

Come preparare il sashimi e la tartare

Un altro alimento della cucina giapponese che riscuote molto successo è la tartare. Anche questa, sapientemente preparata, è davvero un piatto leggero e gustoso. Gli ingredienti classici della tartare sono: salmone, tonno, avocato, e salsa di soia. Alcuni aggiungono un po’ di riso venere, ma con il riso potremmo definirla più una cirashi. La cirashi, per esempio, è la classica schiscetta dei giapponesi: con pochissimi ingredienti riescono ad arrivare sazi fino a sera. E che belle composizioni si possono creare con l’utilizzo dell’alga!

Con il caldo, è bene mantenersi leggeri ed evitare possibili indigestioni. Ripiegare sui piatti giapponesi, può rivelarsi davvero un’ottima idea. Ordinate del sashimi e della tartare dal vostro ristorante di fiducia, o provate a preparare questi piatti voi stessi.

La bontà della cucina giapponese

Su internet, troverete molti consigli sulla tecnica di abbattimento del pesce, che è un punto fondamentale della preparazione del sushi.

Dopodiché, potrete gustare il vostro sashimi e la vostra tartare: ottime a cena e a pranzo, senza preferenze, diventeranno un must dell’estate!

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Passione miyama giapponese

Il sushi fa ingrassare?

03/05/2018

Il sushi è diventato il cibo del momento: da qualche anno a questa parte, complici i ristoranti giappo-cinesi, molti italiani si sono innamorati di questo alimento. Presente sia nella classica forma All You Can Eat, o con il menù Alla Carta, c’è da dire che in molti non si sanno regolare sul consumo del sushi.

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