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Scopriamo le caratteristiche della birra giapponese

25/09/2020

Forse non tutti sanno che una delle bevande più consumate e gradite dai giapponesi non è non il sakè, la celebre e tradizionale bevanda di riso fermentato, ma la birra. Soprattutto negli ultimi tempi, le birre giapponesi sono diventate molto popolari e apprezzate non solo a livello nazionale, ma in tutto il mondo, e molti produttori di sakè hanno esteso l’attività tradizionale a quella di birrificio.

 

Gran parte delle birre locali hanno una produzione stagionale, concentrata soprattutto in autunno, epoca in cui si producono maggiormente le birre dal contenuto alcolico più alto.

 

Vi invitiamo a gustare la migliore birra del Giappone per accompagnare le specialità proposte dal nostro ristorante giapponese. Tuttavia, la birra non costituisce comunque una novità per il Giappone: era già conosciuta, consumata e prodotta intorno al 1600.

 

Le principali varietà di birra giapponese

 

Le birre giapponesi più note anche in occidente, tra cui i rinomati marchi Sapporo, Asahi e Kirin, rientrano nella categoria delle birre Lager a bassa fermentazione, e vengono prodotte con metodi occidentali. Le birre di riso, la cui tecnica produttiva è simile a quella del sake, sono piuttosto chiare e leggere, con un retrogusto lievemente amaro.

 

Le birre artigianali in Giappone vengono prodotte da poco più di 20 anni, oggi i microbirrifici del Giappone sono abbastanza numerosi e offrono un prodotto di alta qualità, molto apprezzato anche al di fuori dai confini nazionali.

 

Le diverse varietà di birre giapponesi si distinguono per la quantità di malto che contengono: la normativa locale, molto precisa, permette di chiamare “birra” solo le bevande la cui percentuale di malto superi il 67%.

 

Al di sotto di questa percentuale, non si tratta di birra ma di happoshu: anche le birre importate dall’estero che non superino tale soglia, vengono etichettate e categorizzate come happoshu.

 

Negli ultimi anni è nata anche una birra a base di soia, inserita nella categoria di bevande dette happousei in quanto non rientra nelle due precedenti.

 

Birre artigianali e microbirrifici

 

La possibilità di produrre artigianalmente la birra concessa dalla normativa giapponese verso la metà degli anni Novanta ha consentito la nascita e lo sviluppo di oltre 200 microbirrifici che oggi producono ogni genere di birra.

 

Grazie alla collaborazione tra le piccole imprese e la concessione delle licenze anche a ristoranti e bar, attualmente in Giappone coesistono tranquillamente sia i grandi marchi industriali, sia i produttori artigianali e i microbirrifici.

 

La popolarità della birra in tutto il Giappone viene confermata anche dal grande afflusso di pubblico nei diversi festival organizzati ogni anno, in particolare a Tokyo, a Osaka e a Yokohama.