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I dolci della cucina giapponese

07/03/2022

Decisamente caratteristica, la pasticceria giapponese si contraddistingue per la grandissima attenzione data in primis alla cura dell’aspetto e alla presentazione per quanto riguarda il lato estetico ma anche per l’uso moderato dello zucchero per quanto riguarda gli ingredienti da usare.

Molti dolci appartengono alla tradizione giapponese da secoli e vengono creati attraverso preparazioni davvero curiose, capaci di offrire al palato dei sapori, degli accostamenti e delle consistenze per noi quasi del tutto sconosciute. Usare poco zucchero infatti rende la maggior parte delle pietanze moderatamente dolci; di solito servite in mono porzioni, a ciascuna di esse è data una cura e un’attenzione quasi maniacale

I dessert tipici: Castella e Chinsuko

Dalla forma rettangolare e dalla lunghezza di ventisette centimetri a base di farina, uovo, zucchero e sciroppo di amido: ecco il Castella, un dolce che secondo la tradizione sarebbe stato importato dai mercanti portoghesi a Nagasaki nel lontano XVI secolo. Semplice e gustoso fa ormai parte della tradizione nipponica. Altro dolce che risale alla notte dei tempi è il Chinsuko: un biscottino di Okinawa che si sposa alla perfezione con un buon tè caldo. Composto da farina, zucchero e strutto viene cotto per pochi minuti in forno. Ne esistono due varianti, una con l’aggiunta di matcha ed una con i semi di sesamo tostati.

Ma uno dei dolci che più rappresentano il Giappone è il Doroyaki: due morbidi pancake farciti con anko, una pasta dolce di fagioli azuki. Secondo la tradizione risale al gong di un samurai e, grazie ad una storica pasticceria di Tokyo, dal 1914 questo dolce dovrebbe comporsi di due strati.

Mochi, un dolce per ogni occasione

Originariamente preparato per festeggiare il capodanno, con il passare degli anni è diventato un dolce per tutte le occasioni e per tutte le stagioni. La sua preparazione prevede che il riso, una volta bollito, venga pestato nel mortaio per poi formare delle piccole polpette da guarnire con molteplici varianti tra cui fagioli rossi (batamochi), foglie di ciliegio marinate (sakuramochi).

Esiste poi la sua versione più ricca, con il daikafuit: in questo caso il ripieno prevede l’anko e la decorazione dei pezzi frutta con amido di masi e zucchero a velo. Se amate la frutta a pezzi, la potrete trovare assaggiando l’anmitsu, che di solito viene preparato con ananas, pesca e ciliegie amalgamate con la gelatina agar e del succo di mela, il tutto insaporito da una preparazione di fagioli azuki.

 

cucina del giappone

Zuppe e cucina giapponese: il ramen

28/02/2022

Nella cucina del Sol Levante esiste un piatto che ricorda in qualche modo le nostre zuppe calde. Si esattamente, hai indovinato: stiamo parlando del ramen. Di cosa si tratta? Si tratta di un brodo di carne, di pollo, di maiale, o di pesce, che accompagna i noodles di frumento ovvero i tipici tagliolini in versione nipponica e diversi ingredienti tra i quali possiamo trovare uova sode, alghe, pezzi di carne o di pesce bolliti e verdure di vario genere.

Inoltre, il sapore del ramen può essere reso ancora più appetitoso attraverso l’uso di spezie come lo zenzero, il saké, la salsa di soia, il miso. Di solito servito in ciotole di ceramica con decorazioni caratteristiche, con un coperchio per mantenere il calore della zuppa ed un cucchiaio anch’esso di ceramica, si dimostra un piatto davvero capace di deliziare il nostro palato. Nato in Cina, solo successivamente è entrato a pieno titolo tra i piatti nazionali giapponesi a tal punto che nel 1994 a Yokohama è stato aperto anche un Museo del Ramen.

Ramen: ingredienti principali

I due ingredienti base di questa zuppa sono le tagliatelle e il brodo. Le tagliatelle sono realizzate con farina di frumento, sale ed uno specifico tipo di acqua alcalina chiamata kansui che conferisce il colore giallognolo e la consistenza soda a questo tipo di pasta. La forma dei noodles non deve rispettare canoni specifici, infatti possono essere più o meno lunghi, sottili o spessi, dritti o ondulati. Anche per quanto riguarda il brodo, le possibilità sono molteplici: può essere di carne e quindi a base di pollo, manzo o maiale, oppure di pesce come tonno, alghe o sardine; per aggiungere un ulteriore tocco di sapore, il brodo inoltre può essere aromatizzato attraverso l’uso di funghi, cipolle, cavoli, carote, germogli, semi di bambù, aglio, miso, zenzero, semi di sesamo, curry e così via a seconda dei propri gusti e della fantasia di chi prepara il piatto.

Ramen: le varianti

Come detto, gli ingredienti da poter usare e mescolare tra loro sono davvero tanti e di conseguenza lo sono anche i tipi di ramen da poter servire per riscaldarsi in inverno, ma vediamo quali sono i più diffusi.

  • Ramen Tonkotsu: è un brodo di ossa e carne di maiale cotte per tanto tempo, con tagliatelle lunghe e sottili condite con olio nero, aglio e semi di sesamo saltati in padella
  • Ramen Shio: è più chiaro grazie alla base di carne di pollo mischiato al pesce, anche qui le tagliatelle sono lunghe e dritte condite con alghe, salsa di soia e prugne sott’aceto
  • Ramen Miso: può essere fatto sia con il pesce che con il pollo, le tagliatelle sono spesse e arricciate e hanno un sapore tendenzialmente dolce grazie alla guarnizione di burro, porro, fagioli e cavoli
  • Ramen Shoyu: appare scuro perché è fatto con manzo e salsa di soia, le tagliatelle arricciate sono condite con alghe, germogli di bambù, fagioli, uova sode e spezie piccanti conferendogli un sapore piuttosto intenso e deciso

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Il ristorante giapponese Miyama a casa Tua

07/02/2022

Il cibo da asporto, che fino a qualche anno fa non rientrava tra le nostre abitudini usuali, è diventato negli ultimi due anni, grazie all’effetto Pandemia, parte della nostra routine. “Colpa” delle chiusure obbligate a cui ognuno di noi ha assistito per mesi e mesi, pian piano ci siamo abituati a scegliere con calma cosa desiderassimo mangiare per poi ordinare i nostri piatti preferiti a ristoranti e locali con una semplice telefonata o attraverso le numerosissime app di delivery che troviamo comodamente online.

Un servizio indubbiamente funzionale e pratico, in quanto ci offre un’immensa varietà di scelta tra tanti tipi di cucine, compresa ovviamente quella giapponese. Ma diciamoci la verità: anche senza Pandemia, una cenetta a base di sushi può essere un’idea simpatica, gustosa e rapida da consumare senza fare lo slalom nel traffico caotico!

Il Sushi a casa grazie ai ristoranti Miyama

Non tutti i ristoranti restano aperti sia a pranzo che a cena, ma se quello che cercate è un’attività in grado di soddisfare i vostri desideri culinari tutti i giorni della settimana e in qualsiasi momento della giornata, allora Miyama è la soluzione ideale. In via Caldera, 1 a Milano, il nostro ristorante è aperto dalle 12.00 alle 14.45 e dalle 18.30 alle 23.30; questi i nostri orari a cui potrai cui potrai rivolgerti nel caso desideri ordinare cucina giapponese da mangiare direttamente a casa.

Miyama è in grado di soddisfare tutti i gusti e tutti i desideri, grazie ad un’ampia gamma di pietanze tipiche giapponesi e varie opzioni tra le quali poter scegliere. Il servizio è disponibile grazie al delivery prenotabile attraverso il nostro sito sul quale è sempre possibile vedere il menu completo e scegliere con tutta calma cosa poter ordinare.

L’offerta di Miyama per il servizio da asporto

Le possibilità offerte dalla cucina giapponese sono già di per sé molto numerose, ma Miyama amplia ulteriormente il menù di pietanze tra le quali poter scegliere. Diversi tipi di antipasti, zuppe, verdure, dolci ma anche birre e vini da abbinare ai pasti per esaltarne ancora di più i sapori estremamente gustosi. Insomma un’offerta veramente ricca e variegata, in grado di andare incontro ai gusti di ogni palato per godersi un pranzo in stile giapponese senza nemmeno dover uscire di casa con la garanzia della cucina di qualità di Miyama!

Preordina telefonicamente chiamando lo 0223163855 oppure scrivici su Whatsapp al 3515966117.

Suggeriamo di effettuare gli ordini dalle 12:00 alle 18:00 per un minimo di ordine pari a 50€ per il Delivery. Chiamaci per scoprire se la tua zona è coperta dal nostro servizio Delivery.

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Sushi

Vademecum del sushi: cinque regole importanti per consumare questa specialità

18/01/2022

Piatto tipico della cucina tradizionale giapponese, il sushi si è diffuso, soprattutto negli ultimi anni, anche in occidente, raggiungendo un’elevata popolarità e trasformandosi in una vera e propria tendenza. Al punto che oggi si trovano praticamente ovunque sushi bar dove la nota specialità giapponese viene servita come aperitivo, oltre a ristoranti, etnici e non, che propongono ogni possibile variante di sushi, persino vegetariana e vegana.

 

Gli estimatori di questa prelibatezza sanno bene che non tutto il sushi disponibile in commercio è raccomandabile, e che per gustare tutta la fragranza e l’aroma di questo alimento singolare è necessaria la qualità elevata di ogni ingrediente e la massima cura nella preparazione. Ma non solo: anche la consumazione stessa del sushi richiede una certa cura e il rispetto di alcune semplici regole.

 

Prima di tutto, il sushi si gusta con le bacchette tradizionali ma, per chi avesse poca dimestichezza nel manovrarle, è possibile ricorrere direttamente alle mani, considerando che in Giappone si tratta di un vero e proprio finger food. Si raccomanda invece di evitare, se possibile, l’uso delle posate, e soprattutto di non usare le bacchette per infilzare i bocconi.

 

Un’altra regola fondamentale è quella di mangiare i bocconcini di sushi in una sola volta, senza morderli: per questo, il sushi migliore viene confezionato in bocconi di dimensioni ideali, da finire subito senza necessità di spezzarli. Se proprio fossero troppo grandi, è opportuno chiedere al cameriere di tagliarli.

 

Talvolta, si consuma sushi preparato con varietà di pesce differenti. Per passare da un sapore all’altro senza comprometterne le caratteristiche, gli chef consigliano di masticare un piccolo frammento di zenzero, che purifica il senso del gusto e permette di gustare in successione sushi preparato con pesci diversi.

 

Consumando il sushi si raccomanda di non eccedere con la salsa di soia, anzi, in realtà solo il pesce dovrebbe essere immerso nella salsa di soia, mentre nel caso del sushi roll, si consiglia di limitarla al minimo. È invece inutile aggiungere il wasabi durante la degustazione, in quanto costituisce già un ingrediente del sushi stesso. Wasabi e salsa di soia non devono mai essere mescolati.

 

Chi ama accompagnare la cucina giapponese con il sakè può farlo, ma è da evitarsi per le specialità a base di riso, trattandosi di una bevanda prodotta proprio con il riso.

 

Il nostro ristorante giapponese a Milano propone una ricca scelta di sushi, sashimi e specialità giapponesi di alto livello, offrendo tutti i suggerimenti utili per la consumazione. Accogliamo i clienti in un locale piacevole e raffinato in zona San Siro e utilizziamo solo pesce freschissimo e ingredienti garantiti per la qualità elevata.

 

 

cucina del giappone

Perché la cucina del Giappone è considerata salutare

30/12/2021

Oltre al gusto e all’estetica, la cucina del Giappone vanta doti particolari che la rendono ottima per la salute, anzi, probabilmente una tra le più salutari al mondo. 

Considerata dal 2013 un Patrimonio dell’Umanità Unesco, la cucina del Giappone è un vera opera d’arte gastronomica ed estetica, le cui caratteristiche si addicono a chiunque desideri scegliere piatti ricchi di gusto senza tralasciare l’aspetto del benessere. 

Venite a scoprire le qualità dei piatti giapponesi da Miyama, il ristorante giapponese di Milano San Siro, dove ogni giorno lo chef propone specialità invitanti e curate in ogni minimo dettaglio.

Proponiamo menù personalizzati, degustazioni e consigli per la scelta, offrendo la possibilità di ordinare i piatti preferiti da consumare a casa con il servizio di delivery e di take away. 

Scopriamo ora insieme perché la cucina del Giappone è da considerarsi amica della salute e dell’armonia psicofisica. 

Cucina del Giappone: gusto, equilibrio e benessere

Le ragioni per cui la cucina del Giappone risulti particolarmente benefica per la natura sono diverse.

Una è costituita dalla quantità ridotta delle porzioni. Il bento, ad esempio, ovvero il lunch box giapponese, contiene una serie di piatti diversi in quantità limitata: una sorta di assaggi, abbinati per creare un perfetto mix di sapori e un pasto completo, ben assortito ed equilibrato sotto l’aspetto nutrizionale. 

Il pesce è uno degli ingredienti principali nella cucina del Giappone e, come sappiamo, è ricco di proteine, acidi grassi e altri preziosi elementi nutritivi, abbassa il colesterolo e protegge da molte patologie. 

Oltre al pesce, la cucina del Giappone è ricca di vegetali, e in particolare di alghe, che apportano grande beneficio a tutto l’organismo, inoltre molti piatti sono costituiti da riso, soia e spaghetti di grano saraceno. 

Anche le cotture sono molto leggere, perfino le fritture, molto diffuse, vengono preparate con una tecnica tale da essere digeribili e poco grasse. 

Abbondanza di tè verde

Il tè verde è un vero toccasana per la salute, ed è un a bevanda diffusissima nella cucina del Giappone anche come ingrediente, oltre ad essere gustata in ogni momento della giornata

Il tè verde è antiossidante e ricco di vitamine benefiche, insieme ai miso e alle prugne fermentate è uno degli elementi più benefici della gastronomia giapponese ed è consigliato a tutti per la sua azione depurativa e antiossidante. 

abbinamento dei vini

Abbinamento dei vini con le tradizionali specialità giapponesi

15/12/2021

L’abbinamento dei vini con le specialità giapponesi appare talvolta un po’ insolito, considerando la grande diffusione del sake, il tipico distillato di riso. Tuttavia la delicatezza e la raffinatezza di questa cucina si trovano in perfetta armonia anche con alcune tipologie di vino e di birra. 

La cucina giapponese tra gli ingredienti principali, include in prevalenza pesce crudo, oltre ad alghe, riso, soia, verdure e tè verde.

Si tratta, come sappiamo, di una cucina particolare, che riserva una notevole attenzione all’estetica e alla presentazione dei cibi in tavola e viene preparata con estrema accuratezza, tecniche particolari di taglio dei vari ingredienti e precisione nell’accostamento dei colori e delle forme. 

Come è facilmente intuibile, l’abbinamento dei vini con il cibo giapponese si riferisce quasi esclusivamente ai vini bianchi, poiché nella maggior parte dei casi le specialità giapponesi sono a base di riso e di pesce e, in ogni caso, rappresenta una scelta inedita e creativa. 

Il nostro ristorante giapponese a San Siro Milano invita gli ospiti a scoprire l’abbinamento dei vini o delle birre ideali, offrendo momenti di degustazione e un’ampia scelta per quanto riguarda il menù.

Siamo disponibili per offrire i nostri suggerimenti nella scelta del menù e nel relativo accostamento con vini e bevande adatti ad ogni singola portata. 

I piatti giapponesi e l’abbinamento dei vini

In realtà, l’abbinamento dei vini con le pietanze giapponesi è una tendenza piuttosto recente. In precedenza, la consuetudine era principalmente quella di bere il brodo della zuppa, sakè e più raramente birra.

Nel corso del tempo ,anche i gli chef giapponesi hanno iniziato ad affidarsi a qualche esperto di vino, soprattutto italiano, per creare gli abbinamenti migliori. 

Indicativamente, si può dire che con il sushi e il sashimi, si accostino vini bianchi piuttosto acidi, come il Sauvignon, oppure uno spumante classico di Franciacorta.

Con i piatti più saporiti e piccanti, ad esempio in presenza di salsa wasabi, è indicato un vino dall’aroma più marcato, come una Malvasia o un moscato. Per i piatti grigliati a base di carne, è consigliato invece l’abbinamento con vino rosso, quale può essere un Sangiovese.

Cosa è il sake e quando si beve

L’alternativa a vino o birra è il sake, la caratteristica bevanda giapponese, ottenuta dalla fermentazione del riso, con una gradazione alcolica pari a circa il 18%.

Il sake viene utilizzato spesso anche in molte ricette, soprattutto per le zuppe e in alcuni piatti a base di pesce o di carne. Negli ultimi anni si è comunque molto diffusa anche l’abitudine di accompagnare numerosi piatti alla classica birra giapponese. 

stile giapponese

Cucinare in stile giapponese: quali sono gli utensili necessari

12/11/2021

Lo stile giapponese in cucina richiede la presenza di diversi attrezzi, indispensabili per svolgere tutte le lavorazioni tipiche della tradizione di questo paese, che necessitano prima di tutto di precisione.

Chiunque desideri provare a preparare le specialità giapponesi a casa deve quindi dotarsi di coltelli e di accessori per il taglio dei vari ingredienti, che può variare in base alle specifiche ricette.

Oltre ad avere a disposizione, naturalmente, contenitori e dosatori, una bilancia e altri strumenti che garantiscano il minimo margine di errore nelle dosi.

Un altro riguardo merita poi il servizio al tavolo: anche in questo caso è opportuno disporre di alcuni utensili specifici. 

Se desideri dotare la tua cucina di tutto quanto ti può servire per operare in perfetto stile giapponese, vieni a trovarci e chiedi consiglio al nostro staff.

Il ristorante giapponese Miyama di Milano San Siro è aperto a pranzo e a cena e offre inoltre il servizio di delivery e di take away, ideale per la pausa pranzo o per una cena in famiglia. 

Cucinare in stile giapponese: l’importanza delle dosi

Gli strumenti per misurare e pesare i vari ingredienti sono il primo elemento da prendere in considerazione in una cucina attrezzata in stile giapponese.

Per lavorare con precisione ed efficacia, è importante avere una bilancia da cucina il più possibile affidabile, oltre ad una brocca o un bicchiere graduati per misurare con precisione le quantità di prodotti liquidi o solidi. 

Tuttavia, in mancanza di accessori, si può comunque tenere presente che un bicchiere contiene 200 ml di liquido, un cucchiaino da tè 5 ml e un cucchiaio da tavola 15 ml. 

Oltre agli utensili per pesare, è importante dotare la propria cucina di coltelli, pelapatate, grattugie, ciotole e contenitori. 

Coltelleria e attrezzi per una cucina giapponese perfetta

Come sappiamo, le lame rappresentano un elemento fondamentale per cucinare in stile giapponese: i coltelli del Giappone si distinguono per l’alta qualità e la precisione del taglio. Non a caso, la forgia delle lame rappresenta una tradizione storica millenaria. 

Per lavorare bene, è indispensabile disporre di un coltello universale e di qualche lama di precisione per preparare il sushi e per tagliare le verdure. Può essere utile anche una forbice separabile, da utilizzare nelle due parti distinte, e una grattugia per la preparazione di polpette e ripieni. 

Pentola cuociriso elettrica e altre pentole

La pentola cuociriso è una presenza molto utile in ogni cucina in cui si desideri mangiare in stile giapponese.

Il consiglio è quello di scegliere un apparecchio di buona qualità, di una capienza adatta a soddisfare le proprie esigenze. Il cuociriso, come sappiamo, è indicato anche per la preparazione del sushi. 

Per la frittata si consiglia l’uso di un’apposita pentola giapponese, in rame, dalla forma solitamente quadrangolare. 

In merito al servizio in tavola, è importante disporre di ciotole di diversa misura, per servire i vari piatti, le salse e i condimenti, oltre a diversi set di bacchette. 

coltelli giapponesi

Coltelli giapponesi utilizzati in cucina: scopriamo quali sono

28/10/2021

I coltelli giapponesi da cucina si distinguono per le caratteristiche di alta qualità della lama e per l’estetica elegante, tanto da essere i preferiti di molti chef anche in Occidente, oltre a presenziare sempre più spesso nelle cucine residenziali.

In Giappone la forgia delle lame è un’arte millenaria, una caratteristica che rende molto diversi i coltelli giapponesi dalla classica coltelleria da cucina. 

Vuoi scoprire quali sono e come si utilizzano i coltelli giapponesi nelle varie preparazioni? Vieni al ristorante giapponese di Milano San Siro Miyama: il nostro chef e lo staff di cucina saranno lieti di mostrarti le caratteristiche e le doti dei migliori coltelli del Giappone. 

Coltelli giapponesi adatti a tutti gli utilizzi

Il santoku è il coltello universale giapponese, che viene utilizzato praticamente per tutto, dalla carne, al pesce, ai vegetali, un po’ come avviene con il classico coltello da cucina europeo.

É un coltello leggero e piuttosto piccolo, la cui lama è affilata da entrambi i lati. 

I coltelli giapponesi adatti a lavorare verdure e ortaggi sono il nakiri e l’usuba, apparentemente simili, mentre in realtà il primo viene utilizzato per tagliare normalmente i vegetali e il secondo è un accessorio utilizzato in prevalenza dai professionisti per effettuare lavori di precisione, grazie alla particolare conformazione della lama.

Infatti, la lama del coltello usuba ricorda quella della katana, la spada tradizionale giapponese. 

Coltelli per il pesce e per la carne

Il coltello tipico giapponese per il taglio della carne o del pesce è il deba.

Viene utilizzato spesso dagli operatori dei mercati e dai professionisti in genere, si manovra in genere come una mannaia e permette di effettuare tagli molto precisi, in merito alla lama piuttosto larga, dal filo asimmetrico. 

Esiste inoltre un coltello appositamente progettato per sfilettare il pesce ed eseguire tagli di precisione, come avviene ad esempio per preparare il sushi o il sashimi. Si tratta dello yanagiba è un coltello professionale, usato per preparare i filetti di pesce e in genere per effettuare tagli netti e precisi. 

Suggerimenti per chi vuole utilizzare le lame giapponesi

Avere a disposizione un set di coltelli giapponesi è un’ottima idea per chiunque ami la cucina, considerando che si tratta di lame adatte per lavorare ogni tipo di prodotto.

Naturalmente è molto importante la qualità, sia della struttura che, soprattutto, della lama. Per tale motivo, si consiglia di orientarsi verso produttori qualificati specificamente per questo tipo di coltelleria. 

street food giapponese

Street food giapponese: le specialità da gustare on the road

13/10/2021

Lo street food giapponese, come è avvenuto anche nel resto del mondo, si è diffuso fino a diventare non solo una tendenza, ma una vera e propria cultura. 

Inoltre, anche la più antica tradizione gastronomica del Giappone possiede una serie di piatti ideali da gustare on the road, mentre si passeggia o partecipa ad un evento.

Infatti, esattamente come avviene spesso anche in Italia, qualsiasi festa pubblica o mercato cittadino, non manca mai di essere accompagnato ad una serie di squisite specialità di quello che è il miglior cibo di strada giapponese. 

Il ristorante giapponese a Milano San Siro Miyama è pronto per accogliere gli ospiti a pranzo e a cena, così come per offrire la possibilità di organizzare la pausa pranzo, un aperitivo o una cena in perfetto stile giapponese a casa propria, grazie al servizio di delivery e di take away.

Le specialità dello street food giapponese

Come abbiamo detto, non c’è festa o evento di piazza in Giappone che non sia accompagnato dalle specialità dello street food, da acquistare direttamente presso gli stand allestiti lungo i viali e perfino fuori dai templi. 

Anche lo street food giapponese, naturalmente, si distingue per la raffinatezza dei colori e per la forma essenziale.

Gli spiedini, semplici ed eleganti, sono disponibili in diverse varianti, arricchiti da calamari, sgombri o altri pesci, oppure pollo. La particolarità degli spiedini di pollo è quella di utilizzare praticamente tutte le parti del volatile, comprese le interiora. 

Le polpette alla griglia takoyaki sono preparate con pezzetti di polpo accompagnati da tempura, zenzero, cipolla e uova, decorati con fiocchi di tonnetto o germogli. Esistono comunque diverse varianti delle polpettine di polpo, anche in versione italianizzata, con l’aggiunta di mozzarella e pomodoro.

Per chi apprezza lo street food semplice, che non richiede l’uso né delle bacchette né degli spiedini, le nikuman sono polpettine appetitose, da gustare calde, con un morbido ripieno di carne e spezie, realizzate in tante versioni. 

Anche i dorayaki, i panini dolci ripieni con marmellata di fagioli azuki, e gli gnocchi di riso con salsa di soia o di tè verde, sono da considerarsi un’ottima soluzione per chi apprezza il cibo da consumare lungo il cammino. 

Pranzare on the road con il bento

Chi ama pranzare all’aperto, non può mancare di sperimentare la tipica espressione dello street food giapponese, ovvero il bento: un pasto completo presentato in una confezione elegante e colorata.

Il bento è un pasto in stile giapponese, che include di solito piccole porzioni di riso o pasta, di pesce o carne e, in base alle versione scelte, accompagnate da tempura o altre verdure. 

É abitudine dei giapponesi, durante la stagione estiva, quella di recarsi con il bento a trascorrere la pausa pranzo in un parco o in uno dei tanti giardini cittadini. 

birra giapponese

Birra giapponese: le caratteristiche e i segni di distinzione

28/09/2021

Parlare di birra giapponese può apparire un po’ strano, ma non è affatto così: anche in Giappone, tra i vari punti di incontro gastronomici con l’Occidente che si sono creati nel corso del tempo, la birra costituisce una presenza molto popolare.

Si può dire che la birra, per i giapponesi, sia stata una vera scoperta, e che le varietà prodotte oggi in Giappone possiedano caratteristiche molto singolari.

Pare comunque che le prime birrerie giapponesi siano sorte addirittura intorno al Seicento, in merito all’iniziativa di un birraio olandese. 

In Giappone la produzione della birra è regolata da norme ben precise: prima di tutto, la percentuale di malto non deve essere inferiore al 67%. Infatti, quando tale percentuale è inferiore, non si tratta di birra ma di happoshu.

Non a caso, la principale classificazione delle birre giapponesi è proprio questa: birra autentica e happoshu. 

Birra giapponese e sushi: un abbinamento raffinato e gradevole

Spesso si è portati a pensare che il sushi si armonizzi meglio con il vino, in quanto si tratta di una preparazione che, in prevalenza, contiene pesce.

In realtà, una birra giapponese chiara, ma anche una classica birra Lager, si accostano perfettamente ad un piatto tipico come il sushi o il sashimi. 

In generale, molti piatti della cucina giapponese si legano alla perfezione con la birra locale. Oggi si può dire che il Giappone sia un paese tra i maggiori consumatori di birra, e che questa bevanda svolga un importante ruolo culturale e sociale. 

Festività, ricorrenze ed eventi conviviali, dal compleanno, alle occasioni più significative, alle serate insieme ad amici e colleghi, si riferiscono spesso alla birra, scelta come bevanda principale per accompagnare i momenti importanti della giornata. 

La diffusione della birra artigianale in Giappone

Attualmente anche il Giappone sta assistendo al diffondersi di microbirrifici e bar dedicati essenzialmente alla birra artigianale. 

Anche in questo caso, la filosofia giapponese offre ampio spazio all’estetica: non è raro che i birrifici artigianali producano lattine diversificate in base alla stagione di riferimento, modificandone il design e i colori, e arrivando ad assegnare alle birre anche nomi diversi, legati alla stagionalità.

Un fenomeno che si sta diffondendo nelle grandi città, ma comunque in gran parte del Giappone, è quello dei festival dedicati alla birra artigianale, con eventi live e musica.

Anche il nostro ristorante giapponese di Milano San Siro riserva un ampio spazio alle birre giapponesi e internazionali. Proponiamo ai nostri ospiti abbinamenti curiosi e insoliti tra le migliori specialità della cucina giapponese e le squisite birre artigianali.