Category: Cucina Giapponese

Robata di Pollo con Salsa Teriyaki

Yakitori: come vengono preparati gli spiedini di pollo giapponesi?

16/10/2018

Oggi vi sveliamo un grande classico della cucina giapponese, ovvero gli spiedini di pollo in salsa Teriyaki. Molti credono che la cucina giapponese sia composta soltanto da sushi o da sashimi, ma in realtà non è così, infatti, anche i giapponesi hanno diversi piatti caldi che vengono serviti soprattutto nei mesi più freddi.

Gli spiedini di pollo, in Giappone, sono conosciuti con il termine Yakitori che significa letteralmente pollo grigliato. Rappresentano uno dei grandi classici dello Street Food giapponese: se dovesse capitarvi di fare un viaggio in Giappone, avrete sicuramente l’occasione di vedere i rivenditori di Yakitori lungo gli angoli delle strade.

È una ricetta davvero semplice, molto gustosa, che potrete preparare anche a casa vostra. Di seguito vi diremo tutti gli ingredienti e le modalità di preparazione:
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5 dolci tradizionali giapponesi

16/08/2018

La cucina giapponese è pura estetica. Oltre a essere davvero una bontà, la loro necessità di dare sfogo all’estro e alla creatività in ambito culinario è rinomata in tutto il mondo. Infatti, il sushi, la nota ricetta giapponese, è ancor prima bello da vedere; buonissimo da mangiare, ve lo concediamo, ma è di una sofisticatezza davvero rara.

Quali sono i dolci giapponesi più comuni?

Come nel salato, i giapponesi hanno sfoderato la loro innata eleganza anche nel dolce, creando ricette visivamente spettacolari. I dolci tradizionali giapponesi provengono da una lunga ricerca: sono stati tramandati per generazioni. La cultura del Wagashi è per loro molto importante. La andremo ad approfondire insieme, per comprendere tutte le caratteristiche fondamentali delle ricette di dolci giapponesi.

I dolci occidentali si diversificano moltissimo dai dolci giapponesi. Il Wagashi, che regola queste tradizionali ricette, vieta assolutamente gli ingredienti di origine animale nella realizzazione dei dolci. Ciò significa che, contrariamente alla nostra cultura, i giapponesi utilizzano solo ingredienti di tipo vegetale per i dolci.

Tra i prodotti più utilizzati nella loro creazione, possiamo trovare agar-agar, fagioli azuki, patate dolci, farina di riso, sesamo e soia. Certamente, a noi possono sembrare ingredienti fuori dal comune, ma vi assicuriamo che i dolci giapponesi sono davvero molto buoni e adatti a ogni tipo di palato.

I dolci giapponesi che si servono con il tè

Un’altra caratteristica dei dolci giapponesi sono appunto le classiche mono porzioni. Dimenticate le nostre torte, dimenticate il sapore troppo “zuccherato”; quest’ultimi sono assolutamente studiati per essere gustati da una persona soltanto. Non fanno ingrassare come i nostri dolci, inoltre.

I dolci più comuni durante la cerimonia del tè sono:

  • Taiyachi: questo dolce può essere trovato spesso come street food. È a forma di pesce. Il nome si traduce con “orata al forno”. Viene preparato grazie all’impasto tipico dei pancake. Può essere ripieno di crema pasticcera, ma è nota la versione salata, con salsiccia e formaggio;
  • Dango: le classiche polpettine di riso che vengono poste una di fianco all’altra mediante uno spiedino. Vengono preparate con farina di patate, o di miglio o di sesamo. Sono solitamente di colore rosa, verde e bianco, e vengono ricoperte con lo sciroppo d’acero;
  • Anpan: una sorta di pane dolce, proposto spesso nella classica forma rotonda. Viene riempito con la marmellata di fagioli azuki, conosciuta con il nome di anko;
  • Mochi: questo dolce è molto simile al dango. Può essere accompagnato da foglie di ciliegio, fagioli rossi, frutta e zucchero a velo;

Anmitsu: la gelatina giapponese ottenuta dall’agar.

Il Black Cod: piatto tipico della cucina giapponese

09/08/2018

Il Black Cod si pesca nei mari dell’Alaska, dove questa attività viene considerata molto importante perfino la Costituzione di questo stato. Infatti, la legge si esprime a tal proposito nel modo seguente: «I pesci e tutta la fauna ittica dovranno essere utilizzati, sviluppati e conservati secondo i principi dell’eco-sostenibilità».

Grazie alle sue acque, l’Alaska detiene il primato in fatto di pesce bianco; la pulizia e la temperatura di queste acque favoriscono la naturale riproduzione di questo tipo di pesce in modo spontaneo. Tra i pesci bianchi più pregiati presenti nelle acque dell’Alaska possiamo elencare il Carbonaro, o Pesce Burro. Quest’ultimo viene conosciuto in tutto il mondo con il termine inglese di Black Cod.

Il Black Cod: come un pesce dell’Alaska è diventato famoso in tutto il mondo

Il Black Cod ha trovato territorio fertile nelle profonde acque dell’Alaska: infatti, vive normalmente sotto i 200 metri e la sua alimentazione è molto varia, dagli invertebrati alle meduse e alle seppie.

Attualmente, il Black Cod è definito come il migliore pesce bianco al mondo. La sua polpa è davvero squisita e l’alto contenuto di grassi considerati salutari viene visto di buon occhio dai dietisti di tutto il mondo. I Giapponesi, da sempre amanti del pescato, hanno subito deciso di investire nel Black Cod, facendolo entrare nella cucina tradizionale giapponese.

Infatti, la sua fama si deve proprio ai giapponesi: è stato lo chef Nobu Matsuhisa, del noto ristorante Nobu, a portare alla ribalta il pesce bianco. La sua ricetta più famosa, che venne copiata dagli chef di alto livello, è il Black Cod Miso.

La preparazione del Black Cod è lunga, ma ne vale davvero la pena

La ricetta, infatti, vuole la marinatura del pesce bianco per tre giorni: viene immerso in un preparato di mirin, sake, miso e zucchero. Dopo essere stato marinato così a lungo, la sua polpa assorbe tutti i sapori, donando al palato un’esplosione di gusto inimmaginabile. Il secondo step della sua preparazione lo vuole piastrato; dopodiché, il Black Cod viene servito su foglia di banano con gocce di miso e di zenzero.

Insomma, un piatto elegante, che racchiude in sé tutti i segreti e le caratteristiche della cucina giapponese. Se non lo avete mai assaggiato, vi consigliamo di farlo: il suo gusto è indimenticabile e difficilmente lo troverete stopposo.

In Italia, sono molto pochi i ristoranti giapponesi che servono il Black Cod, uno tra cui si trova a Milano.

Cucina Giapponese e Dieta: come integrarle?

07/07/2018

La cucina giapponese è ormai diventata un must per molti italiani. Alcuni non rinunciano a recarsi al ristorante giapponese almeno una volta a settimana. Altri, invece, hanno cominciato ad appassionarsi a questo genere di cucina tanto da arrivare a preparare da solo qualche prelibatezza.

Quali sono i piatti più dietetici?

Ma come si inserisce la cucina giapponese nella nostra dieta, tipicamente mediterranea? Quante calorie hanno i suoi piatti? Quale valore aggiunto ha per il nostro organismo? Spesso, avrete sentito la frase “la cucina giapponese è soltanto pesce, verdure e riso”. Be’, è molto lontana dalla verità.

La preparazione del sushi richiede molti più ingredienti di quanto ne vediate nel piatto. Recentemente, sono stati interrogati molti nutrizionisti sulla cucina giapponese: è possibile mangiare il sushi durante la dieta? O seguire una dieta giapponese è sbagliato?

La risposta è da considerarsi nel suo insieme. Gli ingredienti di alcuni piatti comportano molte più calorie. Per esempio, laddove sia presente la salsa di soia, le calorie lievitano notevolmente.

Ci sono alcuni piatti su cui vi consigliamo di orientarvi, molto più di altri. Partiamo dal sushi e dal sashimi, i due punti cardine di qualsiasi ristorante giapponese. Il sushi classico, ovvero il Nigiri e l’Hosomaki, non è così pesante come un Uramaki, i cui ingredienti prevedono molte più lavorazioni.

Addio agli uramaki, ottimi nigiri, hosomaki e sashimi

Dunque, ordinare una porzione di questi piatti è un modo per “coccolarci” ma al contempo per non ingrassare. Lo stesso discorso non è possibile affrontarlo per gli Uramaki, che sono tendenzialmente più pesanti. Contrariamente ai Nigiri, che prevedono solamente pesce e riso, negli Uramaki è possibile trovare la maionese, il formaggio, l’avocado, il gambero o il pollo in tempura… insomma, alimenti che hanno molte più calorie e inoltre il fritto non è così salutare quanto è buono, purtroppo.

Un ottimo pasto, invece, può essere rappresentato dall’Onigiri. Questo triangolo di riso ha al suo interno soltanto pesce, oltre a essere ricoperto dalla classica alga nori. Intinto in un pochino di soia può risultare un pasto completo e molto gustoso, oltre che da “passeggio”.

Un altro piatto perfetto per la nostra dieta è il sashimi, a cui possiamo accompagnare l’insalata. Dà molte proteine al nostro corpo e inoltre è molto fresco da mangiare, soprattutto in estate.

Sono sconsigliati, purtroppo, i piatti caldi, tra cui gli udon e gli spiedini teriyaki. La salsina è davvero molto calorica e il vostro metabolismo potrebbe impiegarci molto per digerirla.

Gomma Wakame

Hai mai provato l’insalata Gomma Wakame?

05/07/2018

Tra gli antipasti proposti dai ristoranti giapponesi, potete trovare la famosa Gomma Wakame. In molti sono incuriositi dal nome e si chiedono cosa sia effettivamente e quali proprietà abbia. Sarete sorpresi di scoprire che, oltre ad avere un sapore particolare, è in effetti ottima per la salute del nostro organismo.

Gomma Wakame: l’insalata perfetta per dimagrire

Le calorie della Gomma Wakame si aggirano tra i 40 e i 50 ogni 100 grammi, in assenza di condimento. È particolarmente indicata per coloro che stanno facendo la dieta ipocalorica. L’insalata sazia per definizione: la gomma wakame è molto più saporita delle classiche che acquistiamo al supermercato.

Inoltre, può essere condita con vari ingredienti di origine giapponese, per darle un sapore ancora più squisito.

Le proprietà della Gomma Wakame sono svariate. Anzitutto, al suo interno, possiamo trovare moltissimi elementi naturali e positivi, come i sali minerali e le vitamine. Offre un quadro nutriente davvero interessante. È considerata inoltre un alimento perfetto per chi segue un’alimentazione vegana, perché introduce il ferro. È inoltre un potente ricostituente.

Cosa c’è all’interno della Wakame: proprietà nutrienti

In 100 grammi di Gomma Wakame, gli elementi che possiamo integrare nel nostro organismo sono i seguenti:

  • 100 mg di Magnesio;
  • 150 mg di Calcio;
  • 360 IU di Retinolo;
  • 2,2 mg di Ferro.

La tradizione culinaria giapponese non prevede una sfilza di piatti che appesantiscono l’organismo, tutt’altro. Sì, molti ingredienti sono calorici, come la salsa di soia, ma è fondamentale per condire. Tuttavia, molti singoli piatti si presentano con poche calorie; alcuni dietologi indirizzano molte persone verso la filosofia giapponese.

Questo tipo di insalata non è da meno. Al ristorante, potrete gustarla con pochissimi ingredienti, ma che aggiungono un pizzico di sapore al piatto: aceto di riso, salsa di soia, un po’ di zucchero e semi di sesamo.

La Wakame è alga marina edibile

Ma cos’è effettivamente la Wakame? Alga marina edibile. Ebbene, sì, non è un prodotto “di terra”, come le nostre insalate. Questo prodotto è essenziale per l’economia dei paesi asiatici: viene importato in tutto il mondo ed è considerato un piatto nutrizionale importantissimo. Le sue origini si fanno risalire al 700 a.C.

Potrete acquistare questa speciale insalata online, oppure nei supermercati: in alternativa, potrete prenderla da asporto in qualsiasi ristorante giapponese.

Consigliamo l’utilizzo della Wakame a chi ha carenza di vitamine e minerali. È perfetta per coloro che soffrono di caduta di capelli o di unghie che si spezzano facilmente.

pasta Giapponese

Tutti pazzi per la pasta giapponese: ramen, soba e udon

26/06/2018

Siamo italiani: cosa amiamo di più al mondo? La pasta, ovviamente!

Nei ristoranti giapponesi è possibile trovare molti tipi di pasta, ovvero tre: il ramen, la soba e gli udon.

I giapponesi considerano la pasta un alimento fondamentale da sempre. Se credevi che la cucina giapponese fosse soltanto sushi e pesce crudo, sei fuori strada. La cucina giapponese vanta una sequela di piatti caldi e freddi davvero invidiabile.

La pasta giapponese: ramen, soba e udon

Pronto a scoprire quali sono i tipi di pasta giapponese che potrai gustare?

Il ramen, anche se è di origine cinese, viene servito in Giappone. Questi spaghetti, di cui variano le dimensioni, sono composti di farina di grano e uova. Esistono moltissime tipologie di ramen, il più famoso prevede l’utilizzo di uova semi-sode, preparate secondo una ricetta speciale, carne molto grassa, verdure e alghe.

La pasta ramen, oltre a essere servita in brodo, può essere cucinata con le verdure, come un normale piatto di pasta.

Come vedrai da te la cucina giapponese e molto equilibrata. Ciò significa che non mi piatto trovi sempre la giusta quantità di carboidrati, di carne e verdure.

Soba fredda e soba calda: ecco le differenze

Il secondo piatto di pasta che vogliamo illustrarti è molto famoso in Giappone, ma ben poco noto in Italia, purtroppo. Stiamo parlando della soba. Quest’ultima è uno spaghetto di grano saraceno, molto piccolo, ed è servito in molti modi.

Uno dei piatti più conosciuti in Giappone è la soba fredda. In sostanza, se doveste mai ordinarla, vi verrebbe servito un piatto di soba fredda, una ciotola di brodo e la salsa di soia: ogni ingrediente è servito in un piatto a parte. Ciò significa che potrete condire la pasta con i vostri alimenti preferiti.

Esiste persino la cha-soba: questa variante è per tutti gli amanti del tè verde, con cui la farina viene impastata.

Inoltre, è possibile degustare la soba calda, cotta nel brodo, con l’aggiunta di uovo sbattuto, scaglie di tempura e il peperoncino in polvere.

Udon Tempura: ecco il modo giapponese di riscaldarsi in inverno

L’ultimo piatto è impossibile non citarlo ed è forse il più famoso: stiamo parlando degli udon. Questi sono spaghetti di grano tenero e assomigliano molto nella forma e nella misura ai nostri bucatini.

Esistono diverse varianti: Yaki Udon, Tempura Udon… specialmente quest’ultima viene guarnita con il tofu fritto oppure il gambero in tempura. Entrambe le varianti sono molto gustose e speziate.

Cosa si beve in Giappone?

Le bevande giapponesi: scopriamole insieme

07/06/2018

Il Giappone vanta una tradizione culinaria molto diversa dalla nostra, ma altrettanto importante per comprendere gli usi, i costumi e le origini di questo popolo. Conosciamo, bene o male, le ricette principali della loro cucina, come il sushi, lo yakitori e il ramen, ma sappiamo ben poco delle bevande che possiamo trovare in Giappone.

Sicuramente, al ristorante, avrete visto il sakè, che è probabilmente la bevanda più conosciuta e che appartiene alla loro tradizione secolare per la cerimonia del tè. Il rituale è considerato importantissimo dai giapponesi. per loro, è un rito sociale a cui non rinunciare.

Quali sono le bevande tradizionali giapponesi?

Oltre al sakè, possiamo citare il tè giapponese, O-cha: è il tè verde. Questa bevanda è consumata giornalmente dai giapponesi, che sia colazione, pranzo o cena, o un incontro con gli amici e i familiari.

Solitamente, la raccolta del tè è fissata per gli inizi del mese di Maggio. Possiamo trovare diverse varietà di tè:

  • Bancha: varietà che si raccoglie ad agosto;
  • Gyokuro: le sue foglie sono molto particolari, tenere e dolci. Viene considerato molto pregiato;
  • Sencha: questo è il tipo più comune di tè, non è pregiato come il Gyokuro. La raccolta potrebbe iniziare verso giugno;
  • Maccha: in Occidente, possiamo ormai trovare molte persone appassionate di maccha. Sta diventando molto famosa la variante del tiramisù al maccha. Il suo utilizzo è destinato alle cerimonie ed è comunemente in polvere;
  • Houjicha: le sue foglie vengono tostate prima di essere infuse nel tè.

Uno sguardo ai liquori e alle birre giapponesi

I giapponesi non aggiungono lo zucchero in questa bevanda, contrariamente agli inglesi, che sono soliti mettere lo zucchero o il latte.

Lo abbiamo nominato all’inizio dell’articolo: tra le bevande più consumate, possiamo trovare il sakè. La bevanda alcolica per eccellenza è una pastorizzazione e fermentazione di riso e acqua. Dovete sapere che nella preparazione del sakè è l’acqua il segreto: se non è di ottima qualità, si otterrà un sakè sciapo. L’acqua destinata al sakè è un po’ un ossimoro, perché dovrebbe coniugare la giusta dose di asprezza e dolcezza.

Altri tipi di bevande in Giappone sono le seguenti:

  • Mirin: il tradizionale sakè dolce, che viene usato per cucinare. È l’ingrediente base della marinatura teriyaki;
  • Umeshu: un liquore giapponese molto particolare, derivato dalla macerazione delle prugne verdi acerbe nell’alcool, con una ingente quantità di zucchero di canna;
  • Hoppy e Happoshu: birre a basso contenuto alcolico. La Hoppy sfiora soltanto i 0,8 gradi.

Come direbbero i giapponesi: Kampai!

Onigiri Giapponesi

Tutti pazzi per gli Onigiri: gli “arancini” giapponesi

30/05/2018

Vi è capitato sicuramente di imbattervi negli Onigiri, che quasi tutti i ristoranti giapponesi offrono nel proprio menù. Spinti dalla curiosità, l’avete ordinato e siete curiosi di conoscere la loro storia. Dovete sapere che in molti lo definiscono “l’arancino giapponese”, per la forma che ricorda lo street food catanese.

L’Onigiri è considerato lo spuntino giapponese per eccellenza; possiamo chiamarlo anche con il nome di Omusubi. Questa polpetta di riso ha molte varianti, soprattutto al suo interno: il cuore dell’Onigiri è composto normalmente da sake e maguro. Oltre al pesce, può essere riempito da avocado, da umeboshi e spolverato con sesamo. Attorno, possiamo trovare l’alga nori, che serve per dare compattezza e permetterci di afferrarlo senza sfaldare il riso.

Gli Onigiri: i famosi triangoli giapponesi spopolano in Italia

La sua forma triangolare ricorda vagamente l’arancino catanese. L’Onigiri è nato come street food; se siete stati in Giappone, saprete che può essere acquistato dai rivenditori lungo la strada. Molti giapponesi ricorrono a questo cibo da asporto per il loro pranzo da ufficio.

Inoltre, sono presenti molti locali, chiamati onigiri-ya, specializzati nella vendita di Onigiri.

Un primo testo che ci consente di farci un’idea sulla nascita degli Onigiri è dell’XI secolo. Ai tempi, era conosciuto con il nome di tojiki ed era destinato per i pic nic all’aperto.

Erano i samurai a consumare gli onigiri, che venivano avvolti in foglie di bambù, proprio durante le guerre e gli assedi. Consentiva di avere sempre del cibo con sé, che riusciva a mantenersi intatto.

Come vengono preparati gli Onigiri? Cosa c’è al loro interno?

Seppure noi conosciamo soltanto la forma triangolare, in Giappone ne vengono venduti di diversi tipi: possiamo trovarlo in forma cilindrica e sferica. Gli ingredienti del “cuore” dell’Onigiri non prevedono mai la carne, ma un mix di pescato.

Queste polpette di riso vengono preparate per i figli come pranzo al sacco per la scuola; in questo caso, vengono adornate dall’alga nori in modo molto particolare. Sono famose le palle di riso decorate, che ricordano un panda, per stimolare l’immaginazione dei bambini. Dopotutto, l’estetica giapponese è uno dei punti fondamentali di questa cultura, che si riscontra anche e soprattutto nel cibo.

Non avete mai fatto caso alla bellezza del sushi? Molti lo definiscono addirittura più bello che buono, ma è un gusto personale. Gli Onigiri vengono adornati da sorrisi, o da uno sguardo triste, grazie all’utilizzo dell’alga nori, che viene sapientemente tagliata. È un modo molto simpatico di servire il cibo, dopotutto!

Cucina Giapponese

Le più note pietanze giapponesi: alcune non le conosci affatto!

24/05/2018

Vai al ristorante giapponese ogni tanto e pensi di sapere tutto sull’omonima cucina? Bhe, sbagliato. Molto di quello che leggi sul menù giapponese è il frutto di un accostamento occidentale o prettamente americano. Per esempio, il California Roll, il famoso uramaki con maguro o sake e avocado, è in realtà totalmente americano.

Le ricette meno conosciute della cucina giapponese

Per permettere agli occidentali di gustare la loro cucina, gli chef giapponesi hanno adattato il sushi agli ingredienti del luogo. È il caso dell’avocado per il California Roll, o del Philadelphia, che raramente troviamo in Giappone.

Molti uramaki coloratissimi vengono proposti per attirare il grande pubblico ad assaggiare il sushi. Rimarrete sorpresi di scoprire che nei ristoranti in Giappone si pensa a dare risalto al pesce, più che ai condimenti strani.

A parte il sushi, che conosciamo, bene o male, tutti, ci sono molte ricette davvero gustose e particolari di cui non abbiamo mai sentito parlare.

  • Anmitsu: tra i dessert giapponesi più famosi al mondo c’è l’anmitsu. Questo dessert è molto particolare e gustoso. La sua riproduzione è prettamente estetica e scenica, come ogni ricetta giapponese. Vengono serviti dei cubetti di gelatina bianca, l’agar, che possiamo ottenere dalle alghe rosse. Solitamente, i cubetti vengono accompagnati da succo di frutta, acqua, marmellata dolce di fagioli rossi azuki.

I grandi classici della cucina giapponese: Dango, Donburi, Katsudon

  • Dobin Mushi: questa zuppa è davvero molto saporita. È considerata un classico della cucina giapponese. Viene servita in una teiera, dal nome ‘dobin’: i suoi ingredienti sono funghi matsutake, germogli e pesce. C’è molto limone dentro;
  • Dango: questo specialissimo ‘gnocco’ giapponese viene preparato grazie alla farina di riso. Sono serviti allo spiedo e vengono normalmente accostati al tè verde;
  • Donburi: viene considerato un piatto unico e casalingo, di facile preparazione ma molto nutriente. Bisogna cuocere il pollo, la salsa di soia, il mirin o il sake, nel classico brodo giapponese, il dashi. Non appena il pollo è pronto, vengono sbattute delle uova; dopodiché, il tutto viene servito in una ciotola con, ovviamente, del riso;
  • Katsudon: fino a qualche tempo fa veniva totalmente ignorata dai ristoranti giapponesi in Italia. Tuttavia, con gli anime e i manga, molti piatti destato l’interesse degli italiani, soprattutto i più giovani, che hanno richiesto la preparazione di questo piatto. La katsudon viene servita con riso, uovo, tonktzu; sopra al tutto, viene posta una cotoletta di maiale fritta. Vi assicuriamo che è una vera bontà!
Miso Giapponese

Il miso: una particolare zuppa giapponese

20/05/2018

La zuppa di miso è un classico della cucina giapponese e appartiene alla sfera dei piatti caldi. Se credete che i giapponesi mangino sushi tutto l’anno, vi sbagliate: ramen, zuppe, carni e pesci grigliate… esistono delle varietà di piatti caldi davvero gustosi e ottimi!

La zuppa di miso, per altro, è conosciuta per le sue proprietà: alcuni giapponesi ci fanno addirittura colazione, per i benefici che apporta all’organismo. Questa particolare pietanza è davvero ottima: il miso, infatti, contiene proteine nobili ed enzimi. Il suo utilizzo è consigliato a chi soffre di disturbi intestinali; la flora batterica vi ringrazierà!

Le caratteristiche e i benefici della zuppa di miso

Ma cosa c’è al suo interno? Questo piatto non appesantisce molto lo stomaco, ed è considerato tendenzialmente leggero. Tuttavia, la sua sapidità è elevata, proprio per gli ingredienti usati durante la sua preparazione e per il miso, che altri non è che una pasta di soia fermentata. Questa sostanza viene usata nella cucina giapponese principalmente per marinare o gratinare.

Conosciuta con il termine misoshiru in Giappone, questa zuppa viene preparata grazie a uno speciale brodo in cui si immergono alga wakame e il miso. Il miso non è altro che una sostanza a base di semi di soia e cereali, ovvero orzo e riso, che grazie all’azione di un fungo viene fatto fermentare per moltissimo tempo.

La fermentazione deve essere lunga, per garantire una zuppa di miso di alta qualità. Il miso, prima di essere sciolto nel brodo, è una pasta molle che viene fatta fermentare in abbondante acqua salata. Per questo, normalmente, non si aggiungono ulteriori condimenti alla zuppa.

Quali sono gli ingredienti di una buona zuppa di miso?

Alcuni ingredienti standard che vengono utilizzati per la preparazione della zuppa di miso sono: daikon, porro, zenzero, carote e, ovviamente, l’immancabile tofu. L’ingrediente fondamentale, invece, che non deve mai mancare in una buona zuppa di miso, è il dashi. Il dashi è un cibo composto da scaglie di tonnetto striato essiccato, conosciuto con il nome di katsuobushi. L’alga, invece, è kombu, non la classica nori che ritroviamo nel sushi.

Per cucinare questo piatto, dovrete comprare il miso, che viene venduto dai market asiatici a un costo davvero irrisorio.

Preparare la zuppa di miso non richiede molto tempo, solo un’attenta scelta degli ingredienti, perché potrebbero alternarne o pregiudicarne il sapore. È ottima anche per un pranzo al volo; i giapponesi la portano in ufficio!